Szymborska, la gioia di leggere

Wislawa-Szymborska1In Italia, paese in cui molti scrivono poesie, ma pochissimi le leggono, Szymborska piace. Da questa semplice, perfino banale constatazione, è nato il progetto di questo libro. Nobel per la Letteratura 1996, nel nostro paese la poetessa polacca ha conquistato decine di migliaia di lettori.

A tutt’oggi i suoi versi e la sua figura vengono frequentemente citati sulla stampa, alla radio e alla TV, in canzoni e spettacoli teatrali, graphic novel e centinaia di siti web, blog e video. Una simile popolarità ha spinto la critica a percepire questa “presa” sui lettori come una salutare reazione ai vizi di certa nostra poesia. In questa raccolta di saggi, la prima dedicata in Italia all’opera della poetessa polacca, ci si è interrogati su quali siano gli elementi propulsivi di questo consenso condiviso e sul perché la poesia di Szymborska, malgrado, o forse proprio a causa della fama di autrice non complessa, in Italia abbia finora stimolato scarse letture critiche. Continua a leggere

Opere Inedite, Sauro Damiani

 

bagno-venere-22Il bagno di Venere“, Giardino inglese Reggia di Caserta.
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Sauro Damiani è nato nel 1941 a Cascina, in provincia di Pisa, dove tuttora risiede. Ha insegnato nelle scuole elementari. Ha pubblicato per le edizioni La Torre Costeggiando la luce (1987); per Moretti&Vitali Canto dell’amore assente (2006); per Bandecchi&Vivaldi Senza titolo (2009). Ha inoltre tradotto, per Medusa, il De brevitate vitae di Seneca. È stato fra i fondatori di Soglie, quadrimestrale di poesia e critica letteraria. È redattore della rivista, dove ha scritto saggi su molti dei più significativi poeti italiani degli ultimi decenni. Nodi, pubblicato nel 2014 da Atì, costituisce la selezione ragionata di un’opera assai più vasta, ancora in corso di completamento e i versi che seguono ne sono testimonianza.

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Sauro Damiani, “Nodi”

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La coscienza della frammentazione del mondo è uno dei tratti caratteristici della sensibilità moderna. È da qui che bisogna partire per articolare un discorso che sia comprensibile all’uomo di oggi. Ma non possiamo fermarci qui. Nodi è la visione, o – se si vuole – l’annuncio e la profezia di un futuro in cui le “sparse membra” della realtà, individuale, storica e cosmica, trovino un ordine e un centro: un futuro che germina già nell’oggi. Perciò in Nodi vengono strettamente intrecciati scienza e filosofia (e teologia), Oriente e Occidente, presente e passato, mito e storia, umano e non umano, poesia e prosa ecc. La figura fondamentale del libro è quella di Enea, che fugge da Troia in fiamme portando sulle spalle il padre (per questo ho tradotto liberamente il noto episodio dell’Eneide). È un richiamo all’assunzione di responsabilità nei confronti dei più deboli, tema oggi di drammatica attualità. Ma la responsabilità non esaurisce l’umano. L’uomo ha anche bisogno vitale di bellezza. Ecco dunque annodarsi al tema della responsabilità quelli della festa, del riso, della danza, della comunione intorno alla tavola, su cui brillano pane e vino. Alla varietà dei temi corrisponde in Nodi la varietà dei metri, che tuttavia si coagulano intorno ad alcune strutture fondamentali. Sullo sfondo narrativo di base assumono rilievo le poesie più strettamente liriche, in modo da configurare un paesaggio poetico che cerca di dare conto della inesauribile varietà e ricchezza del reale, nel suo splendore e nelle sue tenebre.

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