La poesia anti moderna di Juan Arabia

Il colibrì inadattabile di Juan Arabia
di Víctor Rodríguez Núñez

Traduzione di Antonio Nazzaro

“Ci allontaniamo dalla cittá”, avverte il primo verso de “Lo sgombero della natura”, secondo libro di Juana Arabia (Buenos Aires, 1983). Il primo verso della poesia intitolata “Giudizio” è un manifesto basato nell’affermazione della natura e la presa di posizione per il selvaggio. L’opera di questo giovane poeta argentino realizza così uno degli antichi rituali della poesia: la critica della modernità. Il mondo moderno, questo eufemismo che si suole usare per nominare l’ordine sociale e culturale creato dalla borghesia metropolitana nella misura dei suoi interessi. In questo contesto, la poesia diviene “Il colibrì inadattabile… Porpora,/come il piacere del limite, assetato/come la distruttrice radice del salice” (Un colibrì sulla bauhinia). Questa radice è il simbolo del potere trasformatore, della sfida radicale al borghese e al civilizzato: Il nostro flauto rimase chiuso/nella radice di un salice:/ […]sollevando strade e mattonelle” (Giudizio).

Arabia fa bene a rifiutare la modernità e in particolare, quella che tocca vivere ai latinoamericani, deformata e dipendente. Le élite nel potere parteciparono ieri al saccheggio coloniale, e partecipano oggi al non meno cruento e ingiusto sfruttamento neocoloniale. Hanno creato nazioni per il beneficio delle antiche e nuove metropoli e certamente per il proprio beneficio come intermediari. Evocando questo contesto, il nostro poeta racconta che: “mi sono allontanato dalle tue strade come i miei/antenati si allontanarono dall’Europa” (B. A.). Ma la sua posizione è critica del colonialismo e del neocolonialismo, e per questi ci intima di “dimentichiamo le società dei ricchi,/ e passiamo il resto dei nostri/ giorni tra i lupi” (Ispirato in Jean de la Fontaine). La trasformazione sociale è percepita come un processo naturale: Per qui passò la rivoluzione,/come sono passate le stagioni” (Ardenne), ed è necessario “recuperare ogni sgombero della natura” (B. A.).


Juicio

Nos alejamos de la ciudad,
infortunio, infortunio, etcétera.
En la que ya no hacemos
más canciones.

Nuestra flauta quedó encerrada
en la raíz de un sauce:
destruyendo el suelo,
levantando calles y baldosas.

Nos vamos lejos, amigos:
donde las vacas beben,
donde la savia fluye.

Nuestros versos necesitan
ser juzgados,
pero en tierras más salvajes…

Giudizio

Ci allontaniamo dalla città,
avversità, avversità, eccetera…
In cui oramai non facciamo
più canzoni…

Il nostro flauto è rimasto chiuso
nella radice del salice:
distruggendo il suolo…
Sollevando strade e mattonelle.

Noi andiamo lontani, amici:
dove le vacche bevono
dove la linfa scorre.

I nostri versi hanno bisogno
d’essere giudicati,
ma in terre selvagge

*

Un colibrí en la bauhinia

​En la rama más baja de bauhinia
descansa el negro azul color marino.
El colibrí inadaptable… Púrpura,
como el placer del límite, sediento
como la destructora raíz del sauce:

​Néctar, Licor, Hachís: como el origen
​del fuego. En América las flores
​alimentan legiones… Brota el alga
​del renacuajo, el grillo sacude banderas.

Ermitaño es el sol, como el maíz,
y el lugar donde el ave del silencio
canta. Inadaptable antes que el hierro,
el carbón, y el vapor de los corsarios,
en la rama más baja de bauhinia:

​La esclavitud occidental, las ratas.
​Acá mueren enfermos los sonidos
​de cacería… Brota el húmedo aire
​de la brisa en los círculos de rebelión.

​En la rama más baja de bauhinia
descansa el negro azul color marino.
El colibrí inadaptable… Púrpura,

Un colibrì nella bauhinia*

​Nel ramo più basso della bauhinia
riposa il nero azzurro color marino…
Il colibrì inadattabile…**Porpora
come il piacere del limite, assetato
come la distruttrice radice del salice:

​Nettare, Liquore, hascisc: come l’origine
​del fuoco. In America i fiori
​alimentano legioni… Germoglia l’alga
​del girino, il grillo sventola bandiere.

Eremita è il sole—come il mais—
ed il luogo dove l’uccello del silenzio
canta. Inadattabile prima del ferro,
del carbone e del vapore dei corsari,
nel ramo più basso della bauhinia:

​la schiavitù occidentale, i ratti.
​qui muoiono ammalati i suoni
​della caccia… Germoglia l’umida aria
​della brezza nei circoli di ribellione.

​Nel ramo più basso della bauhinia
riposa il nero azzurro color marino…
Il colibrì inadattabile…Porpora
come il piacere del limite, assetato
come la distruttrice radice del salice

*

B. A.

Ciudad donde nací,
sucia como una esclava, escucha:
me alejé de tus calles como mis
ancestros se alejaron de Europa;

aturdido por tus depósitos
y por tus nuevos barrios…

Pero no parezco un campesino:
ahora entiendo que quiero destruir todo.

El interior se alimenta de tu barco ebrio.
Un solo propósito, una sola determinación:

recuperar cada desalojo de la naturaleza.
El bien y el mal, desde sus raíces.

B. A.

Città dove sono nato
sporca come una schiava, ascolta:

mi sono allontanato dalle tue strade come i miei
antenati si allontanarono dall’Europa;

stordito dai tuoi depositi
e dai tuoi nuovi quartieri…

Ma non sembro un contadino:
adesso capisco che voglio distruggere tutto.

L’interiore si alimenta del tuo battello ebbro.
Un solo proposito, una sola risolutezza:

recuperare ogni sgombero della natura.
Il bene e il male, dalle loro radici.

*

Calabria

Et Faim Sallir les Loups des Boys

Luego de cruzar tantos desiertos
y de pertenecer a la raza más baja
mi idioma se desvanece
en pájaros sin plumas.

España, llegaste con la suerte
de imitar a los corsarios.
España, tu cielo no es prueba
de luna ni colibríes.

Estos ojos azules manifiestan
tu falta de naturaleza y dedicación.
Me escapo del sol,
de tu cielo mestizo,

y viajo por el interior
de Buenos Aires buscando
a los obreros italianos anarquistas
que sepultaron tu dominio.

Calabria

Et Faim Sallir les Loups des Boys

Dopo aver attraversato tanti deserti
e di appartenere alla razza più bassa
la mia lingua scompare
in uccelli senza piume.

Spagna, sei arrivata con la fortuna
di imitare i corsari.
Spagna, il tuo cielo non è prova
di luna né di colibrì.

Questi occhi azzurri mostrano
la tua mancanza di indole e dedicazione.
Fuggo dal sole
del tuo cielo meticcio,

e viaggio all’interno
di Buenos Aires a cercare
gli operai italiani anarchici
che hanno sepolto il tuo dominio.

*

Valparaíso

Cien perros a la borda
en la orilla del puente,
negras, estatuas y autobuses
en el empinado cerro
de una ciudad que sangra
siempre del mismo costado
y encierra su verdad
en campanadas de oro viviente.

Valparaiso

Cento cani sul parapetto
all’estremità del ponte,
nere, statue e autobus
sulla ripida collina

di una città che sanguina
sempre dallo stesso fianco
e racchiude la sua verità
in rintocchi d’oro vivente.

*

Gotas de aguardiente

a José Luis Díaz-Granados

Saliendo de Pereira
donde mangos y murciélagos
festejan la sed cotidiana,
derramaste del agua que
todavía arde en soledad por sus muertos.

Mucho antes de besar a Julio Flórez
y enfrentar el mismo cáncer.
Mucho antes de caer golpeados
en cualquier esquina de Salento.
Mucho antes de la hora en que todas

las mujeres se hacen bellas,
y en la que los condenados
sonríen incluso de sus pérdidas.
En la misma hora que el sol entristece
y seca a las piedras en su vientre.

Gocce di aguardiente

a José Luis Díaz-Granados

All’uscire da Pereira
dove manghi e pipistrelli
festeggiano la sete quotidiana
hai versato l’acqua che
ancora arde nella solitudine per i suoi morti.

Molti prima di baciare Julio Flórez
e affrontare lo stesso cancro.
Molto prima di cadere colpiti
in un qualsiasi angolo del Salento.
Molto prima dell’ora in cui tutte

le donne si fanno belle,
e in cui i condannati
sorridono persino delle loro perdite.
Nella stessa ora che il sole intristisce
e secca le pietre nel suo ventre.

Note

* Bauhinia. I suoi fiori hanno forti proprietà allucinogene.

** Il colibrì è un uccello originario dell’America e non migra verso altri continenti. Si trova in tutte le regioni in cui la terra produce fiori dal Canada settentrionale alla Terra del Fuoco. Il colibrì  si adatta alla vita in cattività; ma c’è una percentuale di inadattabili, che sin dall’inizio si rifiutano di mangiare, mostrandosi tristi e isolati, e anche costringendoli, decadono e muoiono nei primi giorni di prigionia.

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *