Romina De Novellis torna a Napoli con “Gradiva”. L’artista sarà a “Mezzogiorno Italia” la trasmissione di Rai 3 sabato 19 maggio 2018

GRADIVA
Romina De Novellis
9 maggio – 9 settembre 2018

Inaugurazione mercoledì 9 maggio ore 18.00

Dopo il progetto artistico “La Sacra Famiglia” l’artista Romina De Novellis torna nuovamente a Napoli con GRADIVA la performance a cura di Lèa Bismuth prodotta dal centro di produzione di arte contemporanea LABANQUE di Béthune- coordinata dalla DAFNA Home Gallery, in collaborazione con il Parco archeologico di Pompei e l’Accademia di Belle Arti di Napoli e con il sostegno della Galleria Alberta Pane e di Kreemart.

A partire dal 9 maggio nei prestigiosi spazi della DAFNA Gallery saranno esposte 7 foto di grande formato ed il video, elementi espositivi, tracce che narrano al pubblico la performance messa in atto nella notte tra il 9 ed il 10 giugno 2017 all’interno del Parco Archeologico di Pompei da Romina De Novellis, GRADIVA, l’allegoria dell’essere umano che trasporta, tra le rovine, la carcassa di se stesso lungo la tortuosa strada dell’esistenza. L’artista trascina a mano un grande carro di legno su cui è adagiato il calco in gesso del proprio corpo, che rimanda direttamente ai calchi di Pompei, mentre sullo sfondo si ergono le antiche rovine della città sepolta nel pieno della propria vitalità, in un percorso che si snoda attraverso le strade dove sorgevano le ville, le abitazioni comuni, le antiche botteghe, i luoghi di ristoro e gli spazi dedicati al culto. Continua a leggere

La casa del poeta Valentino Zeichen


Casa Zeichen – via Flaminia 86 – 00196 Roma (angolo museo Explora)

Inaugurazione 3 maggio 2018 | ore 19.00

La serata commemorativa all’Hotel Locarno (ottobre 2016), la giornata di studio alla Biblioteca di Viterbo L’Elogio della Poesia, Omaggio a Valentino Zeichen (gennaio 2017), la presentazione dei progetti scaturiti dal seminario di dottorato La Casa del Poeta presso la facoltà di Architettura dell’Università di Roma Sapienza (febbraio 2017), la giornata di studio alla Biennale d’Arte 2017 di Venezia La casa del Poeta. In memoria di Valentino Zeichen (ottobre 2017), la serata commemorativa Vissi d’Arte, Vissi d’Amore (Teatro India, dicembre 2017), la mostra presso la Casa dell’Architettura Valentino Zeichen al Borghetto Flaminio Per una Casa della Poesia (febbraio 2018) sono stati gli eventi principali che hanno visto nascere La Casa del Poeta Valentino Zeichen (1938-2016).

Casa Zeichen è un luogo storico, quasi leggendario, che nel corso degli anni ha visto avvicendarsi, grazie alla presenza e alla poesia di Valentino che lì visse dalla fine degli Anni ’50 fino alla morte recente, gli artisti e gli intellettuali più diversi.

In occasione dell’ultimo capodanno, il Compleanno del Tempo ha suggellato la prima simbolica riapertura di Casa Zeichen. Continua a leggere

Mostra collettiva. Dragoş Bădiţă, Răzvan Botiş, Tincuta Marin

A word for each of us”

Inaugurazione martedì 17 aprile alle 18:30
17 aprile – 25 maggio 2018

mostra collettiva
Dragoş Bădiţă | Răzvan Botiş | Tincuta Marin

Martedì 17 aprile la galleria Richter Fine Art ospita tre giovani talenti dell’arte pittorica transilvana: Dragoş Bădiţă, Răzvan Botiş e Tincuta Marin, nella seconda collettiva di questa stagione “A word for each of us”.

In linea con la ricerca che la galleria Richter Fine Art porta avanti attorno al linguaggio della pittura gli artisti romeni della Şcoala de la Cluj mostrano il loro approccio alla pittura contemporanea: fresco, unico, le cui opere riflettono non solo la società odierna, ma un modo singolare di costruire un discorso sulla pittura.

Tutti e tre gli artisti romeni si sono formati nell’Universitatea de Artă și Design din Cluj-Napoca (UAD), che negli ultimi vent’anni è diventata un punto di riferimento internazionale per l’arte contemporanea, soprattutto per la pittura, artisti di livello internazionale come Victor Man (1974), Radu Comșa (1975), Adrian Ghenie (1977), Mircea Cantor (1977), Ciprian Mureşan (1977), Șerban Savu (1978) e Ioana Nemeş (1979) si sono formati nella stessa Accademia.

Come afferma Antonello Tolve nel testo che accompagna la mostra: «Con esperienze di gusto assai diverse, animate tuttavia da uno stesso background il volto di Cluj-Napoca – una vera miniera di pittori di qualità – è fatto oggi di nuove leve dell’arte, di occhi vigili che guardano, che metabolizzano e, între tradiţii şi inovaţii (tra tradizioni e innovazioni), reinventano, arricchendo le immagini di contenuti sempre più aperti. Munita di grande determinazione e tecnica la generazione dei nati tra la seconda metà degli anni Ottanta e la prima metà degli anni Novanta, presenta infatti un termometro la cui gradazione immaginifica assorbe al suo interno esperienze nazionali e estere, ricerca e di riflessone sulla pittura, luoghi della memoria collettiva e della storia sociale, spazi fisici e metafisici risucchiati spesso nella regione aperta dell’остранение (Šklovskij), di un processo narrativo in cui la realtà viene ribaltata da un punto di vista inconsueto».

Dragoș Bădiță, Răzvan Botiş e Tincuța Marin, il triunvirato radunato in questa mostra che Tommaso Richter dedica alle freschezze della Şcoala de la Cluj, sono campioni che delineano appieno lo scenario plurale di un paese dove la partecipazione collettiva avverte l’importanza della singolarità e dove il manuale e il mentale si intrecciano indissolubilmente per creare piacevoli e accattivanti stordimenti visivi.

Le opere di Dragoş Bădiţă (Horezu, 1987) riflettono sulla natura momentanea dell’esperienza e su come si collega a una più ampia comprensione della realtà, che porta in primo piano il rapporto con la natura, con il corpo, con le persone, con la natura fluttuante del sé, l’inevitabilità della decadenza e della dissoluzione, i limiti della comprensione dei mondi interiori degli altri.

Răzvan Botiş (Brașov, 1984) propone uno spaccato riflessivo senza laccature che ricuce al suo interno strati d’animo differenti: dalla cupezza del capitalismo e della corruzione planetaria all’alienazione dell’uomo contemporaneo, dalla perdita della certezza alla vetrinizzazione sociale, dalle periferie ai residui di una libertà condizionata dal potere.

Infine le opere di Tincuta Marin (Galați, 1995) presentano e incorporano elementi presi dalla street art e dall’espressionismo astratto. L’artista manipola frammenti della realtà, li destruttura e li ricompone per creare combinazioni magiche e dinamiche, completando i collage attraverso le basi del gesto pittorico, della linea, del punto e della forma.
Le sue opere sono piene di magia e immagini oniriche dalla forma alla composizione, alla metamorfosi dei filtri percettivi, ai personaggi deformati, con strani volti atipici.

Dragoş Bădiţă (Horezu, 1987) vive e lavora a Cluj, in Romania.
Dragos si è laureato presso Universitatea de Artă și Design din Cluj-Napoca (UAD) e ha esposto a Bucarest, Cluj, Londra, Copenaghen, Atene, Gand, Maiorca e Berlino.

Răzvan Botiş (Brașov, 1984) vive e lavora a Cluj. Si è laureato Universitatea de Artă și Design din Cluj-Napoca (UAD) e ha partecipato a mostre personali e collettive a Berlino, Mosca, Chicago, Venezia, Vienna, Bucarest, Timişoara e Cluj. Nel 2017 il suo lavoro è stato esposto ad Art Encounters, la biennale d’arte di Timişoara.

Tincuta Marin (Galați, 1995) vive e lavora a Cluj, in Romania.
Si è laureata presso l’Universitatea de Artă și Design din Cluj-Napoca (UAD)

 

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MontesantoArte

MontesantoArte è il primo programma di residenza promosso dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee | Museo Madre, il museo d’arte contemporanea della Regione Campania, nell’ambito del bando “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura” (ed. 2016) in collaborazione con Quartiere Intelligente, una piattaforma multi progetto di rigenerazione urbana fondata nel 2013 nel centro storico di Napoli lungo le scale monumentali di Montesanto.

Curato da Adriana Rispoli, il programma semestrale di residenza ha coinvolto quattro giovani artiste italiane con lo scopo di promuovere le ricerche artistiche contemporanee sul territorio regionale. Coerentemente con la dinamica progettuale del Quartiere Intelligente, le artiste sono state invitate a focalizzare la ricerca sul rapporto natura-cultura utilizzando linguaggi trasversali tra le arti visive – video o performance – architettura, design, gardening e auto- costruzione. L’obiettivo è stato quello di creare tangenze tra le discipline, di generare una contaminazione che, entrando in contatto con la comunità di riferimento, ha prodotto buone pratiche di vivere civile, sperimentazioni artistiche esportabili e replicabili anche in altri contesti sociali e urbani.

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