Gino Scartaghiande, da “Oggetto e circostanza”

Gino Scartaghiande, credits Photo Dino Ignani

I raggi stanno tessendo
quest’addio. Non sono più
la fantasia. Non ho memoria
che sotto di me, furono
splendidi, freddi, quei
concavi cieli. A chi do
perdutamente
i miei baci,
se nella strada, in un attimo
ti fermi dietro di me?
Sto consumando lentamente
questa terra. Non per le strade
che seguo. Io se non te. Non
per conservare, ma essere
che tu sia. Dove si fa chiaro
io sto diminuendo dentro.
Che tu avvenga. Che tu possa
sopra un’urna chiara d’erba,
vedere quest’oasi di noi.

Gino Scartaghiande, nato a Cava de’ Tirreni (SA) nel 1951, è laurato in medicina. Vive e lavora tra Roma e Salerno. Ha pubblicato “Sonetti d’amore per King Kong”, 1977, e “Bambù (questioni di provincia)”, 1988. Sue poesie sono state tradotte in più lingue.

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