
Quando a mia madre chiesero perché
lei rispose che fu colpa del vento
e che cadde giù sulla terra
strappata dal volo di un angelo
ora attende con impazienza
quelle ali
per risalire in paradiso
Giuseppe Vetromile
Dal 3 settembre 2015 è nelle librerie italiane “La vita non vissuta” (Feltrinelli 2015) il nuovo libro di Nicola Gardini.
DESCRIZIONE
Agli occhi degli altri, e forse anche ai propri, Valerio ha l’aria di un quarantenne di successo: è uno stimato professore di latino, ha una casa, un’esistenza comoda, una moglie e una bambina affettuose. Eppure in un istante tutto questo perde senso; basta l’incontro con Paolo, giovane pittore di talento e amante appassionato, tanto fascinoso quanto insicuro, perché di colpo Valerio decida di voltare pagina.
Finalmente insieme a Paolo potrà cominciare quella vita che già dai tempi della scuola sogna di vivere e che ora gli si offre irrinunciabile, improcrastinabile… Quand’ecco che una telefonata rivela l’illusione: Paolo ha appena scoperto di essere sieropositivo. Seguono la corsa di Valerio in una clinica per gli esami del sangue, la conferma dell’infezione, la scoperta dell’irrimediabile, e nel volgere di poche ore quell’amore nuovo, atteso da sempre, diventa una vertigine di fantasmi, paure, dubbi inesprimibili. Continua a leggere
La Città dolente è un testo estremo. Ma vedo il nostro mondo come un mondo che spinge all’estremo le tendenze antipoetiche, le violenze che già sopraffavano Kaspar Hauser e Woyzeck sono gonfie come palloncini caricaturali, talmente sono estreme, tragicomiche, sintomi palloncini che provo a far scoppiare nella mia poesia. La minaccia ha cambiato processo, la voce che lotta suona differentemente.
I mie vari testi, marie weiss rot / marie blanc rouge (Delatour, 2013), La cité dolente (Châtelet-Voltaire, 2015) o ancora kaspar de pierre (di prossima uscita, La lettre volée, 2016) offrono immagini di seppellimenti del poetico e di affogamento della voce ma, come nei quadri di Pierre Soulages, sotto il nero, spunta la luce. Ne La Cité dolente, l’inferno è questo punto in cui l’essere viene seppellito sotto lo zucchero e immagini vuote di sostanze, immagini ninfee stereotipate, senza radici, che sacrificano l’intimo, o ancora i fatti di cronaca e i titoloni che fanno gioire i lettori dell’orrore, come al tempo in cui esisteva la ruota in piazza pubblica, fatti di cronaca onnipresenti che congelano la sintassi nei superlativi. Continua a leggere
Ricorre quest’anno la Nona edizione del Premio Prata “ La Cultura nella Basilica” inserito nei circuiti di rete del sito dell’UNESCO, per la peculiarità dell’operato di chi viene premiato, sia per la proposta di una cultura responsabile volta ad accrescere la dignità personale e comunitaria.
L’evento di premiazione si terrà sabato 26 Settembre, alle ore 19.30, nello splendido scenario della Basilica Paleocristiana della SS. Annunziata (Prata P.U. Avellino). A condurre la manifestazione, come di consuetudine, sarà Gigi Marzullo, giornalista RAI, e Stefania Marotti, giornalista de “Il Mattino”.
I saluti sono affidati a Sua Eccellenza Francesco Marino, Vescovo di Avellino, e Gianni Festa Direttore “Il Quotidiano del Sud”. Ospite della serata l’attore Sebastiano Somma.
22/27 settembre 2015 – XIV edizione
“GENERARE”
In principio era l’amore, la più alta dimensione dell’essere, alla base del mondo e del vivere umano. «Solo impadronendosi dell’energia d’amore, riuscendo ad imbrigliare la sua potenza, – spiega il teologo Vito Mancuso nel “principio passione” – si potrà dare la risposta che il mondo si attende perché si innesti quel processo costruttivo virtuoso che realizzi in pieno l’umanità dell’uomo, perché le forme emergenti possano vincere definitivamente su quelle dell’entropia». Continua a leggere