In scena “Porcile” di Pier Paolo Pasolini

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Al TEATRO VASCELLO di ROMA
dal 16 al 28 febbraio 2016 (feriali ore 21.00, festivi ore 18.00, lunedì riposo)

PORCILE
di PIER PAOLO PASOLINI

Regia VALERIO BINASCO

Con Valentina Banci, Francesco Borchi, Fulvio Cauteruccio, Pietro d’Elia, Elisa Cecilia Langone, Mauro Malinverno, Fabio Mascagni, Franco Ravera

Nuova produzione Teatro Metastasio Stabile della Toscana / Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con la collaborazione di Spoleto58 Festival dei 2 Mondi

Nota di Valerio Binasco

Porcile è un dramma in undici episodi che Pasolini ha scritto nel 1966 e che poi, nel 1969, ha trasposto nel film omonimo per raccontare l’impossibilità di vivere secondo le proprie coordinate, i propri istinti, preservando l’intima natura di se stessi dal mondo cannibale. Continua a leggere

Daniele Pieroni, “Monrepos”

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Dalla prefazione di Maurizio Cucchi

Daniele Pieroni realizza in questo suo nuovo libro, così internamente articolato, e pure così coerente, un momento decisivo, e direi il più nettamente alto e persuasivo della sua ricerca poetica. Lo si avverte, persino ad apertura di pagina, nella sobria ed energica densità della parola, nella solida compiutezza della forma, nella quale l’autore compie una meditazione lirica che potremmo definire sospesa tra un vivo senso di dolore e impotenza e un’adesione naturale, generosa, sempre attiva alla luce intermittente, eppure irresistibile dell’esserci, dell’esistere.
Ecco allora che la sua voce riesce a muoversi, nel decoro della sua pronuncia, tra le difficoltà concrete di una realtà personale in cui “il corpo vacilla”, in cui la concretezza delle cose tende a imporsi con il suo peso negativo e il coinvolgimento amoroso, il respiro aperto di un orizzonte in cui il poeta riesce a cogliere una serie di presenze varie, e in prevalenza vitali. Continua a leggere

Michael Krüger, “Spostare l’ora”

spostare-l-ora_originalI nuovi percorsi della poesia di Michael Krüger si realizzano, in questo ampio e articolatissimo libro, Spostare l’ora, nel segno di un costante e problematico rapporto con il tempo, e dunque con il senso del tempo stesso nel presente e nella storia. Storia alla quale il poeta dichiara di sentirsi del tutto accidentale o in qualche modo decisamente estraneo, come appare dalla disincantata saggezza di molti suoi versi, per esempio questi: «Io alla storia non occorro. / Lei procede insonne inciampando / fra Kitsch e Gloria». Ma in contrasto con il goffo cammino della storia, e dunque, in fin dei conti, ben più rassicurante, o quanto meno più attendibile, è pur sempre la natura, rispetto alla quale Krüger conferma di avere un rapporto speciale, un colloquio quotidiano, pur nella varietà estrema dei luoghi in cui si trova a vivere, o a soggiornare anche brevemente, e dunque dalla propria terra ai più vari punti di un mondo divenuto ormai piccolissimo. Continua a leggere

Giancarlo Cauteruccio, l’arte contro il femminicidio

Appuntamento

Sabato 13 luglio ore 22.00 presso il Nuovo Ingresso dell’Ospedale di Careggi a Firenze, (Largo Brambilla, 3) il TEATRO STUDIO KRYPTON presenta CRASH TRŌADES – EMERGENZA, da Le Troiane di Euripide un’azione d’arte contro il femminicidio. Con Laura Bandelloni, Martina Belloni, Debora Daddi, Hitomi Ohki, Flavia Pezzo, Daniela Ranzetti, Maria Elena Romanazzi, Donatella Romei e con la partecipazione straordinaria di Alida Giardina, Monica Benvenuti, Monica Bauco, Giovanna Scardoni, Marina Lorenzi. In scena anche 150 donne della società civile. Regia di Giancarlo Cauteruccio. (Foto di Gabriella Di Tanno). Continua a leggere

Fabio Ciriachi, “Le condizioni della luce”

Letture

di Andrea Carraro

Consiglio caldamente “Le condizioni della luce” (Gaffi), nuovo romanzo dello scrittore-poeta Fabio Ciriachi, per parecchi motivi. Anzitutto perché è uno dei pochissimi romanzi italiani che racconta in modo onesto e affidabile un periodo della nostra storia nazionale sovraesposto nell’immaginario collettivo ma poco o male rappresentato sia nella nostra narrativa che nel cinema: e cioè gli anni 70 (e i primi anni 80) con i suoi ideali palingenetici, con le sue derive terroristiche, con i soprassalti repressivi del potere, con le sue utopie collettive così recisamente contraddetti dai decenni successivi. Ciriachi in questo libro fa insomma i conti con la nostra storia, in uno dei momenti topici del secolo scorso, mettendo in scena dei personaggi che non sono proiezioni ideologiche dello scrittore, o macchiette da commedia, ma delle figure reali, antropologicamente e psicologicamente e socialmente credibili. Proprio come ne “L’eroe del giorno” (precedente romanzo di Ciriachi), “La Storia, quella con la s maiuscola”, non è mai una presenza didascalica e ornamentale. ma reagisce con l’esperienza dei personaggi influenzandone anche pesantemente scelte e motivazioni. Continua a leggere