Elena Salibra, Premio Pisa per la Poesia

(Foto da Pisa Informa Flash)

(Foto da Pisa Informa Flash)

È stato attribuito a Elena Salibra, docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea dell’Università di Pisa, il Premio Letterario Pisa per la Poesia, che ogni anno assegna riconoscimenti a scrittori, poeti e scienziati che si sono distinti per le loro opere, per i meriti nelle loro professioni e per le loro significative o eccezionali scoperte.

La professoressa Salibra (nell’immagine a sinistra mentre riceve la targa dall’assessore Dario Danti) è stata premiata per la sua raccolta di poesie “Nordiche” (ed. Stampa 2014). La cerimonia si è svolta sabato 24 ottobre al Teatro Verdi di Pisa.

Sempre nell’ambito del Premio Letterario Pisa, premi speciali sono stati assegnati ad altri insigni studiosi dell’Università di Pisa: Guido Tonelli, docente di fisica e coordinatore di uno dei due gruppi di ricerca al Cern di Ginevra che ha contribuito alla scoperta del bosone di Higgs che ha spalancato la strada al Nobel per la fisica a Englert e Higgs, ha ricevuto la medaglia d’onore del Presidente della Repubblica Italiana. Il premio speciale “Renato Buoncristiani” è stato assegnato invece al chirurgo Orlando Goletti, docente di Chirurgia generale dell’ Ateneo.

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Zoom Festival 2014, “Oscillazioni”

oscillazioni3Inaugura il 3 novembre la IX edizione di Zoom Festival, intitolata OSCILLAZIONI dal direttore artistico Giancarlo Cauteruccio.

Fino al 11 novembre il festival ospita in 8 giornate 14 giovani formazioni di teatro e danza in cui spiccano due prime nazionali e una performance site-specific e, per la prima volta, uno spettacolo dedicato ai ragazzi.

Zoom, progetto di Teatro Studio Krypton, è realizzato con il contributo di Scandicci Cultura e Regione Toscana, con la collaborazione di Fondazione Toscana Spettacolo per la serata eXpLo.

Questa edizione propone una panoramica sempre aggiornata dell’area della new performing art in cui figurano compagnie toscane insieme a compagnie provenienti da varie regioni italiane e per la prima volta un’artista brasiliano. Continua a leggere

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Francesco Varano

copertina_varanoNota dell’autore

“Il Giardino Medievale. Poesie 1977-79” è suddiviso in cinque capitoli.

Si tratta di un libro riferito ad eventi e temi socio-civili degli anni ’70, come il movimento degli studenti del ’77, la strage di Brescia, del ’74, i morti sul lavoro, il lavoro e l’emigrazione.

L’opera è stata pensata come una testimonianza sulle vittime, anche del lavoro (vengono nominati gli operai morti nella costruzione del II binario in Calabria), e come un colloquio con gli emigranti italiani degli anni ’60 e ‘70, con i migranti degli stessi anni ‘70. Il Giardino Medievale è un libro che colloquia con i temi sociali, la devastazione del territorio e altro.. Continua a leggere

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Una poesia di Manuela Bellodi

 

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Modenese di nascita, vive e lavora a Padova.

 

Ha pubblicato: Distacchi (Rebellato, 1980); Per una manciata d’amore (Libroitaliano, 2002); Albicocche per i miei ospiti (LietoColle, 2006) ; La prossima volta (LietoColle, 2008);
L’arco di rose (LietoColle, 2011) nel 2013.

Ha inoltre pubblicato un saggio sulla storia dell’Inquisizione e dell’Inquisizione dal titolo L’altro Olocausto (Cleup Padova, 2010).

Il mio cuore è un campanile (La Vita Felice, 2014) è la sua ultima pubblicazione di poesie.
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Sul crinale dell’utopia

fotGiovedì 30 ottobre 2014, alle ore 16.30, nella Sala Pistelli di Palazzo Medici Riccardi (Firenze, via Cavour 3) verrà presentato il romanzo ‘Sul crinale dell’utopia‘, di Francesco Belluomini (Giuliano Ladolfi Editore). Interventi di Ugo Barlozzetti, Michele Brancale e Paola Lucarini. Letture a cura di Betty Piancastelli. Con loro l’autore che è scrittore, poeta e Presidente del Premio letterario Camaiore. L’appuntamento è promosso dall’associazione ‘Sguardo e Sogno’ e dalla Provincia di Firenze. 

 

 

La trama del libro. In questo romanzo viene narrata la vicenda realmente vissuta dal viareggino Eugenio del Magro, qui rappresentato come Eugenio Del Sarto. La storia parallela, invece, riferita al transcaucasico Fiodor Levskilyj è scaturita dalla penna dell’autore, sebbene ogni riferimento storico e geografico corrispondano alla verità. Il lavoro di Francesco Belluomini non lascia indifferente il lettore che conosce la storia del XX secolo, il secolo erede di una modernità contraddistinta dalla fede cieca nella ragione e nel progresso.
La storia dei protagonisti, che hanno sperimentato le atrocità dei “gulag” sovietici, si pone come paradigma di una esperienza cui nessuna vicenda medioevale può essere paragonata.
“Quali sono i ‘secoli bui’?” ci si può domandare dopo la riflessione suscitata da questo romanzo-documento. “A che punto di barbarie può condurre un’ideologia incapace di confrontarsi con i più elementari diritti umani?”. La lettura del testo, pertanto, si presenta anche come invito a quel senso di apertura intellettuale che permette al presente di far tesoro del passato perché simili “orrori”, sempre in agguato nei momenti di ottenebramento razionale, non si ripetano più.

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