Umberto Piersanti

poesiafestival 13.Lezione magistrale Umberto Piersanti
photo © Serena Campanini-Elisabetta Baracchi

Umberto Piersanti è nato ad Urbino nel 1941 e nella Università della sua città insegna Sociologia della Letteratura.
Le sue raccolte poetiche sono “La breve stagione” (Quaderni di Ad Libitum, Urbino, 1967), “Il tempo differente” (Sciascia, Caltanissetta- Roma, 1974), “L’urlo della mente” (Vallecchi, Firenze, 1977), “Nascere nel ’40” (Shakespeare and Company, Milano, 1981), “Passaggio di sequenza” (Cappelli, Bologna, 1986), “I luoghi persi” (Einaudi, Torino, 1994), “Nel tempo che precede” (Einaudi, Torino, 2002), “L’albero delle nebbie” (Einaudi, Torino, 2008) che ha vinto i seguenti premi: Premio Pavese Città di Chieri, Premio San Pellegrino, Premio Giovanni Pascoli, Premio Tronto, Premio Mario Luzi, Premio Alfonso Gatto, Premio Città di Marineo. Nel 1999 per I quaderni del battello ebbro (Porretta Terme, 1999) è uscita l’antologia “Per tempi e luoghi” curata da Manuel Cohen che ha anche scritto il saggio introduttivo. Continua a leggere

Sergio Pasquandrea

Sergio Pasquandrea

Convergenze
(Tiziano, Venere di Urbino)

A metà della larghezza a un terzo
dell’altezza – in perfetta proporzione aurea –
la mano accarezza il pube
e in quel triangolo d’ombra tutto converge

la luce oscura dei velluti la diagonale
dorata della carne l’inutile stanza
affacciata su un tramonto invisibile
– il ronzio ridicolo della vita –

e nient’altro dicono i suoi occhi neri
se non l’esilio la tenerezza crudele
dei capezzoli la pelle intangibile
il groppo morto dei desideri.

 

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Umberto Piersanti

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Umberto Piersanti (Credits / Dino Ignani)

di Sauro Damiani

UMBERTO PIERSANTI, Nel folto dei sentieri, Milano, Marcos y Marcos, 2015

Rose e marmellata. (“dopo la marmellata con il burro/al grande parco scendi/sopra i muri,/tra i meli e le rose/passi e respiri”, p.30). Rose; e anemoni, e colchici, e papaveri, e giacinti, e primule, e, prima di tutto, favagelli. Come nell’intera storia poetica di Piersanti, anche in questo ultimo libro sfavillano i fiori, nominati con la precisione di uno sguardo individuante e amoroso, che ne fa sprigionare la loro luce assoluta. “Luminoso” è uno degli aggettivi più frequenti e significativi del libro, spesso in coppia con altri che ne esaltano la forza evocativa, come in “chiaro e luminoso”, “ridente e luminoso”. Un “luminoso” di una tonalità inconfondibile, tutta piersantiana, che spicca nel panorama di una poesia, non solo italiana, che, al contrario, predilige le tonalità scure. Ma un fiore (o un’ora, o un evento) è luminoso solo in quanto è “assoluto”, cioè, nel senso etimologico del termine, “sciolto”, separato dal tempo “baro”; un fiore (o un’ora, o un evento) “remoto”, anche qui nel senso di rimosso dall’oggi e collocato in un orizzonte mitico, nell’eden “fragile/ e assoluto”, sempre perduto (“l’eden che ci è concesso/è sempre perso”; 209): come tutta quella nata dopo e dal romanticismo, anche la poesia del nostro è percorsa da un’insanabile scissione metafisica. Solo che Piersanti non rinuncia a dispiegare e nominare l’incontenibile efflorescenza della natura (la natura naturans), di cui egli si sente carnalmente partecipe e di cui è commosso testimone e interprete. Nel “tempo della povertà”, egli non è povero. Continua a leggere

Massimo Recalcati, “Jacques Lacan, La clinica psicoanalitica: struttura e soggetto”

LO PSICANALISTA E SCRITTORE MASSIMO RECALCATI POSATO DURANTE LA MANIFESAZIONE CULTURALE "FESTIVALETTERATURA" A MANTOVA

LO PSICANALISTA E SCRITTORE MASSIMO RECALCATI POSATO DURANTE LA MANIFESAZIONE CULTURALE “FESTIVALETTERATURA” A MANTOVA

Alla base della psicoanalisi c’è l’etica»
Massimo Recalcati

Dopo il primo volume dedicato a Jacques Lacan, di carattere più teorico, in questo secondo, atteso dai lettori, viene restituita in modo ampio e sistematico la poderosa riflessione sulla clinica del grande psicoanalista francese. Continua a leggere