Rosaria Di Donato, “Lustrante d’acqua”

lustrante1Letture

Dalla prefazione di Sandro Gros-Pietro

Nel caso di Rosaria Di Donato si può parlare a buon titolo di una scrittura ellittica, capace di descrivere un percorso sempre collocato a distanza costante tra i due fuochi da cui prende origine. E i fuochi sono la materia e lo spirito ovvero, se si preferisce dirlo in versione più dotta, la storia del mondo reale e la metafisica dell’eterno. Non si tratta di una con- trapposizione dell’inconciliabile, ma al contrario di una complementarietà unificante. Di Donato declina le forme di contiguità dialettica tra ciò che in noi decade e ciò che in noi resiste all’erosione del tempo. La sola lingua che descrive tali figure di opposti estremi è la lingua dell’amore, che continuamente rigenera alla vita ciò che è decaduto nella morte: “è trionfo d’amore / è melodia / che offre al mondo / la speranza / che muta il pianto in canto / che nel pia- netaspento / trasforma il rapido sospiro / in un respi- ro ch’empie / tutto di vita”. Appare evidente la professione di fede in un Altrove, Continua a leggere

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Valerio Magrelli, “Geologia di un padre”

geologia_padreNello scaffale

Prefazione di Giacinto Magrelli

Ci sono libri che si scrivono per tutta la vita, magari senza saperlo.
Valerio Magrelli ha raccolto per anni appunti e note sulla figura del padre, un insieme di tracce che attendeva di trovare forma.
Dopo la morte del genitore, quei biglietti cominciano a strepitare: «sapevo che ogni voce era una gola che domandava cibo. Sapevo che ogni richiamo era come un filo, il bandolo canoro di un’infinita matassa di storie».
Perché far brillare ciò che è accaduto – o ciò che si vorrebbe fosse accaduto – è il solo modo che abbiamo per vincere la morte. Continua a leggere

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Luoghi statali d’arte gratuiti

bronziNelle città italiane

Il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo rende noto che sabato 28 dicembre 2013 tutti luoghi d’arte statali saranno aperti gratuitamente per l’intera giornata. Inoltre, in occasione del sesto appuntamento di “Una notte al Museo”, la gratuità sarà estesa anche per l’ingresso serale dalle ore 20:00 alle 24:00. Questa edizione sarà ricca di eventi di musica, danza, teatro e attività dedicate a tutti i tipi di pubblico: A Reggio Calabria, presso il Nuovo Museo Archeologico Nazionale, sarà possibile ammirare i Bronzi di Riace. A Torino, all’Armeria Reale, saranno letti brani tratti dal carteggio Freud-Einstein, mentre presso il Museo dell’Antichità sarà allestita la performance “Tocca la barba all’imperatore”, dedicata ai disabili visivi; a Milano, nella splendida cornice della Pinacoteca di Brera, sarà possibile

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Sonia Gentili: Il grado zero della Letteratura

Letture
a cura di Luigia Sorrentino

di Sonia Gentili

Nel Grado zero della scrittura (1953) Roland Barthes (nella foto) individua la crisi della letteratura divenuta codice e tradizione nel suo scontro con la realtà. Questo scontro determina la regressione della scrittura al suo «grado zero», cioè «ad una forma priva di retaggio»: ciò avviene, dice Barthes, nella «scrittura bianca di Camus» e nella «scrittura parlata di Queneau». Se si riconsiderano oggi, a sessant’anni di distanza, i due tipi di dialettica tra scrittura e realtà indicati da Barthes in Camus e in Queneau (Fotro sotto), vi si riconoscono due strade, maestre ed alternative, percorse dal Novecento letterario. In Camus l’elemento di realtà che segna le colonne d’Ercole della scrittura non è la parola quotidiana, ma il silenzio. La luce mediterranea che vivifica e distrugge, il silenzio vitale col suo carico di morte corrodono il linguaggio e fanno retrocedere la scrittura al di qua della tradizione letteraria, cioè nella preistoria del mito: quella di Camus è una voce iniziale, poetica e gnomica, che ha lo splendore scabro della pietra. All’opposto, in Queneau la realtà si dà come evidenza del quotidiano, e la scrittura è «parlata». Si tratta dello stesso bivio rappresentato all’epoca, in Italia, da Pavese e Calvino. Continua a leggere

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Anna Maria Farabbi, poesie

Letture
Anna Maria Farabbi

Nota
Le due opere, Abse (Il ponte del sale 2013) e leièmaria, (Lieto Colle 2013) sono intrecciate e innervate l’una nell’altra. Abse, pur composta da fondamenta poetiche, si irradia in vari registri di scrittura, coniugandosi con la prosa. leièmaria emerge da un piano narrativo, dentro cui sprofonda un bulbo poetico di cinque poesie.

Anche qui, come del resto in tutta la mia ricerca, la parola affonda nell’identità femminile, con prospettive dentro la mistica, l’interiorità, la denuncia civile, il diario di viaggio, il nodo nella relazione con un’altra creatura.
In entrambi i testi, l’uso della lingua si alterna ritmicamente con il dialetto sia in prosa che in poesia: il dialetto proveniente dalla zona di Montelovesco, località nei pressi di Perugia.

Anna Maria Farabbi Continua a leggere

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