Vincitori e finalisti del Premio Giuseppe Tirinnanzi Città di Legnano

La Giuria Tecnica del Premio di Poesia “Città di Legnano – Giuseppe Tirinnanzi” (Franco Buffoni, presidente, Uberto Motta, Fabio Pusterla) ha annunciato i nomi dei Vincitori e dei Finalisti per ciascuna delle 3 sezioni in cui si articola il premio.

A fronte di una partecipazione di 10 opere per la sezione Poesia in Dialetto dei area lombarda e di ben 182 per la sezione Poesia italiana, dopo lunghe consultazioni e votazioni, è stato decretato vincitore per la sezione Poesia in Dialetto Maurizio Noris col volume Resistènse (Interlinea), mentre per la sezione Poesia italiana sono stati scelti come finalisti, secondo regolamento, Vanni Bianconi con Sono due le parole che rimano in ore (Casagrande), Daria De Pellegrini con Spigoli vivi (Interno Poesia) e Gian Mario Villalta con Telepatia (LietoColle-Pordenonelegge).

I 3 finalisti dovranno sfidarsi di fronte alla Giuria Popolare nel corso della manifestazione che si terrà a Legnano il prossimo 20 ottobre 2018, promossa da Famiglia Legnanese, dai Fratelli Tirinnanzi e dalle autorità del Comune di Legnano.

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Premio di Poesia Città di Legnano, Giuseppe Tirinnanzi

Trentasei anni di attività per diventare un punto di riferimento per chi scrive poesie in italiano e nel dialetto dell’area lombarda, con l’obiettivo di valorizzare gli autori che si stanno affermando sulla scena nazionale e coltivare quelli che componendo versi in vernacolo rappresentano un baluardo delle tradizioni. Dopo la manifestazione conclusiva della 35esima edizione, celebrata in ottobre a Legnano con la vittoria di Claudio Damiani (Italiano) e Vito Trombetta (Dialetto), il Premio di Poesia Città di Legnano – Giuseppe Tirinnanzi torna con il suo 36esimo bando. Anche quest’anno le sezioni saranno tre: Italiano, Dialetto e Premio alla Carriera. Per partecipare c’è tempo fino al 30 aprile. Il premio è indetto dal Comune di Legnano e dalla Famiglia Legnanese, per ricordare il poeta Giuseppe Tirinnanzi (Firenze 1887-Legnano1976). Continua a leggere

Fabio Pusterla, “Variazioni sulla cenere”

Cenere o terra: mite
alto fusto di platano
si staglia sul cemento che rinserra.

L’hai seguito come guardandoti allo specchio:
fuga di verdi, un’ombra di cinigia,
poi giallo cupo, nudo ramo e secco.

Ora piccoli bozzoli puntuti
splendono quasi neri sopra il grigio.
Stelle di cenere, o terra. Giorni muti.

*
Cenere o terra? Luce, semplicemente,
trama di luce che si arresta per un attimo
nell’onda dei capelli traversati dal vento.

In controsole, nell’ultima
sferza del giorno, mentre non distanti
pecore trotterellano nei prati, sottomesse
alla legge dell’erba e dell’ora,
verso la sera che cala, il sonno dolce, la vita
che continua. Come nei tuoi capelli,
anche in loro la luce si accende
e si attenua e perdura.

Sul pensiero rimangono detriti,
tracce sparse che hanno il colore
di cenere persa, di calore
depositato sulla terra. Ora possiamo
ritornare lentamente verso casa. Lo sterro
si modella in collina, i nostri nomi
sono stati scolpiti sul legno,
un cammino si è compiuto.

La strada che prosegue fa un po’ meno paura.

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Le città dell’anima, note intorno a un libro sui luoghi dei poeti

di Marco Marangoni

L’occasione di queste righe è data dal bel libro, con contributi di autori vari, curato da Tiziano Broggiato, e uscito nel 2016, per i tipi dell’editore Luigi Pellegrini di Cosenza. Alla presentazione, tra l’altro tenuta recentemente a Pordenonelegge, ne è uscito, per la voce dello stesso Broggiato e del critico letterario Roberto Galaverni, un quadro pienamente aderente al tessuto di pensieri, sentimenti, ricordi e attese che con stile diverso hanno espresso tutti i co-autori: Anna Buoninsegni, Giuseppe Conte, Rosita Copioli, Claudio Damiani, Antonio Di Mauro, Vivian Lamarque, Valerio Magrelli, Roberto Mussapi, Umberto Piersanti, Giancarlo Pontiggia, Fabio Pusterla, Loretto Rafanelli, Davide Rondoni, Angelo Scandurra, Stefano Simoncelli, Gian Mario Villalta.

Un libro questo di geografia letteraria, “sentimentale”, che permette di entrare nei luoghi, ma per la porta delle sottili percezioni, fino a formare una fenomenologia di foglio-mondo, pagina-luogo, nella speciale ottica del poeta. L’attualità, con cui si confrontano i diversi poeti, sollecita poi a una riflessione critica, venendo denunciato per lo più un abbassamento della qualità dell’abitare. Continua a leggere