La poesia al Centro

panorama napoli di notteA Napoli, sabato 7 febbraio alle 20.30, al Centro Italiano Napoli – vico Santa Maria dell’aiuto, 17 (adiacenze Santa Maria La Nova) si terrà il primo appuntamento di LA POESIA AL CENTRO, Letture di poesia a Napoli.

Primo incontro: Giovani poeti napoletani.

Partecipano: Marco Aragno, Carmine De Falco, Bernardo De Luca, Carmen Gallo, Federica Giordano.

Coordinano: Bruno Galluccio, Gabriele Aprea.

I poeti partecipanti leggeranno testi propri e di altri poeti a loro scelta.

Ingresso libero, ma su prenotazione.
email : info@centroitaliano.it

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Una poesia di Alessandro Polcri

 

polcriT’accorgeresti forse
del vento se non fosse
per la foglia,
o il ramo che si flette
mansueta al colpo?
o del pesce muto sul suo fondo
se non s’aprisse improvviso tra le piene
dune d’acqua il gorgo
a illuminarne netta
la branchiata schiena?

Da: Bruciare l’acqua, Edizioni della Meridiana, 2008

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Alessandro Polcri è nato nel 1967 a Arezzo. Vive tra New York e Sansepolcro. Si è laureato all’Università di Firenze in Letteratura Italiana del Rinascimento e ha conseguito il PhD in Letteratura Italiana alla Yale University nel 2004.
E’ Associate Professor of Italian alla Fordham University of New York. E’ redattore di “Interpress, rivista di studi Quattrocenteschi” e, presso la Columbia University e la Italian Academy for Advanced Studies in America. Condirige la rivista “Italian Poetry Review.”

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Marcella Graziosi, “Il gioco della campana”

il_gioco_della_campana

Nota di Marcella Graziosi

“Pubblicare il primo libro è per me una partenza che racchiude tanti precedenti passaggi attraverso il gioco della vita, compiuti con gioia, a volte con sofferenza ma sempre con l’impegno instancabile di quando da piccola giocavo al gioco della campana, o rayuela, per le strade di Buenos Aires.
Una memoria dei molti viaggi che mi hanno condotto ad essere ciò che sono; perché nulla vada perduto del bagaglio da portarmi dietro quando la vita chiamerà ancora e il mio cuore sarà pronto a seguirla verso nuovi spazi.”

Dall’introduzione al libro scritta dall’autrice

Il gioco della campana, la Rayela in argentino, ha rappresentato per me uno dei divertimenti preferiti quando a Buenos Aires, mia città natale, trascorrevo molte ore per strada a saltare sulle caselle disegnate dai bambini.

Lanciare il sasso e seguirlo nel quadrato dove andava a finire, raccoglierlo e poi tornare al punto di partenza senza cadere, saltando su un piede solo era, ogni volta, una sfida che metteva alla prova la nostra abilità.

Da allora molte volte ho lanciato il sasso nella rayuela della vita e raggiungerlo ha rappresentato una partenza, un viaggio, a volte felice, a volte fatale, a volte voluto, fuori e dentro di me.

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Pierluigi Virelli, ‘a cantunera

pierluigi_virelli

Oggi vi propongo uno dei nostri giovani artisti Pierluigi Virelli, emigrato a Berlino, per riuscire a realizzare il suo legittimo desiderio: vivere della propria arte.

Mi  sembra molto interessante la ricerca musicale che questo giovane sta realizzando in territorio italiano, sui monti della Calabria, vivendo la sua esperienza a stretto contatto con il mondo rurale, di contadini e pastori.
(Luigia Sorrentino)

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Nota di Pierluigi Virelli

Nel dialetto calabrese “ ‘a cantunera”, è l’angolo esterno della prima casa che da inizio a una nuova via. Nella mia infanzia era il luogo dove crescevo e scoprivo la vita insieme ai miei compagni di gioco, e dove era possibile bussare a qualsiasi porta per chiedere una fetta di pane quando tra un gioco e un altro avevamo fame.

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Prima monografia su Elena Ferrante

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