Yang Lian Premio Nonino 2012, “La democrazia in Cina ci sarà”

“I cambiamenti che stanno attraversando la Cina sotto il profilo economico accrescono la consapevolezza dei diritti umani e questo porterà sicuramente a una democrazia”. Lo ha detto a Udine il poeta cinese Yang Lian, al quale sarà consegnato il Premio internazionale Nonino 2012.

“La democrazia in Cina ci sarà – ha continuato Lian – ma perché sia definita in modo compiuto occorre un cambiamento culturale molto profondo, che non credo sia bene avvenga in tempi rapidissimi”.

Il poeta cinese ha poi espresso una forte critica nei confronti di “molti politici occidentali”, definendoli “esempi di cinismo sconvolgente, perché quando si siedono al tavolo dei negoziati economici con il governo cinese badano solo all’interesse e al profitto e sorvolano completamente sulle violazioni dei diritti umani”. Continua a leggere

Alberto Toni, “Democrazia”

Poesia e Impegno civile: Alberto Toni “Democrazia”
a cura di Luigia Sorrentino


“Democrazia” è il nuovo libro di Alberto Toni pubblicato nel 2011 per le edizioni La Vita Felice, (euro 8,00) nella collana Sguardi, con la nota critica di Gabriela Fantato e la postfazione di Elio Pecora.
Il  poemetto, (suddiviso in cinque sezioni, “Mettiamo che qualcuno sorprenda”, “Democrazia è pazienza, abbonda”, “Lucinando, così, con quello che abbiamo”, “Hai documenti, soldi, un cellulare?”, “Gli alberi vivi. Frassini, acacie, pioppi”) ha, in epigrafe, un brano tratto da “Primavera di bellezza” di Beppe Fenoglio: «Hai un’idea dei morti? Continua a leggere

La brutta china della democrazia italiana

Mercoledì 11 gennaio 2012 – ore 18:00, a Roma, La Feltrinelli libri e musica, Galleria Alberto Sordi (Piazza Colonna 31/35) Ida Dominijanni e Laura Pennacchi presentano il libro “Prima e dopo. La Brutta china della democrazia italiana” di Nadia Urbinati. Sarà presente l’autrice.

SINOSSI
«Non sappiamo ancora che volto avrà il dopo ventennio videocratico. È lecito sospettare però che l’identità del governo Berlusconi abbia marcato anche quella dell’opposizione. Si è assistito in questi anni, in Italia, a un grande paradosso: persino l’opposizione al populismo può aver maturato una sua propria concezione strumentale e populista delle regole democratiche. Può aver facilitato forme personalistiche. Del resto, il populismo è più il sintomo che la causa: la sua comparsa mette a nudo la crisi dei partiti, la loro incapacità di raccordare le istituzioni con la cittadinanza».

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Vàclav Havel, modello di democrazia

“Io credo che la democrazia non sia possibile senza un vasto spettro politico che esprima tutte le opinioni. Ed è naturale che coloro che hanno orientamenti simili tendano ad associarsi in partiti. Ma sono perplesso sull’enfasi che viene posta sul ruolo dei partiti, anche se ammetto che finora non è stato inventato niente di meglio per realizzare appunto un vasto spettro politico nelle società democratiche. E ancora più perplesso sono quando al primato dei partiti si finisce per subordfinare l’interesse generale, quando l’appartenenza a un partito diventa lo strumento per assicurarsi una carriera più rapida. In concreto, quando da noi si parla della legge elettorale io mi batto affinché l’appartenenza ad un partito non prevalichi le individualità, non schiacci la personalità dei candidati. Credo che un sistema politico ottimale non debba avere diù di cinque partiti. […] quello che vorrei evitare, è che si creino due grandi partiti e un terzo piccolo, che diventi l’ago della bilancia e di fatto abbia in mano il destino del paese.”
(Vaclav Havel, 1990) Continua a leggere