Giosetta Fioroni, per Paul Celan


Alla diagonale / libreria in Roma, Fogli in forma di libri e altre Carte dedicate a Paul Celan, una mostra di Giosetta Fioroni dedicata al grande poeta nato in Romania nel 1920 e morto a Parigi nel 1970, forse il maggior poeta in lingua tedesca del XX° secolo. Le opere esposte sono sette libri d’artista e 4 tavole su Carta realizzate a mano.

Per queste mie esili opere (fogli piegati in forma di libro) ispirati volta a volta a un solo verso, a più versi, o al titolo di una raccolta, ho adoperato, dunque, una serie di elementi tutti riconoscibili nella loro fisicità, legno, specchio, piume, sassi, capelli (veri), aghi di porcospino, ecc. ecc. Un approccio, oltre l’idea di leggere, di decifrare, nel tentativo di avvicinarsi, di…”andare”, toccare, stabilire un intimo contatto.”
Giosetta Fioroni

 

Alternando la chiave
tu schiudi la casa dove
la neve volteggia le cose taciute.
A seconda del sangue che ti sgorga
dall’ occhio, bocca ed orecchio
diversa è la tua chiave.

Diversa è la tua chiave, diversa la parola
cui è concesso volteggiare con i fiocchi.
A seconda del vento che ti spinge via
s’aggruma attorno alla parola la neve.

Da “Di soglia in soglia” di Paul Celan

Mit wechselndem Schlüssel
schließt du das Haus auf, darin
der Schnee des Verschwiegenen treibt.
Je nach dem Blut, das dir quillt
aus Aug oder Mund oder Ohr,
wechselt dein Schlüssel.

Wechselt dein Schlüssel, wechselt das Wort,
das treiben darf mit den Flocken.
Je nach dem Wind, der dich fortstößt,
ballt um das Wort sich der Schnee.

 

 
“Paul Celan (nato a Czernowitz, Bucovina, Romania nel 1920 e morto a Parigi suicida nel 1970) è stato forse il maggior poeta in lingua tedesca del XX secolo.
L’amica Ilana Shmueli, incontrata e prediletta negli ultimi tempi della vita a Gerusalemme, ha ben definita la lingua poetica di Celan: “…il suo tedesco incantato, arbitrario, che infrange ogni limite…”.
Figlio unico di una famiglia ebrea, trascorse la giovinezza sotto l’influenza della madre che parla tedesco e lo introduce a poeti come Hölderlin e Rilke. Nel ’42 i genitori furono deportati e uccisi dai nazisti.
Celan si rifugia a Vienna nel ’47, fuggendo dalla Romania; lì il 16 maggio del ’48 incontra Ingeborg Bachmann con la quale ebbe un travagliato amore…poi trasformato in sodalizio. Sempre nel ’48 si trasferisce a Parigi e conosce Gisele Lestrange, che si dedica all’incisione e appartiene ad una antica famiglia francese, nobile e cattolica. Si sposeranno nel dicembre del ’52. Avranno un primo figlio François, morto prematuramente e, nel ’55, Eric. Conosce poeti e scrittori francesi tra i quali Yves Bonnefoy, Henry Michaux, Jacques Dupin, André du Bouchet ma, gli amici più importanti rimangono Ingeborg Bachmann, Nelly Sachs, Franz Wurm, Jenn Bollack, Klaus Demus e Peter Szondi…suoi interlocutori nel discorso sulla poesia.
Negli anni francesci, la totale dedizione alla lingua tedesca, che non abbandonerà mai, lentamente promuove un suo costante patologico isolamento.
Alla fine del ’62 ha un primo ricovero in una clinica psichiatrica. Un secondo, nel ’65, dopo uno scontro violento con la moglie seguito da un ricovero coatto in diverse cliniche. E, ancora nel ’67, aggressione alla moglie e tentato suicidio; Gisele Lestrange chiede, nello stesso anno, la separazione.
Nell’ottobre del ’69 fa un viaggio in Israele, dove incontra Ilana Shmueli, un’amica dell’adolescenza a Czernowitz. Si rinnova un’amicizia e nasce un legame amoroso che durerà fino alla fine-prossima della sua vita.
Vent’anni dopo, Ilana scrive la storia di quei 17 giorni a Gerusalemme insieme a Paul Celan in un bellissimo libro ora tradotto in italiano (Quodlibet, Ilana Shmueli, “Di’ che Gerusalemme è. Su Paul Celan: ottobre 1969-aprile 1970″). Durante questo soggiorno, Celan intravede la possibilità di un cambiamento di vita ma, il ritorno a Parigi, lo immerge di nuovo nella dolorosa Malattia.
Sembra che solo…scrivere poesia, lo tenga ancora in vita.
Il 12 aprile del ’70 scrive un’ultima lettera con una poesia a Ilana Shmueli, la quale percependo…”…l’intensità e insieme la non usuale formalità della lettera…” parte, troppo tardi, per Parigi.
Circa il 20 aprile Paul Celan si getta dal ponte Mirabeau nell’acqua della Senna.
Il fiume restituisce il suo corpo il 1° maggio.”

(di Giosetta Fioroni)

Opere di Paul Celan
Mohn und Gedächtnis Papavero e memoria 1952
Von Schwelle zu Schwelle Di soglia in soglia 1955
Sprachgitter Grata di parole 1959
Die Niemandsrose La rosa di nessuno 1963
Atemwende Svolta del respiro 1967
Fadensonnen Filamenti di sole 1968
Lichtzwang Luce coatta 1970 postumo
Schneepart Parte di neve 1971 postumo
Zeitgehöft Dimora del tempo 1976 postumo

Le fonti che hanno accompagnato Giosetta Fioroni, nel tempo e durante l’estensione delle tavole dedicate a Paul Celan nel 2010, sono:
• 2008, “Paul Celan, Poesie”, Meridiano Mondadori, cura e con un saggio di Giuseppe Bevilacqua (Questa introduzione, come pure le traduzioni delle poesie, rimangono fondamentali per la conoscenza dell’opera e della vita del poeta. L’insieme ha andamento critico…ma anche narrativo, tanto che sembra di leggere un meraviglioso romanzo).
• 2002, “Di’ che Gerusalemme è. Su Paul Celan: ottobre 1969-aprile 1970”, Quodlibet, di Ilana Shmueli (Un racconto appassionante dei giorni passati da Paul Celan in Israele).
• 2005, “Vita a Fronte”, Quodlibet Studio, saggio su Paul Celan di Camilla Miglio (Un importante saggio di grande introspezione del poeta).
• 1976, “Paul Celan POESIE”, Lo specchio di Mondadori, a cura di Moshe Kahn e Marcella Bagnasco.
• 2010, “Ingeborg Bachmann, Paul Celan. Troviamo le parole. Lettere 1948-1973”, Nottetempo (Edizione italiana a cura di Francesco Maione).
• 2010, “Oscurato”, Einaudi, a cura di Dario Borso, con un saggio di Giorgio Orelli.
• 2001, “Letture Celaniane”, Le Lettere, di Giuseppe Bevilacqua.

Giosetta Fioroni nasce a Roma, dove vive e lavora attualmente, da una famiglia di artisti. Allieva di Toti Scialoja all’Accademia di Belle Arti della capitale, è l’unica donna a far parte della cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo, insieme ad artisti come Tano Festa, Mario Schifano e Franco Angeli. Nel 1956 espone per la prima volta alla Biennale di Venezia.
Ha collaborato inoltre con numerosi scrittori italiani, illustrandone i libri, pubblicato poesie, memorie, fiabe e raccolte di immagini. Le sue opere sono nei principali musei italiani.

La mostra si inaugura mercoledì 24 novembre (ore 18.30) presso la diagonale/Libreria dove sarà allestita sino al 15 gennaio 2011.

la diagonale / libreria
Via dei Chiavari 75
00186 Roma
tel. 0645432226 – 3334559125
info@ladiagonale
www.ladiagonale.it

Orari: martedì – sabato 11-13 15-20

Napoli, Tradurre (in) Europa

Da sempre, materia preziosa di Napoli, è stata la sua posizione geografica. Un territorio dove i confini più sottili s’intrecciano ora nella tragedia, ora nell’incanto. Il festival della traduzione, Tradurre (in) Europa, si svolgerà dal 22 al 29 novembre 2010 nei luoghi più rappresentativi di Napoli: castelli, piazze, librerie, vicoli, palazzi, navi e banchine di una città nuova. Sarà un’occasione per riflettere su questa Napoli che nei secoli si è eretta in uno spazio di commistione, e che oggi si fa simbolo di un incontro proiettato su diverse direzioni, a metà strada tra Oriente, Europa e Mediterraneo.
Intendiamo la traduzione in un senso molto ampio, cercando di dare corpo a molte idee e teorie che dal Romanticismo in poi, ma in maniera più intensa negli ultimi 30 anni, hanno dato corpo a una idea di traduzione come aspetto fondamentale dello sviluppo delle culture. Una traduzione intesa in senso molto ampio: passaggio e metamorfosi di codici che non sono le lingue diverse, ma i linguaggi dei media, dell’espressione artistica, che accolgono e riscrivono temi, miti, figure. Non sono solo le lingue maggioritarie, a livello nazionale e internazionale, ma appunto i dialetti e le lingue minoritarie con le loro ricchissime letterature, culture, visioni etiche. L’Europa storicamente si pone, nel bene e nel male, come luogo collettore e ricreatore di lingue, linguaggi, culture altre. La forza dell’Europa è il suo lavorare spesso ‘di seconda mano’. Il messaggio, anche politico, di una comunità multiforme e multilingue che si ponga non come centro irradiante ma come luogo di passaggi e mediazioni è il punto di riferimento del nostro festival.
In questa ottica L’Unione Europea ha deciso di sostenere e patrocinare il festival, inserendolo nella ricchissima agenda del Programma Cultura 2007-2013, e permettendo all’Università “L’Orientale”, promotrice del progetto, in collaborazione dell’Università di Vienna e dell’Università Paris VIII, di destinare risorse umane e scientifiche alla promozione di saperi che varcheranno il perimetro accademico per interagire con il fervore culturale della città.
La realtà culturale napoletana è di fatto una porta d’accesso a un pensiero d’Europa come luogo accoglienza e sviluppo dell’alterità, soprattutto mediterranea e orientale. Tradurre (in) Europa sarà quindi non soltanto un evento di rilievo internazionale, ma anche un modo per proporre la traduzione (nel suo senso più generale, tra musica, teatro, cinema, fumetto, letteratura colta e popolare) come strumento di lettura della complessa e stratificata identità napoletana.

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Retrospettiva, Marta Jovanovic

Marta Jovanovic, artista internazionale di arte contemporanea, è ad Orvieto Arte con Retroprospettiva a cura di Jovana Stokic dal 14 novembre al 14 dicembre 2010. L’artista ha inserito l’evento nella sua programmazione annuale aderendo, con grande disponibilità ed entusiasmo, ad una proposta fatta da Orvieto Arte recentemente.
Retroprospettiva nasce all’interno del Dance Rehearsal Project, un progetto in corso dal 2008 che è stato realizzato in una serie di mostre e performance nel mondo. Appena rientrata dagli Usa, dove è stata protagonista di un evento artistico negli studios di Marina Abramovic a New York e nella sede dell’Ambasciata Serba a Washington, la Jovanovic espone ad Orvieto i flash fotografici nati dalle improvvisazioni di Shoot Me. In un piccolo palco improvvisato vengono messi a disposizione tutù che vengono indossati da soggetti anonimi che si trasformano in quell’occasione in veri e propri protagonisti della scena. Normali individui dalle sembianze più varie sono, come veri professionisti della danza, al centro delle emozioni dell’artista che spara flash in un contesto quanto mai libero e decanonizzato. Non esiste una storia, non esiste un canovaccio, solo e unicamente la irriproducibilità di un momento da fermare. Anche nei video che accompagnano le fotografie si ripropone l’idea di realizzare e trasmettere un concetto di bellezza assoluto, totalmente svincolato dai dogmi della classicità, laddove il senso estetico del termine trascende la norma determinata e si presenta come poesia artistica. Al contempo non deve sfuggire che, nell’espressione artistica di Marta, la classicità è fonte di partenza in quanto il Dance Rehearsal Project è nato dalle sensazioni suscitatele dalle immagini del sacrificio di una giovane vergine nell’opera di Igor Stravinsky La Sagra di Primavera del 1913. Il carattere del lavoro di Stravinsky risale oltre la civiltà dell’uomo moderno distruggendo l’ordine delle forme tradizionali ed è da questo che Marta inizia a riflettere e a comporre.

La mostra Retroprospettiva propone opere che costituiscono la metafora della figura classica del brutto anatroccolo in cui i protagonisti, danzando ciascuno sul proprio palcoscenico, gioiscono senza dover sottostare ai rigidi canoni delle discipline artistiche.
Il Dance Rehearsal Project da cui nasce Retroprospettiva è un tema classico, quello trattato nella Sagra della primavera di Igor Stravinsky, dove “non c’è nessuna tradizione e nessuna teoria” nella passionalità di svolgimento di un rito pagano. Il progetto vuole rivelare la vanità di ogni aspirazione umana alla perfezione. In tal senso si addice ad una città come quella di Orvieto che, culla di civiltà universali ed antiche, è proiettata verso una modernità ricca di contenuti.

È a queste tematiche che sono ispirati gli scatti fotografici che l’artista Marta Jovanovic ha effettuato tra il 2008 e il 2010, e che sono stati ricompresi nel titolo più ampio di “Fuck art let’s dance”.

La mostra con il patrocinio del Comune di Orvieto e dell’Ambasciata di Serbia a Roma è promossa da Bosi Artes e Orvieto Arte i cui locali sono stati totalmente ristrutturati con un progetto architettonico in linea con la performance artistica.Orvieto Arte Via Monte Cimino 21, 14 nov-14 dic ore 9.00 -19.00 feriali 16.00-19.00 festivi

Entrata gratuita

P.zza della Repubblica proiezione video site-specific 13-14 nov ore 18.00 – 24.00.

Organizzazione e Uff. Stampa Antonella Raparelli
Allestimento Tiziana Barcaroli

Notizia
Marta Jovanovic, artista multimediale nata a Belgrado, si e laureata presso la “Tulane University” negli Stati Uniti. L’impatto più significativo nel suo percorso artistico l’ha avuto negli anni dello studio delle belle arti nel cuore del Rinascimento, a Firenze, dove è stato possibile comprendere i canoni della bellezza e la loro relatività: proprio da questa riflessione nasce il soggetto sul quale basa la sua opera.
Il lavoro di Marta è stato esposto in Europa e negli Stati Uniti, in collaborazione con importanti curatori, come Jovana Stokic, Umberto Scrocca e Achille Bonito Oliva, Simone Verde, che le hanno permesso di esporre le sue opere provocatorie anche in spazi museali molto tradizionali.
Al momento sono in corso eventi dell’artista presso Location One (studio Marina Abramovic) a New York City e presso l’Ambasciata della Repubblica di Serbia a Washington DC. A dicembre l’artista presenterà Shoot me! a Napoli nei quartieri spagnoli in collaborazione con lo spazio Largo Baracche.

Traduzione letteraria e multiculturalità

Il Centro Europeo di studi rossettiani di Vasto (Chieti), in collaborazione con l’Università “G.D’Annunzio” di Chieti-Pescara, promuove l’edizione 2010 del Corso di Alta Formazione in “Traduzione Letteraria e Multiculturalità”.
Nel segno dei Rossetti e della ‘doppia’ matrice culturale – italiana e inglese – in cui loro crebbero e si imposero, il Centro propone un Corso intensivo incentrato sulla metodologia e sulla tecnica della traduzione letteraria.
Il Corso, sotto la direzione di Anthony Molino, pluripremiato traduttore di Letteratura Italiana negli U.S.A., nasce dall’esperienza di gente del mestiere – poeti, scrittori, filosofi e docenti universitari – che attraverso la mediazione interlinguistica ridonano la vita alle parole, dall’espressione più naturale a quella più complessa, che avvicina e permette di esplorare mondi paralleli altrimenti sconosciuti e impenetrabili.
Lezioni a carattere seminariale e laboratori didattici di traduttori di chiara fama consentiranno ai partecipanti l’approccio propedeutico alla ‘lettura’ di un autore, offrendo gli strumenti necessari per la comprensione e riproposizione di un testo nella propria lingua madre. […]

Inserito nel progetto dell’Amministrazione Comunale di Vasto di qualificazione della città come centro culturale della Traduzione e dell’Interpretariato, il Centro rinnova un’esperienza del passato, prefiggendosi per questo come per gli anni a venire di essere punto di riferimento negli studi in materia.

Giovedì 11 Novembre
ore 17:30
Introduzione e Presentazione del Corso
Prof. Gianni Oliva
Università “G. D’Annunzio” – Chieti
Relazione introduttiva
Multiculturalità e Poesia
Lucio Mariani
Poeta e traduttore
Tavola rotonda
Prof. Franco Nasi
Dott. Anthony Molino
Prof.ssa Brunella Antomarini

Venerdì 12 Novembre
ore 9:30
Two Bees or not Two Bees:
tradurre la parodia
Prof. Franco Nasi
Università di Modena e Reggio Emilia
La distanza di Dante:
fortune delle traduzioni dantesche
Prof. Anthony Oldcorn
Brown University – U.S.A.

ore 15:00
Laboratori didattici
Tradurre l’umorismo verbale
nella letteratura per l’infanzia
(laboratorio lingua inglese)
Prof. Riccardo Duranti
Università “La Sapienza” Roma
Affabulazioni:
giochi della traduzione
(laboratorio lingua francese)
Prof.ssa Laura Franco
Università di Roma Tre

ore 19:00
Reading di poesia bilingue
Farfalla e segno
Lucio Mariani – Anthony Molino

Sabato 13 Novembre
ore 9:30
“Tradurre i Rossetti”
Christina Rossetti e i “frutti”
della traduzione
Prof. Francesco Marroni
Università “G.D’Annunzio” – Pescara
Maria Francesca Rossetti
traduttrice e tradotta
Prof. Paolo De Ventura
Università di Birmingham, U.K.
Parlare con Dante Gabriel.
Dal tradurre tenerezza
alla tenerezza del tradurre
Dott. Marco Alessandrini
Psichiatra, psicoterapeuta
Università “G. D’Annunzio” – Chieti

ore 15:00
Laboratori rossettiani
Tradurre “The Germ”:
Dante Gabriel, Christina,
William Michael
Prof.ssa Elisa Bizzotto
Università IUAV – Venezia
Dante Gabriel interprete e traduttore
della lirica italiana antica
Dott.ssa Silvia Ceccarelli
Università “La Sapienza” Roma

ore 18:00
Concerto di Chiusura
Trio di Chitarre “KV”
Vincenzo Tano, Davide Giancristofaro,
Antonello Carusi


Corso Alta Formazione 2010
Traduzione Letteraria e Multiculturalità
Palazzo D’Avalos – Vasto
11-13 Novembre 2010

Inedito Mario Schifano al Macro di Roma

Con l’esposizione ‘Laboratorio Schifano’, il Macro di Roma presenta una vera e propria immersione nel cuore della creatività di una delle figure più innovative del panorama artistico internazionale della seconda metà del XX secolo.

Per la prima volta e grazie alla collaborazione fra il Museo e l’Archivio dedicato a Mario Schifano, più di duemila immagini, esposte secondo uno speciale allestimento, coinvolgeranno il pubblico, da domani fino al 6 febbraio, nell’inarrestabile flusso creativo dell’artista: un grande labirinto trasparente e percorribile, nel
quale si susseguiranno sospese inedite polaroid, fotografie e fotocopie a colori, insieme a immagini manipolate tratte da giornali e riviste e fogli di appunti, nonchè filmati inediti realizzati con materiali audiovisivi originali.

Per Schifano la fotografia fu strumento e fine di esplorazione dei nuovi linguaggi e statuti dell’informazione e della comunicazione, secondo la straordinaria attualità e contemporaneità della sua visione, espressa dalle immagini manipolate attraverso la pittura e il loro intrecciarsi e ripetersi variando.

In occasione della mostra, sarà pubblicato da Electa Mondadori un catalogo bilingue (italiano e inglese), con un testo di Luca Massimo Barbero e Francesca Pola, un’intervista a Achille Bonito Oliva e un contributo dell’Archivio Mario Schifano.