Alberto Nessi, “Un sabato senza dolore”

dalla Nota di Fabio Pusterla

«Partire la mattina presto» è l’atto con cui Alberto Nessi, poeta vincitore del Gran Premio Svizzero di Letteratura 2016, inizia il viaggio in treno che conduce il lettore lungo paesaggi naturali e incontri umani. Questo libro è come uno scompartimento che offre un campionario di tipi e di sentimenti, di oggetti e di visioni: così capita che «la purezza della neve nel cielo / si scontra con l’oscenità del giornale». Alla ricerca della «parola che non tradisca la sua genesi» l’autore sa raccontare con la semplicità e la saggezza di chi è abituato a vivere in bilico fra attese e delusioni, in una terra spirituale di confine. Gli capita d’incontrare anche migranti clandestini: «quante volte ci morderà la rete ancora il cuore?» e alla fine deve constatare che «non vedrò più la viaggiatrice senza bagaglio / che avrebbe tante cose da raccontarmi» perché «deve scendere». È il destino di tutti, ben racchiuso in poesie scritte «forse un po’ come ballare il tango».

ESTRATTI DAL LIBRO

Stazione

Partire la mattina presto
quando ai treni freschi di segreti
sulla scarpata fanno la guardia equiseti
rugiadosi, dalle reti metalliche
si sporgono a guardare riccioli
di vilucchio, partire da queste allodole
stramazzate tra fasci binari
rampe di lancio doganieri nuvole

**

Clandestina

Quante volte mi chiedo nel dormiveglia
c’è la rete anche qui? ci sono i cani?
la paura che le gambe attanaglia?
il furgone? la gabbia del domani?
E dove sono i fiori della sabbia
che coglievo ragazza in riva al mare
dov’è lo scialle colore del vento?
Non fiorisce il mio ramo, anche le scarpe
ho perso dentro il filo spinato: quante volte
ci morderà la rete ancora il cuore?

**

A Lucia, sul confine

Come col tempo tutto si scolora
foglia di carta perduto nel vento,
pensavo l’altro giorno mentre andavo
lungo la rete intrecciata di tralci
tra salici selvaggi sopra il greto
nella stagione dei verdi più verdi
vedevo la corrente che porta via
le nostre ombre sul pèlo del fiale
rami rotti nel gorgo delle onde
bottigliette di plastica che il ciclista
butta prima della volata finale
e d’improvviso m’è venuto in mente
il tuo sguardo screziato di grigio
fiordaliso sbocciato nel verde
della memoria di te, che non si perde.

L’AUTORE
Alberto Nessi (Mendrisio 1940) è cresciuto a Chiasso e oggi vive a Bruzella in Valle di Muggio. È stato insegnante. È poeta e narratore. Le sue principali pubblicazioni sono, per la poesia: I giorni feriali (1969), Ai margini (1975) (le due raccolte sono state ristampate da Giampiero Casagrande, Lugano, nel 1988); presso Casagrande, Bellinzona: Rasoterra (1983), Il colore della malva (1992), Blu cobalto con cenere (2000); presso LietoColle, Faloppio: Iris viola (2004); Alla chiara fonte, Lugano: Ode di gennaio (2005). Una scelta delle sue poesie è stata pubblicata nel 2010 da Casagrande, Bellinzona, con il titolo Ladro di minuzie.
Per la prosa: Terra matta (Dadò, Locarno 1984; quinta edizione 2005, con prefazione di Fabio Soldini) e, da Casagrande, Bellinzona: Tutti discendono (1989), Fiori d’ombra (1997), La Lirica (1998), La prossima settimana, forse (2008), Milò (2014).
Ha curato l’antologia di testi e testimonianze sulla Svizzera italiana Rabbia di vento (Casagrande, Bellinzona 1986) ed è autore di libri realizzati in collaborazione con artisti. È tradotto in varie lingue. All’inizio del 2017 gli è stato conferito il Gran Premio svizzero di letteratura 2016.

Alberto Nessi
“Un sabato senza dolore”
con una nota di Fabio Pusterla
Interlinea, pp. 120, euro 12

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