Due poesie di Emilio Capaccio

Emilio Capaccio

Emilio Capaccio è nato a Salerno il 16 maggio del 1976. Si è laureato in Economia e Commercio all’Università degli Studi del Sannio nella città di Benevento. Vive a Milano, dove lavora nel settore della sanità pubblica.  Attualmente cura la rubrica “Il Poeta del Lunedì” sul sito della rivista internazionale di poesia “Iris News” diretta da Chiara De Luca. “Voce del paesaggio” dal quale sono tratte le due poesie qui pubblicate, è uscito con le edizioni Kolibris nel 2016. 

La nascita

Una sera i cieli erano acerbi
colori scarlatti di lontananze.
Il luppolo delle nuvole
conferiva agli uccelli
il sentore di una Nascita
che blandamente maturava.
Lingue di metalli e ori crescevano.
Le stelle una dopo l’altra,
si disponevano a rilento
negli spiegamenti delle costellazioni
nei decreti degli oroscopi.
I venti si creavano e si disfacevano
ancora fragili.
Io origliavo mancante!
Ero come un incantesimo di luce
non ancora pronto per essere svelato.
Il tempo s’avvantaggiava.
Incuteva le prore e salpava
per un’azzurra primavera.

*

La memoria

Quando qualche morto
da cui inconsapevolmente discendo
mi chiede da lontano
se in un vivaio delle mente
ne conservi la memoria
io contrito gli rispondo no!

Ecco allora: caduta davanti a me
si allontana la sua domanda.
E quello (del quale ho dilavato il sangue)
torna a morire con più sonno!

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