Sergio Pasquandrea

Sergio Pasquandrea

Convergenze
(Tiziano, Venere di Urbino)

A metà della larghezza a un terzo
dell’altezza – in perfetta proporzione aurea –
la mano accarezza il pube
e in quel triangolo d’ombra tutto converge

la luce oscura dei velluti la diagonale
dorata della carne l’inutile stanza
affacciata su un tramonto invisibile
– il ronzio ridicolo della vita –

e nient’altro dicono i suoi occhi neri
se non l’esilio la tenerezza crudele
dei capezzoli la pelle intangibile
il groppo morto dei desideri.

 

Cameo
(Piero o Antonio del Pollaiuolo, Ritratto di giovane dama)

Fra pochi pochissimi istanti
l’azzurro tornerà a campire
basterà niente una torsione
di qualche grado

e tutto crollerà la palpebra
potrà abbassarsi finalmente
il sangue tornare a scorrere
compiersi l’espirazione

sarà il disastro l’irreparabile.

 

Body Torque
(Tiziano, Venere con organista)

Ragazzo scegli bene
dove guardare – la verità
è in agguato

il punto di fuga si è perso
al di là della tua testa
nel tramonto luttuoso

nel gemito sospeso
del fanciullo che scopre
l’interno delle cosce

quanto avresti fatto
meglio a terminare la cadenza
adesso e per sempre

sarai escluso dal colloquio
esiliato dalla carne
inchiodato alla torsione.

Sergio Pasquandrea è nato a San Severo (FG) nel 1975. Dai primi anni Novanta vive a Perugia, dove insegna Lettere in un liceo.
Nel 2014 è uscita la sua prima silloge, intitolata Approssimazioni (Pietre Vive/iCentoLillo) e nel 2015 la seconda, Oltre il margine (Fara). Il suo lavoro più recente è Un posto per la buona stagione, (Qudu, 2016). Ha inoltre pubblicato due plaquette: Topografia della solitudine (in “Pubblica con noi”, Fara 2010) e Parole agli assenti (in “Contatti”, Smasher 2011).
Suoi testi sono apparsi in riviste (“Scuola di poesia” de “Lo specchio”, a cura di Maurizio Cucchi; “Gradiva. International Journal of Italian Poetry”), su blog letterari (“Via delle Belle Donne”, “Carte sensibili”, “Poetarum Silva”, “La dimora del tempo sospeso”, “Words Social Forum”) e in varie antologie.

Oltre all’attività letteraria, si interessa di musica. Ha ottenuto nel 1992 il Diploma di V anno in pianoforte presso il Conservatorio “U. Giordano” di Foggia, per poi proseguire l’attività amatoriale come pianista jazz. Da oltre quindici anni, collabora come giornalista e critico musicale con il bimestrale specializzato “Jazzit”. Ha scritto anche per i blog “Nazione Indiana”, “La poesia e lo spirito”, “Jazz nel pomeriggio”, “World Social Forum” e “Artmaker”. Ha pubblicato nel 2014 il volume di racconti Volevo essere Bill Evans (Fara) e nel 2015 il saggio Breve storia del pianoforte jazz. Un racconto in bianco e in nero (Arcana Editrice).
Nel 2007 ha conseguito un dottorato in Linguistica presso l’Università di Pisa; dal 2007 al 2010 ha lavorato come assegnista di ricerca presso l’Università per Stranieri di Perugia, dal 2010 al 2015 è stato cultore della materia in Sociolinguistica presso l’Università di Perugia.
Gestisce due blog: “Ruminazioni” (http://ruminazioni.blogspot.it) e “Gusci di noce” (http://guscidinoce.wordpress.com).

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