Francesco Balsamo, “Cresce a mazzetti il quadrifoglio”

Nota di Nadia Agustoni

Un bellissimo disegno dell’autore apre “Cresce a mazzetti il quadrifoglio” e gli occhi di Francesco Balsamo anticipano, nei tratti a matita, le parole dei suoi versi. Versi di tenerezza, ma senza autocompiacimento e fili di una malinconia che affiora sempre, ma senza rabbia. Il linguaggio è lieve, chiaro, con prevalenza del frammento e una vena surreale fin dal testo di apertura: “fare la gallina delle cose in miniatura/ come faccio io/ e con tutte le parole/ sparire nel calzino nero di una poesia” p. 12.

Eventi quotidiani e cose minime ci dà la voce dell’autore, la cui poetica è una delle più mature e interessanti, tra quelle apparse negli anni zero. Balsamo è siciliano, la sua isola si affaccia qua e là nei testi e sentiamo così il sapore della vita in una provincia in cui l’inatteso accade: “ digrigna di caldo il giorno/ la testa di leone della luce/ io salto giù da una/ delle quattro torri del tavolo” p. 53; e l’amore ha gesti e parole che riconosciamo e nello stesso tempo sanno essere nuovi: “servirebbe scriverti/ cominciando dal pane —/ uno vive in piedi come il grano…/ p.48. Continua a leggere

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Cortona Mix Festival 2016

cortonafilmfestivalDal 30 luglio al 7 agosto si intrecciano sonorità classiche, rock e folk, tanti appuntamenti con le mille forme della narrativa, spettacoli, performance, proiezioni e numerose occasioni di relax nella città etrusca. Continua a leggere

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Libero de Libero trentacinque anni dopo

81f5c926-5d67-46ad-87a7-79510c9bad54di Daniele Campanari

Sono passati trentacinque anni dalla morte di Libero de Libero. Del poeta, nato a Fondi, alcuni studiosi hanno scritto occupandosi dell’esistenza tormentata da misteriose vicende personali, prima di tutto, ma anche delle poesie edite e inedite lasciate in eredità. Un’eredità che però resta ancora sconosciuta a molti lettori.

Chi invece prova continuamente a renderla nota, analizzando l’intera bibliografia del narratore fondano, è Leone D’Ambrosio, poeta nato a Marsiglia ma residente da diversi anni a Latina. D’Ambrosio, profondo conoscitore dell’opera deliberiana essendosi laureato in letteratura italiana con una tesi dedicata, ha dato alla luce un importante saggio critico dal titolo “Museo. La poesia ceneriera di Libero De Libero” (pp. 122 Edizioni Ensemble, Roma, 2016). Continua a leggere

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Alberto Toni

alberto_toni_autoritrattoLa foto di Alberto Toni è di Dino Ignani

AUTORITRATTO
da un’idea di Luigia Sorrentino
a cura di Fabrizio Fantoni
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Sono nato a Roma in via Ciro Menotti, 26, tra il lungotevere delle Armi e piazza Mazzini. I ricordi che ho di quel luogo sono legati alle zie, le sorelle di mio nonno, Ada e Anna, che lì hanno abitato fino alla fine. Noi intanto, i miei genitori ed io, ci eravamo trasferiti a Cavalleggeri, avevo, credo, due o tre anni. Ho varcato di nuovo quel portone qualche anno fa, ero in zona per alcune sedute di agopuntura. Ho cercato di ritrovarmi, come è normale, di figurarmi gli appartamenti delle zie, al secondo e terzo piano, se non sbaglio. Ma il ricordo di via Ciro Menotti è legato anche a una festa fine anni Settanta, forse a casa di Scialoja e Gabriella Drudi (un giardino d’angolo con il lungotevere), con Pagliarani che accenna una mossa di twist e James alla chitarra. A quel tempo frequentavo il Laboratorio di Elio e muovevo i primi passi in una Roma poeticamente vivissima. Continua a leggere

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Mauro Germani, “Voce interrotta”

mio libro pequodDalla quarta di copertina

Una presenza si aggira come un fantasma tra i sentieri desolati delle periferie di un tempo presente, rassegnata davanti al vuoto disarmante del mondo ormai in rovina. Continua a leggere

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