Opere Inedite, Maurizio Manzo

Opere Inedite
a cura di Luigia Sorrentino

Maurizio Manzo è nato a Cagliari nel 1961. A 18 anni ha scritto un poemetto ambientato nel quartiere Castello, dove dove ha vissuto: ‘Coreografia del Ghetto Storico’, uscito nel 1985, per le edizioni Castello.

Per una serie di vicissitudini  Maurizio per vent’anni non ha più scritto nulla, ma adesso, ha ripreso… Mi invia, tra le altre, delle poesie raccolte sotto il titolo: ‘Sette terribili ostriche e una perla’.
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Arte e Poesia, Almagno-Melotta-Porcari

Giovedì 20 ottobre alle ore 18.30 la diagonale/galleria di Roma, presenta al pubblico la collettiva ALMAGNO MELOTTA PORCARI a cura di Fabrizio D’Amico.

Essenziale e d’impatto l’allestimento scelto dal gallerista con l’eleganza e ricercatezza che contraddistingue ormai il susseguirsi delle loro esposizioni.

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Eugenio Scalfari, ‘Scuote l’anima mia Eros’

Altre scritture: Eugenio Scalfari
a cura di Luigia Sorrentino

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Eugenio Scalfari, uno dei più importanti giornalisti italiani, pubblica un libro pieno di sentimento e di passione: Scuote l’anima mia Eros, Einaudi, 2011 (€ 17,00).

Un libro che ripercorre la storia di uno dei protagonisti del Novecento italiano: i rimpianti, gli slanci, gli amori di uno degli uomini che più di molti altri ci ha raccontato con lucidità e sapienza il nostro tempo. Continua a leggere

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Andrea Zanzotto e il suo gatto, Uttino

Lo apprendo solo adesso, e lo riporto qui perchè mi sembra un particolare non poco importante. Lunedì, il giorno prima che morisse Andrea Zanzotto era morto il suo gatto, Uttino, al quale il poeta era molto affezionato e a cui aveva dedicato belle filastrocche.

Avvertenza
Il testo della poesia di Andrea Zanzotto, qui sotto riportata, è tratta dai Versi giovanili, (nella raccolta Mondadori Andrea Zanzotto Tutte le poesie del 2011 è invece collocata in Appendice, Versi giovanili.)

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Biancamaria Frabotta, ad Andrea Zanzotto

Biancamaria Frabotta, ad Andrea Zanzotto

Alla fine del 1990 il Dipartimento Scuola Educazione mi chiese di dedicare un programma al Canzoniere di Petrarca. Pensai che i migliori lettori sarebbero  stati i poeti. Pregai Zanzotto di leggere la sestina 214 e lui accettò con un assenso sincero, appena un po’ ironico, e ne conservo ancora l’eco dentro di me di quella sua pronuncia dolce e strascicata che rendeva amichevole anche la più ardua sintassi poetica.La sua di moderno e in contrappunto quella dell’antico maestro. A ripensarci oggi arrossisco per l’ardire della mia richiesta, ma la condiscendenza dei poeti è grande, almeno quanto la fiducia che ci ispirano. Tutto passa a questo mondo, ma come vorrei stanotte ripescare quella lontana puntata sull'”ombroso bosco” e riudire, per accomiatarmi da lui, quel meraviglioso ibrido e lo struggimento della sua naturalezza. Ma almeno una terzina si ripresenti, per nostra compagnia, per gioia e per dolore, per consolazione e nostalgia. Una sola terzina colta da quel bosco. “Ma Tu, Signor, ch’hai di pietate il pregio,/ porgimi la man dextra in questo bosco:/ vinca l’ Tuo sol le mie tenebre nove”.

di Biancamaria Frabotta

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