Gennaro Vallifuoco, “Immaginario”

Il Palazzo delle Arti di Napoli, che dal 2005 ha sede nel settecentesco Palazzo Roccella di Via dei Mille, ospita la grande personale del poliedrico artista Gennaro Vallifuoco, dal titolo “Immaginario”, curata da Augusto Ozzella.

La mostra, organizzata dall’Associazione Culturale Cosmoart e curata da Augusto Ozzella, nasce dalla collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo e all’Istruzione e alla Scuola del Comune di Napoli e vanta il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, con un comitato scientifico composto da autentiche autorità nel campo della letteratura e dell’editoria, tra cui l’autore Roberto De Simone, Giuseppe Gaeta (Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli), Mauro Bersani (Editor dei Classici Einaudi), Massimo Rossi Ruben, Martina Campese e Davide Caramagna per l’apparato critico.

Il progetto. L’esposizione costituisce per Vallifuoco la sintesi di 25 anni di attività e l’avvio di un nuovo percorso che condurrà l’artista avellinese ad esplorare – nell’arco del prossimo quinquennio – nuove progettualità e cicli di collaborazioni che interesseranno la produzione di lavori per l’illustrazione nel campo dell’editoria, assetti ed allestimenti scenografiche per il teatro, lo studio e la progettazione visual-decorativa per edifici ed opere pubbliche destinati alla fruizione collettiva. Continua a leggere

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Roberta D’Aquino

Roberta D’aquino

Roberta D’Aquino (1982) è nata a Napoli e risiede a Treviso per lavoro. Ingegnere e consulente informatico, amante del teatro, della fotografia e della letteratura, ha frequentato e coordinato siti e forum di diffusione poetica. È stata semifinalista nelle edizioni 2015 e 2016 del ‘Premio Rimini per la poesia giovane’.

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Andrea Bajani, “Promemoria”

Andrea Bajani

di Eleonora Rimolo

Nelle poesie di ” Promemoria” di Andrea Bajani l’uomo è “un essere gettato nel mondo”, alla maniera heideggeriana. Il suo modo di aggrapparsi alla vita e di sentire la consistenza del proprio esserci è trovare un intimo accordo con le cose che lo circondando: gli oggetti diventano strumenti affettivi, simboli di un sentimento che permane tra “piatti e bicchieri per mangiare”. Il tentativo di uscire dalle strutture entro le quali trascorriamo le nostre giornate non porta ad una rinascita né la natura fornisce risposte certe: in realtà i grandi spazi inquietano, nascondono un mistero ancor più fitto e meno comprensibile della nostra esistenza (“Affacciarsi alla finestra/trovarsi il mare sulla destra”). Continua a leggere

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Visioni dell’aldilà, prima di Dante

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Donatella Bisutti, “Storie che finiscono male”

Presto sarà in libreria il libro di filastrocche per bambini e non,  Storie che finiscono male, edito dalla Einaudi Ragazzi, che si ispira al famoso Pierino Porcospino, ma nella realtà di oggi. Continua a leggere

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