Philip Larkin

Philip Larkin

 

 

 

THIS BE THE VERSE

They fuck you up, your mum and dad.
They may not mean to, but they do.
They fill you with the faults they had
And add some extra, just for you.

But they were fucked up in their turn
By fools in old-style hats and coats,
Who half the time were soppy-stern
And half at one another’s throats.

Man hands on misery to man.
It deepens like a coastal shelf.
Get out as early as you can,
And don’t have any kids yourself.

SIA QUESTO IL VERSO

Mamma e papà ti fottono.
Magari non vogliono farlo, ma tant’è.
Ti trasmettono le loro antiche meschinità
E aggiungono qualche extra, solo per te.
Però anche loro sono stati fottuti
Da alienati con cappelli e cappotti fuori moda,
Che passavano metà del tempo a poltrire
E l’altra metà a ghermirsi la gola.
L’uomo cede all’uomo la disperazione.
Sprofonda come una piega costiera.
Quindi sbrigati a levarti da mezzo,
E non mettere al mondo alcun figlio.
(dalla raccolta High windows, 1974)

THE TREES

The trees are coming into leaf
Like something almost being said;
The recent buds relax and spread,
Their greenness is a kind of grief.

Is it that they are born again
And we grow old? No, they die too.
Their yearly trick of looking new
is written down in the rings of grain.

Yet still the unresting castles thresh
In fullgrown tickness every May.
Last year is dead, they seem to say,
Begin afresh, afresh, afresh.

GLI ALBERI

Tornano sugli alberi le foglie
Qualcosa sta per essere annunciato;
Gli ultimi germogli si schiudono adagio,
Nel loro verde c’è una specie di dolore.

Forse loro hanno nuova vita
E noi invecchiamo? No, anche loro muoiono.
È questo il prodigio degli anelli di grano
sembrare negli anni, sempre nuovi.

Eppure, si scornano nel maggio
Turbate e solenni fortezze.
Sembrano dire l’anno passato è morto,
E ancora si riparte, e ancora e ancora.

(dalla raccolta High windows, 1974)

Traduzioni di Giovanni Ibello

Philip Larkin (Coventry, 1922 – Londra, 1985), poeta e critico musicale inglese, è stato uno dei piú celebri autori del Novecento. Tra le sue raccolte di poesia tradotte in lingua italiana, si ricordino: “Le nozze di Pentecoste e altre poesie” (Einaudi, 1969) e “Finestre alte” (Einaudi, 2002).

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