Ida Travi, Tasàr

In un campo ai bordi di un’autostrada, alcuni esseri umani si trovano a vivere la loro condizione di parlanti. Parlano una lingua ridotta all’osso. Sono i Tolki. Con loro vive Tasàr, alterego di Balthazar, asinello celebrato da Robert Bresson nel cinema. Nel campo c’è fango e neve. C’è un rifugio e uno schermo. Una corda. Una palizzata.

Tasàr è il quinto libro della sequenza poetica sui Tolki, con cui Ida Travi ha inaugurato la sua poetica epopea contemporanea, dove campeggiano non le grandi gesta degli eroi, ma i minimi gesti dei sopravvissuti.

Chi sono i Tolki? Scrive Ida Travi:“Penso a un Tolki come a un parlêtre, un essere marchiato dal linguaggio. Parlêtre è un neologismo di Lacan che fonde l’essere al linguaggio. Vedo i Tolki come lavoranti o non lavoranti, esseri che nello scontro con la poesia assumono in se stessi il peso d’una lingua povera, dura come una colpa, leggera come una liberazione”.

QUI UN’ANTICIPAZIONE TRATTA DAL LIBRO
“Noi lo chiamiamo Antòn”
Voce recitante, Ida Travi

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Ida Travi, ( noi lo chiamiamo Antòn )

Ida Travi

( noi lo chiamiamo Antòn )

 

Noi lo chiamiamo Antòn
ma non si chiama Antòn
volevo dirtelo

E io, io non mi chiamo Sunta
chissà come mi chiamo, io

– mi riconosci? –

Quando saremo sul monte chiederemo
al cielo, e ti darò il battesimo

Io sarò Sunta, lui sarà l’Antòn
tu sarai Kraus, e dietro verranno
Fedòr e Katarina

Il cielo si aprirà come una tenda
e allora saremo liberi
Kraus, saremo liberi!

Ida Travi, (noi lo chiamiamo Antòn)

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Ida Travi, “Dora Pal, la terra”

Con Dora Pal, la terra, Ida Travi procede nella sequenza poetica avviata con poesia dello spiraglio e della neve e proseguita nel tempo attraverso tre libri. In queste raccolte Ida Travi mette a fuoco la sua personale poetica centrata sui Tolki, esseri umani, esseri comuni, abitanti una strana terra e parlanti una lingua ridotta all’osso: figure senza tempo, ex studenti, ex lavoratori, venuti da chissà dove. Una vecchia, un uomo, una ragazza, un bambino. E intorno qualche sacco di farina, un campo, un recinto, un albero. Vre è solo una ragazza, questo è il nome che le è stato assegnato. Zet ha una benda arrotolata sulla testa. Kiv, il bambino, tira il carretto. Kiv è sottile come un filo d’erba. Dice la vecchia: “Cerca le parole e troverai le immagini’. Tra loro ogni tanto canta un usignolo. Tra loro ogni tanto compare Ur. La terra ritroverà il suo tremore. Nelle squame dei pesci, nei fossi, nelle ali degli uccelli. Dietro le porte dell’ex ufficio, in laboratorio. Nel sacchetto, nel secchio. Nel libro, nel fiore. E qui. Nell’androne. Qui. Sotto l’albero della decadenza… Continua a leggere

Festival Internazionale di Poesia Virgilio 2016

 

Manifesto-JpegTutto è pronto per la seconda edizione del Festival Internazionale di Poesia Virgilio, che quest’anno rientra nel calendario di “Mantova Capitale Italiana della Cultura”.. L’evento, mirato a promuovere la scrittura lirica, si svolgerà nella città dei Gonzaga da giovedì 19 a domenica 22 maggio. Ci sarà però un’anteprima giovedì 12 maggio, presso la Biblioteca Baratta, con alcuni dei più autorevoli poeti virgiliani. Il programma del Festival prevede la presenza di sessanta poeti, alcuni dei quali ben noti ai lettori per le loro pubblicazioni con i più grandi editori. Fra questi Valerio Magrelli (20 maggio), Ida Travi (21 maggio), Patrizia Valduga (22 maggio) e, per finire in bellezza, Evgenij Aleksandrovič Evtušenko (22 maggio), da molti ritenuto il più grande poeta russo vivente. Ci sarà anche, per la prima volta in Italia, lo statunitense Craig Czury (19 maggio). Continua a leggere

Ida Travi, Katrin

katrin_di_ida_traviI Tolki: una poetica comunità di parlanti

Katrin Saluti dalla casa di nessuno“, prosegue la poetica mitologia contemporanea avviata anni fa con TA’ poesia dello spiraglio e della neve: stesse figure che ritornano, stesso dire.

TÀ era un tempo e un luogo, e da lì, passando attraverso il casolare rosso di Il mio nome è Inna sono arrivata a questo nuovo libro. Sono dunque tre libri ma non si tratta d’una trilogia, non mi attraggono le trilogie: una trilogia è qualcosa che conclude e insieme si conclude in se stessa, mentre qui c’è un’oscurità che continua, cioè una poetica. Nessun approdo, nessun appiglio se non il ramo basso d’un ciliegio. Un pettinino, una staccionata…una scatola, un martello. Testi brevi, testi elementari, mattoni senza peso destinati a poggiare uno sull’altro, senza peso. Queste poesie sono il poco che resta a partire da TÀ , da quella prima spoliazione, da quel taglio. Continua a leggere