A LETTERATURA, Durs Grünbein

Durs Grünbein

Durs Grünbein leggerà le sue poesie stasera, 22 giugno 2018 alle 19.00 a Villa Pignatelli, ospite della  rassegna LETTERATURA a cura di Silvio Perrella del Napoli Teatro Festival, in corso fino al 23 giugno. Qui sotto una delle sue poesie pubblicate da Einaudi nel 2011. Nella stessa serata Paolo Febbraro presenta la sua antologia della poesia italiana intitolata Poesia d’oggi  pubblicata da  Ellot editore.

 

Che serve applicar l’occhio
a una fessura, a che spiare?
Davanti hai sempre croci e cancelli,
un mondo di settori.
A che pro dei binari, se non
per divergere da qualche parte?

 

Was hilft es, das Auge am Schlitz
eines Türspions zu verdrehn?
Man steht immer vor Kreuzen und
Gittern, einer Welt aus Sektoren.
Wozu sind Schienen da, wenn nicht,
irgendwo auseinanderzugehn?

 

Durs Grünbein nella traduzione di Anna Maria Carpi

Strofe per dopodomani, Einaudi, 2011.

Durs Grünbein (Dresda, 1962) cresciuto nella Germania Orientale all’indomani della costruzione del muro (1961), è considerato tra gli intellettuali più apprezzati della sua generazione. La sua poetica affonda radici nell’antichità classica (Seneca, Eschilo) – dalla quale trae ispirazione la raccolta di saggi Disposizioni antiche (Antike Dispositionen, 2005, nt) – ma è partecipe del modernismo (da Baudelaire a Pound e Benn), di cui approfondisce la riflessione sulla condizione esistenziale dell’uomo. L’esordio poetico è avvenuto con i versi di Lezione sulla base cranica (Schädelbasislektion, 1991, nt), che l’hanno imposto all’attenzione della critica. Ai morti cari (Den teuren Toten, 1994, nt) affronta i temi del dolore, della morte, della memoria dello sterminio; Il primo anno. Appunti berlinesi (Das erste Jahr. Berliner Aufzeichnungen, 2001) intreccia riflessioni tra il pubblico e il privato facendo dialogare la storia e la memoria; Della neve ossia Cartesio in Germania (Vom Schnee oder Descartes in Deutschland, 2003) è un lungo poema di duemila versi che narra la nascita del razionalismo cartesiano e con esso della condizione umana moderna; al ricordo della distruzione di Dresda sotto le bombe, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, è dedicato La porcellana. Il poema della caduta della mia città (Porzellan. Poem vom Untergang meiner Stadt, 2005, nt).

 

 

 

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