Michela Zanarella

Michela Zanarella

Nata a Cittadella (Padova) nel 1980 Michela Zanarella dal 2007 vive e lavora a Roma. In poesia ha pubblicato: Credo (2006), Risvegli (2008), Vita, infinito, paradisi (2009), Sensualità (2011), Meditazioni al femminile (2012), Tragicamente rosso (2015), Le parole accanto (Interno Poesia, 2017).

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Due poesie di Pier Franco Uliana

Nato a Fregona (TV) nel 1951, Pier Franco Uliana vive a Mogliano Veneto.

Laureato in Filosofia, è stato insegnante.

Ha pubblicato varie opere di poesia nel dialetto veneto del Bosco del Cansiglio e in lingua italiana (ottenendo diversi riconoscimenti in occasione di importanti premi letterari nazionali) e raccolte di racconti.

Ha inoltre dato alle stampe due saggi di toponomastica e uno zibaldone (sempre riguardanti l’ambito geografico del Cansiglio) e il Vocabolario del dialetto di Fregona.

Suoi testi critici su artisti veneti sono apparsi in vari cataloghi. Ha collaborato con la rivista “46° Parallelo”.

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Agnieszka Osiecka, la poetessa del colore rotto

Agnieszka Osiecka

di Fabio Izzo

Agnieszka Osiecka fu poetessa, regista e giornalista, ma fu anche una delle protagoniste assolute della storia del suo Paese, la Polonia, contribuendo a ridisegnare la società polacca culturale, e non solo, del secolo scorso. In altre parole Agnieszka Osiecka è musica e poesia per l’orecchio polacco e meriterebbe maggiore attenzione nel resto del mondo. Senza trascurare che la sua vita si è interconnessa e ha influenzato Andrzej Wajda, Roman Polanski e Marek Hłasko. Continua a leggere

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Nanni Cagnone, il poeta della meditazione e del silenzio

Nanni Cagnone, fonte Wikipedia

Il libro più recente che ho fra le mani di Nanni Cagnone s’intitola Tacere fra gli alberi (Coupe d’idée, Edizioni d’arte di Enrica D’Orna, 2014). E’ certamente uno degli ultimi testi pubblicati da questo eccellente e appartato poeta nato in Liguria nel 1939 che ha alle spalle una copiosa bibliografia con più di una trentina d’opere di poesia uscite in Italia e all’estero.

Su “Tacere fra gli alberi
di Antonio Devicienti

Tacere fra gli alberi di Nanni Cagnone (Coup d’Idée, Torino 2014) sembra possedere una struttura che, aperta dal titolo, viene chiusa con un icastico verso che è identico al titolo stesso, riaffermandolo: Sí, tacere fra gli alberi (p. 61); questo fatto esplicita l’idea che Cagnone ha della poesia, la quale può manifestarsi proprio in dialogo con il silenzio o, meglio, con lo scegliere il silenzio quale argine fecondo per la parola poetica, quale suo inveramento e punto d’arrivo, ma non annullamento, come si potrebbe semplicisticamente ritenere, né come ingenuo e sterile guardare alla cosiddetta ineffabilità che genererebbe il silenzio: il silenzio esiste invece come necessario polo del dire e viene espresso con un verbo (tacere) che implica un’azione e una scelta. Proprio “Il silenzio, soggetto del dire” di Discorde (La Finestra Editrice, Lavis 2015, p. 25) viene definito “un dono” a pagina 39 dello stesso volume. O si potrebbe anche affermare che la lettura, inaugurata dal titolo, porta, col suo procedere, a quell’accettazione finale, adulta e consapevole, del tacere fra gli alberi, ma promettendo, comunque, una nuova tappa futura del discorso poetico. “Guardo la foresta miniaturizzata d’un capitello corinzio, che non cresce né diminuisce. Continua a leggere

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