Piero Amerio

Piero Amerio

 

 

Piero Amerio professore emerito nell’Università di Torino, docteur de recherche a Parigi, ha ricoperto ruoli di primo piano scientifici e istituzionali nella psicologia italiana ed europea, insignito del premio alla carriera dall’Associazione internazionale Adrips (Montréal 1996). Nei suoi studi, tra cui i recenti saggi Problemi umani in comunità di massa (2004) e L’altro necessario (2013), i problemi esistenziali e identitari della persona sono costantemente intrecciati con quelli della vita comune e della società contemporanea. Ha pubblicato testi di poesia dagli anni sessanta in riviste, tra cui «Rendiconti» (diretta da Roberto Roversi) e «La città» (diretta da Ugo Pirro), in plaquettes spesso illustrate da artisti italiani, e nel volume Veglia nell’età con paesaggi (1999) con prefazione di Giorgio Ficara.

La ricetta

A viola anni dopo

Tra un balzo e l’altro della palla contro il muro
il soffio serale aveva terso il cielo
abbrividendo d’un fremito tua nonna
raccolta nel suo scialle
e ondulando tra la filigrana dei roveri
l’apparire sparire dei lampioni
su al paese. Sembra vicino osservavi
a portata di mano oltre i rami:
come appariva esserlo la nostra vita
così chiara in quel momento
senz’altra oscurità che di una notte
scrutata a ricercar costellazioni
il suo dito levato a segnalare
clignottanti lumi d’aerei
e il freddo trascorrere del satellite.
Fascinoso restare a guardare le stelle
ascoltando la ricetta del dolce domani:

quasi ricetta
per impastare nel suo farsi il vivere
dalla tua voce recitata
tra una pausa e l’altra e l’altra del compact
che ci trascinava nell’onda del rap.

Da: Altre parole, (Poesie 1984-2014) di Piero Amerio (Nino Aragno Editore, 2016)

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Commenti

  1. Struggente.
    Difficile trovare parole per dare nome ai moti della mia anima mentre la leggo e la rileggo… musica che porta lontano.
    È stato un privilegio conoscerLa, caro Professore.
    Purtroppo la vita ha dettato la sua strada.
    Ma non ho mai dimenticato la Sua lezione e le Sue parole spese per me.
    Grazie
    Maria Grazia C.

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