Hikmet, il grande poeta mistico

Nazim Ikmet

Nota di Fabio Izzo

Nemo profeta in patrie.
Molto amato in Italia ma decisamente dimenticato nelle sue due patrie… stiamo infatti parlando di uno dei poeti più universali della letteratura mondiale, cioè Hazim Hikmet. Poeta turco con cittadinanza polacca, a suo tempo comunista e con diversi anni di vita trascorsi in prigione, ma quel che a noi più interessa è la sua assoluta fede nell’uomo, mai venuta meno.

Non perdete tempo a cercarlo nei media polacchi, nella sua patria di adozione, vi troverete ben poco o quasi nulla, eppure lì sono nate le sue radici, non solo la cittadinanza. Hikmet paga tuttora la sua fede politica (visione portata fino all’estremo, quasi all’utopia), il suo essere un immigrato delle lettere, un rifugiato del verso. C’era quindi un tempo quando l’Europa accoglieva…. Continua a leggere

Eugenio Montale, “nulla abbiamo disperatamente amato più di quel nulla”

Eugenio Montale

NEL DISUMANO

Non è piacevole
saperti sottoterra anche se il luogo
può somigliare a un’Isola dei Morti
con un sospetto di Rinascimento.
Non è piacevole a pensarsi ma
il peggio è nel vedere. Qualche cipresso
tombe di second’ordine con fiori finti,
fuori un po’ di parcheggio per improbabili
automezzi. Ma so che questi morti
abitavano qui a due passi, tu
sei stata un’eccezione. Mi fa orrore
che quello che c’è lì dentro, quattro ossa
e un paio di gingilli, fu creduto il tutto
di te e magari lo era, atroce a dirsi.
Forse partendo in fretta hai creduto
che chi si muove prima trova il posto migliore.
Ma quale posto e dove? Si continua
a pensare con teste umane quando si entra
nel disumano.

 

Da: Quaderno di quattro anni, Oscar Mondadori 2015
Edizione a cura di Alberto Bertoni e Guido Mattia Gallerani

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Anna Belozorovitch

Anna Belozorovitch


IL PORTO

Respira il porto mentre tutto cambia;
porta in grembo il cambiamento fermo,
l’evoluzione verso l’imprevisto da fermento,
il calore estivo. E non produce suono alcuno
se non un ruminare stanco, questo che sento
ovunque, nell’aria ondulata intorno
a volumi in cemento e metallo.

Sussurra, il porto, impressioni di seconda mano;
cieco, riflette solo il sentimento
di chi è andato e ha visto.
Rovente, sa d’altrui lamento di calore;
secco, puzza di sete a prima vista
pure assestato sul salmastro
con le sue labbra rigide protese.

Da: Il debito, di Anna Belozorovitch, LietoColle, 2017

Addio a Evgenij Evtushenko, il poeta amico dell’Italia

Yevgeny Yevtushenko (Cybersky/fonte Wikipedia)

Vanno le nevi bianche/ e anch’io me ne andrò/ non mi rammarico della morte/ e non aspetto l’immortalità“. L’autore di questi versi è il grande poeta russo, Evghenij Evtushenko, che si è spento il 2 aprile 2017 all’età di 84 anni in un ospedale degli Stati Uniti. Il poeta lascia oltre 150 opere e soprattutto la sua mai domata voglia di libertà e di lottare contro le ingiustizie. Continua a leggere

Eugenio Montale. “Ho sceso dandoti il braccio”

ho-sceso

Eugenio Montale e Drusilla Tanzi

 

 

LUIGIA SORRENTINO LEGGE “HO SCESO DANDOTI IL BRACCIO”
DI EUGENIO MONTALE
 

 
La poesia “Ho sceso dandoti il braccio” di Eugenio Montale letta da Luigia Sorrentino (la musica è di Jakob Ludwig Felix Mendelssohn ) è tratta alla raccolta Satura, Continua a leggere