Vladimir Levchev

di Giovanni Ibello

“Amore in piazza” (Terra d’ulivi, 2016) di Vladimir Levchev è una straordinaria raccolta antologica che, secondo il parere di chi scrive, è un manifesto che definisce una certa idea di poesia.
L’opera (tradotta da Emilia Mirazchiyska e Fabio Izzo) è ripartita in tre sezioni: “Amore”, “In piazza” e “Dio”.
Partiamo, insolitamente, dal mezzo: nella sezione “In piazza” l’opera assume i toni freddi e disadorni della migliore poesia civile. D’altra parte, l’autore decide arbitrariamente di valicare lo spazio incolore della narrazione, così che la parola poetica apra un transito, una necessaria connessione tra i freddi resoconti della cronaca (nella fattispecie la dittatura di Zivkov) e l’infinita grazia del sogno. Continua a leggere

Bolesław Leśmian

Bolesław Leśmian

di Fabio Izzo

Bolesław Leśmian, uno dei più importanti poeti polacchi, nacque a Varsavia il 22 gennaio del1877 dove morì il 7 novembre del 1937. Le sue spoglie riposano al cimitero Powązki, assieme a quelle di altri grandi scrittori, poeti e artisti della nazione polacca.

La figura di Leśmian smonta alla perfezione l’idea dell’intellettuale tormentato e viaggiatore. Burocrate di paese, avvezzo a maneggiare documenti, moduli e timbri, padre di famiglia, si è rivelato un perfetto demiurgo di un mondo poetico popolato e animato fantasiosamente da elementi fantastici, mitologici e folcloristici, sfociando anche in un erotismo raffinato e delicato.

Il suo battesimo poetico avvenne nel 1985, con la pubblicazione di alcune sue poesie sulla rivista letteraria Wędrowiec; i suoi lavori all’inizio passarono inosservati, La sua prima raccolta di versi fu pubblicata nel 1912 a Varsavia, Crocevia, pubblicò poi il suo lavoro più noto: Łąka (Prateria, 1920) a cui seguirono seguirono Benda ombrosa (1936) e le pubblicazioni postume Accadimento boschivo (1938) e Leggende polacche (1956).

Leśmian ha sviluppato uno stile unico, personale, ricorrendo ad ambienti fantastici e mitologici legati alle tradizioni e al folclore polacco. Ha descritto la sua vita in sillogi filosofiche. I protagonisti delle sue opere sono spesso esseri umani in difficoltà, sofferenti, vittime del conflitto esistente tra natura e cultura, impossibilitati ad accettare pienamente il loro destino. Per lui il poeta è un essere primitivo, l’unico in grado di vivere sia a livello culturale che naturale.

Per i polacchi Leśmian è un poeta idiomatico, accessibile per intuito, un poeta amato, potremmo quasi dire popolare. Lesmian è però così poco conosciuto al di fuori dei confini polacchi per via della sua reputazione storica, limitata a un piccolo circolo di intellettuali amici, tra cui Pasternak, che ne furono ammaliati, attratti dal fascino magnetico della sua parola.

Nacque nel 1877 e spese gran parte della sua gioventù in Ucraina, dove il padre lavorava da dirigente ferroviario. Studiò presso l’Università di Kiev e i suoi primi versi furono scritti in russo, una lingua che, a detta di molti, ha avuto un’influenza cruciale sul suo stile poetico in polacco.
Il suo libro d’esordio fu pubblicato nel 1912 e passò quasi del tutto inosservato. In vita Leśmian ha pubblicato solo tre libri, e a parte l’essere diventato un membro dell’Accademia Polacca di Letteratura, nel 1933, è sempre rimasto una figura marginale nella vita letteraria tra le due guerre .

Ha lavorato come funzionario pubblico, notaio di provincia in una piccola città polacca, si è sposato con Zofia Chylińska, da cui ha avuto due figlie. A titolo di curiosità segnaliamo come una di loro, per l’esattezza Wanda, sia stata la madre di Gillian Hills, l’attrice britannica diventata famosa per il ruolo interpretato in “Blow- Up“, la famosa pellicola di Michelangelo Antonioni. Continua a leggere

Riflessione su Wisława Szymborska

Wisława Szymborska

di Fabio Izzo

Motivazione del Premio Nobel alla poetessa polacca

Per la poesia che con ironica precisione permette al contesto storico e biologico di venire alla luce in frammenti di realtà umana”.

Era il lontano 1996 quando fu assegnato il Premio Nobel per la Letteratura a Wisława Szymborska. Da quel giorno la dura ortografia del suo nome e del suo cognome ci è diventata decisamente familiare. Per la poesia è stata, ed è importante, in tutte le lingue. Unica come Maradona lo è per il calcio, potente come Eddie Merckx per il ciclismo (giusto per restare in tema di ortografia cannibale), sublime come Mozart per la musica e fondamentale come Marie Curie Skłodowska lo è stata per la chimica e per la fisica. Sempre senza dimenticare che ha rappresentato lo “spirito guardiano” della nazione polacca, come la definì Bronislaw Komorowski, ex presidente della Polonia. Infatti La Szymborka è stata il quinto Nobel polacco per la letteratura e ha seguito Henryk Sienkiewicz, autore di Quo Vadis (1905), Wladyslaw Reymont, autore de “ I contadini” (1924) , mentre nel 1980 il premio andò ad un altro grande poeta polacco, cioè Czesław Miłosz. A tutti loro si può e si deve aggiungere Isaac Bashevis Singer che ha vinto il suo Nobel nel 1978 e si è profondamente occupato di tematiche polacco- ebraiche nelle sue opere. Continua a leggere

Agnieszka Osiecka, la poetessa del colore rotto

Agnieszka Osiecka

di Fabio Izzo

Agnieszka Osiecka fu poetessa, regista e giornalista, ma fu anche una delle protagoniste assolute della storia del suo Paese, la Polonia, contribuendo a ridisegnare la società polacca culturale, e non solo, del secolo scorso. In altre parole Agnieszka Osiecka è musica e poesia per l’orecchio polacco e meriterebbe maggiore attenzione nel resto del mondo. Senza trascurare che la sua vita si è interconnessa e ha influenzato Andrzej Wajda, Roman Polanski e Marek Hłasko. Continua a leggere

Predrag Matvejević

 

Predrag Matvejević

 

Nota di Fabio Izzo

Dice che era un bell’uomo e veniva,
Veniva dal mare…
Parlava un’altra lingua peró,
Sapeva amare.

Lucio Dalla- Gesù Bambino

Potrebbe essere proprio l’incipit di questa nota canzone il ritratto perfetto di Predrag Matvejević , l’autore di Breviario Mediterraneo, recentemente scomparso perché qui c’è la sua essenza, il mare, le lingue del mare, l’amore, l’amore per il mare, l’amore per le lingue, l’amore per le lingue del mare. Leggendo il suo testo più famoso, Breviario Mediterraneo, si inizia una sequenza di caldi affetti senza fine. Continua a leggere