A LETTERATURA la poesia di Hikmet e Sarajlic

Nâzım Hikmet

 

Villa Pignatelli eletta Casa della Poesia per il Napoli Teatro Festival Eventi a Napoli, chiude la rassegna di LETTERATURE curata da Silvio Perrella, stasera, sabato 23 giugno 2018. L’appuntamento è alle 19.00.

Massimiliano Gallo legge il poeta bosniaco Izet Sarajlic e il turco Nazim Hikmet, accompagnato dalle musiche di Lautari din Rosiori.

Alla vita

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più vero della vita.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

Traduzione di Joyce Salvadori Lussu

Yasamaya dair

Yasamak sakaya gelmez,
büyük bir ciddiyetle yasayacaksin
bir sincap gibi mesela,
yani, yasamanin disinda ve ötesinde hiçbir sey beklemeden,
yani bütün isin gücün yasamak olacak.
Yasamayi ciddiye alacaksin,
yani o derecede, öylesine ki,
mesela, kollarin bagli arkadan, sirtin duvarda,
yahut kocaman gözlüklerin,
beyaz gömleginle bir laboratuvarda
insanlar için ölebileceksin,
hem de yüzünü bile görmedigin insanlar için,
hem de hiç kimse seni buna zorlamamisken,
hem de en güzel en gerçek seyin
yasamak oldugunu bildigin halde.
Yani, öylesine ciddiye alacaksin ki yasamayi,
yetmisinde bile, mesela, zeytin dikeceksin,
hem de öyle ocuklara falan kalir diye degil,
ölmekten korktugun halde ölüme inanmadigin için,
yasamak yani agir bastigindan.

___________

Partecipe in eguale misura dell’estrema dolcezza orientale e di una certa crudezza di ritmi di tipo occidentale, in queste “Poesie d’amore” (Mondadori Editore) Hikmet ci mostra le due facce della sua natura, lirica ed epica, saldate in un risultato unico. Versi immortali, che riassumono nell’elemento erotico i diversi aspetti dell’attività e dell’esperienza dell’autore, poeta d’amore perché prima di tutto poeta di battaglie e di idee.

Izet Sarajlic

 

Cerco una strada per il mio nome

Passeggio per la città della nostra giovinezza
e cerco una strada per il mio nome.
Le strade ampie, rumorose le lascio ai grandi della storia.
Cosa stavo facendo mentre si faceva la storia?
Semplicemente ti amavo.
Cerco una strada piccola, semplice, quotidiana,
lungo la quale, inosservati dalla gente,
possiamo passeggiare anche dopo la morte.
Non importa se non ha molto verde,
e neanche propri uccelli.
È importante che in essa possano trovare rifugio
sia l’uomo che il cane in fuga dalla battuta di caccia.
Sarebbe bello che fosse lastricata di pietra,
ma tutto sommato questa non è la cosa più importante.
La cosa più importante è
che nella strada con il mio nome
a nessuno capiti mai una disgrazia.

Traduzione di Sinan Gudžević e Raffaella Marzano

(1968)

Trazim ulicu svoje ime

Šetam gradom naše mladosti
i tražim ulicu za svoje ime.
Velike, bucne ulice – njih prepuštam velikanima istorije.
Dok je istoria tramala šta sam ja radio?
Prosto tebe volio.
Malu ulicu tražim, obicnu, svakodnevnu,
kojom se, neopaženi od svijeta,
možemo profetati i poslije smrti.
U pocetku ona ne mora imati mnogo zelenila,
cak ni svoje ptice.
Važno je da u njoj, bježeci pred hajkom,
uvijek mognu da se salone i covjek i pas.
Bilo bi lijepo da bude poplocana,
ali, na kraju, ni to nije ono najvažnije.
Najažnije je to
da u ulici s mojim imenom
nikada nikog ne radesi nesreca.

(1968)

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Izet Sarajlic, (Doboj 1930, Sarajevo i2002). Laureato in lettere alla facoltà di filosofia di Sarajevo, inizia a scrivere nel primo dopoguerra. Nel 1954, fonda il “Gruppo 54” che dà inizio alle nuove correnti di poesia moderna in Bosnia-Erzegovina. Negli anni ’60 e ’70, anima diversi gruppi di poeti ed edizioni di poesia. Tra il 1962 e il 1972 si occupa del festival “Giornate poetiche di Sarajevo”.

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Commenti

  1. Bella questa accoppiata! Mi dispiace non poterli ascoltare stasera né leggere in originale. Ma il gesto congiunto di piantare ulivi a settantanni senza voler lasciar traccia e di cercare una strada anonima dove l’uomo e il cane possano trovar rifugio, già disegna un orizzonte poetico dentro cui mi ritrovo.

    Dunque grazie

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