Festival della Mente 2017

Dal 1 al 3 settembre la città di Sarzana sarà animata da oltre 65 relatori italiani e internazionali e 41 incontri – tra conferenze, spettacoli e workshop – sul tema della creatività e della nascita delle idee. Filo conduttore di quest’anno è il concetto di rete: dal web alla rete come insieme di relazioni umane, dalla rete intesa come gabbia, alla rete delle solidarietà, dalle reti neurali alla rete del ragno, dalla rete televisiva a quella calcistica.

“Uno degli scopi del Festival della Mente è quello di raccogliere in una rete al tempo stesso reale, immaginaria e digitale tutti i contributi inediti e originali portati da scienziati, scrittori, artisti – dichiara Benedetta Marietti – E attraverso questa rete di parole, suoni, immagini, trasmettere il valore culturale dell’interdisciplinarietà, condividere l’emozione della conoscenza, tentare di interpretare la realtà di oggi e andare alla ricerca della bellezza che esiste nella matematica e nella filosofia, nel pensiero antico e nella psicologia, nel design e nella storia, nell’antropologia e nella letteratura, nella musica e nel teatro”. Continua a leggere

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Fabio Viale, “Stargate”

di Silvana Lazzarino

Il contemporaneo si riempie di classicità a creare nuovi orizzonti visivi e percettivi in cui l’opera d’arte assume nuove valenze dove ritrovare verità insolite e sogni svaniti nel tempo. E’ quanto accade nella ricerca compositiva ed espressiva di Fabio Viale che restituisce alla materia nuove forme di vita tra realtà vicine e lontane, presenti e passate.
“Cultore del marmo” come è stato definito, questo giovane e affermato scultore, nato a Cuneo nel 1975 Fabio Viale tende attraverso la sperimentazione a dare vita a rappresentazioni in costante equilibrio dove si evince la leggerezza della materia cui si affiancano aspetti legati all’innovazione Accostatosi molto presto a questa arte riuscendo a gestire con disinvoltura un approccio sempre in divenire e in “presa diretta” con la materia, Fabio Viale è sempre andato alla ricerca di nuovi risultati sperimentando le leggi della meccanica e della fisica, con cui ad esempio ha dato vita alla famosa barca in marmo con motore: “Ahgalla” che è riuscito a far muovere in mare o al pneumatico gigante sempre in marmo, che ha tanto destato curiosità ed interesse. Continua a leggere

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A Recanati, un poeta sul colle dell’infinito

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Zbigniew Herbert

IN COPERTINA Zbigniew Herbert ritratto nel 1984 da Anna Beata Bohdziewicz

 Ho dato la mia parola

ero molto giovane
e il buon senso consigliava
di non dare la mia parola

potevo dire apertamente
ci penserò ancora
non c’è fretta
non è l’orario dei treni

darò la mia parola dopo la maturità
dopo il servizio militare
quando avrò messo su casa

ma il tempo esplodeva
non c’era più un prima
non c’era più un dopo
nell’accecante presente
toccava scegliere
e così diedi la mia parola

la parola –
un cappio al collo
l’ultima parola

nei rari momenti
in cui tutto diventa leggero
acquista trasparenza
io penso
«do la mia parola
volentieri
ritirerei la parola data»
ma dura poco
perché ecco – cigola l’asse del mondo
passano le persone
i paesaggi
i cerchi colorati del tempo
e la parola data
mi fa un groppo in gola

Credits ph. Luigia Sorrentino

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Anna Świrszczyńska

Anna Świrszczyńska

In occasione dell’inizio delle celebrazioni in Polonia dell’Insurrezione di Varsavia del 1944pubblichiamo 12 poesie di Anna Świrszczyńska: le prime 6 sono legate all’esperienza di guerra della poetessa, le altre fanno parte del filone femminista della sua produzione poetica. Le traduzioni sono di Claudia Caselli e Marcin Wyrembelski.

L’insurrezione di Varsavia fu una lotta eroica che si concluse tragicamente. Durò 63 giorni (da agosto a ottobre del 1944) ebbe inizio il primo giorno di agosto per iniziativa dell’esercito nazionale polacco, un’organizzazione polacca della Resistenza clandestina. Prima che l’esercito sovietico raggiungesse Varsavia, i russi si erano fermati alle porte della città e non intendevano intervenire in difesa di Varsavia,  alle forze armate nazionali clandestine dell’Armia Krajowa si unirono molti giovani attivisti e volontari nel tentativo di aiutare i soldati a liberare Varsavia dall’occupazione tedesca/hitleriana. Anna Świrszczyńska partecipò all’insurrezione lavorando come infermiera, un’esperienza che la segnò profondamente, come donna e come poetessa.

(Luigia Sorrentino)

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