Opere inedite, Loredana Magazzeni

Loredana Magazzeni è insegnante e poeta. In lei è ben presente una genealogia femminile che l’accompagna e la guida. Loredana sente e ribadisce un compito di armonizzazione e di mediazione che crea senso nel suo lavoro con la parola. Insegnante da quando aveva 28 anni, prima, per tre anni ha lavorato in agenzie pubblicitarie a Bologna. Le interessava già allora l’aspetto creativo della lingua, per creare scrittura.  

Loredana ha iniziato a scrivere a 40 anni con un gruppo di donne, il Gruppo ’98, che crede nell’importanza e nella diffusione della scrittura delle donne, e nella pratica delle relazioni fra donne e dell’ascolto. Per relazionarsi con altre donne nel 2004 ha dato il via a un progetto chiamato “Patchwork” che consiste nell’abilità delle donne di mettere insieme frammenti, anche della propria vita (e dei tanti ruoli che vi sono chiamate a svolgere con uguale intensità, e qui sta il primo enorme dispendio di energie creative che non è ancora stato riconosciuto alle donne) per costruire arte, bellezza.


13 terzine per un fratello

Ho un fratello malato.
Non l’ho mai detto a nessuno.
Perché mi ha condizionato.

Mio fratello malato
si crede sano come un pesce
e a volte esce.

Cerca una donna sua.
Mi fa tanta dolcezza
questa sua voglia.

Mio fratello è malato.
Mi sento colpevole quasi l’avessi
mal allevato.

Caro fratello vorrei dirti
non prendertela col mondo.
Non si può stare sempre dritti.

Fratello, da bambini giocavamo
alla regina e al re. Tu ti chiamavi Mirio
Schirio ed io Clorinda.

Clorinda era il mio nome:
un po’ Tasso un po’ Andersen
per le nostre risate.

Sparavi sempre coi fucili ad aria.
Pistolettavi come un cow boy.
Io guardavo i tuoi film.

La nonna ci diceva
di non farti arrabbiare.
Ma eri solo, con te.

Quando poi vennero
Le tue prime paure
Eravamo distratti.

Potrai mai perdonare
la nostra distrazione? Come riprenderti per mano
Ora per allora?

E’ da tempo che sogni
di sposarti e lavorare, e sogni di sognare
e noi sogniamo te.

La tua pazienza ha vinto, hai sposato
tua madre, Edipo improvvisato
che altro amore non sa.

Corteo

Trattieni il fiato. Avanza lungo il cavalcavia di Roma
come un unico fronte. Non uno sparo scandiranno urlando
mentre si allarga il silenzio attorno all’onda che sale.
Saranno altre sbarre a cadere. La violenza
non è il pane dei Padri dentro le tasche dei figli.
A piccoli passi s’affaccia fra gli striscioni
il sorriso di anna adamolo*.

*anagramma di “onda anomala”, movimento degli universitari e dei precari italiani

La nuova storia

Ripenseremo i flussi delle migrazioni,
rileggeremo gli esodi,
riscriveremo da capo i libri di storia.
Dimenticheremo le date delle guerre.
Impareremo solo quelle delle paci.
La lotta di un popolo contro l’altro
non sarà più materia dei curricoli.
La storia sarà la storia del resistere
alle sirene sorridenti del profitto
e quando una comunità diffusa e planetaria
avrà creato un’unica riscrittura del mondo
il nostro fine etico sarà raggiunto:
stia attento ciascuno a evitare il dolore dell’altro.

*

Poesie cosiddette politiche

Il giocatore che perde mi interessa,
non il vincente.
Il vinto più del vincitore.
Chi si allontana dal traguardo più
di chi lo taglia.
Perché dove è il dolore lì tu sei,
lì pulsi di una bellezza trasparente, vita.
*

Calata come una lama sopra il politico
l’assenza di peso della poesia
la sostanza aerea della poesia
diventa l’orma di chi cammina,
e tiene distante la razza dei lupi.
I viandanti distratti delle scarne parole
frugano nelle bisacce
l’obolo inquieto da versare al domani.
Le parole premono, poetiche, politiche.
Ma oggi Amir ha imparato a cantare
e Fatima sa l’italiano.

*
Le parole addomesticate non danno eco
aderiscono alla pelle del mondo
che le espelle ad ogni nuova muta.
Nel silenzio lunga traccia conservano
le parole selvagge, che urlano senza rumore,
le parole senza gabbia, che hanno zampe
e dorsi flessuosi, per correre l’intera savana
e ancora un po’ più in là.

*
Loredana Magazzeni vive a Bologna ed è poetessa e traduttrice. Ha pubblicato La miracolosa ferita, (Archivi del ‘900, Milano, 2001), Canto alle madri e altri canti (DARS, Udine, 2005). Ha tradotto racconti per bambini di Anne Sexton e Maxine Kumin (Tratti, n. 71) e ha curato, con Andrea Sirotti, l’antologia di poesia femminile contemporanea di lingua inglese Gatti come angeli (Medusa, 2006) e con Fiorenza Mormile, Brenda Porster e Anna Maria Robustelli l’antologia Corporea. Il corpo nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese (Le Voci della Luna, Sasso Marconi, 2009).

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Commenti (14)

  1. ”le parole selvagge urlano senza rumore”
    e dopo la tragedia, il silenzio, lui che non parlava
    e là ho riscoperto nuovo amore:

    t’amo sacro amor mio
    veglierò il tuo sonno
    che è veglia
    ascolterò il tuo silenzio
    che è parola
    e t’amo , oh come t’amo
    sacro amore mio
    (T’amo – 2003 GMF)

  2. La poesia di Loredana Magazzeni s’impone quale rinnovata memoria e resistenza al dolore esistente. Nella fattispecie, rimane impressa, dopo la lettura degli inediti proposti, la speciale visione del mondo che le appartiene. Ogni peregrinazione, a cui alludono i versi, merita però di essere radicalmente distinta da sterili lamentele metafisiche, o da testimonianze, pur necessarie, ma impoetiche. Appare qui un progetto di poesia come impegno profondo verso l’altro, silenzioso nella sua fragilità di uomo. La poetessa sceglie, ad esempio, di scandire, imprimere, con i suoi tempi al futuro: “ripenseremo… rileggeremo… riscriveremo…”, il suo messaggio, contro una storia che sembra non ascoltare, soprattutto le sue vittime, e percorre cammini di oppressione. La risposta politica è parte integrante del messaggio stesso, vi si apprezza un modo di gestire la coscienza, orientandola, tutto al femminile, ossia pervaso di eticità. Dal testo non trapela, dunque, un puro intento confessionale, di espressione del dolore esclusivamente privato, o, peggio, pietistico. Nell’affrontare il delicato tema della solidarietà, si avverte un coinvolgimento di tutte le valenze della poesia, assunte come risorse, emblematiche, della dignità umana. Compaiono,ad esempio, per la forma, versi lunghi, ripetizioni di termini, scanditi in sorvegliata libertà, sempre di alto profilo. Le poesie rivelano perciò una commovente misura, di concetti e stile, che induce, passo dopo passo, a leggere. Concludendo, l’aspirazione a celebrare i progressi nello sviluppo di un’umanità aperta e cooperante si rivela strategica per la poetica dell’autrice. Marzia Alunni

  3. La poesia di Loredana,che apprezzo per la centralità che assegna alla totalità dell’essere donna, qui accende altri fuochi che sentiamo come forti richiami a comportamenti oggi acutamente necessari. e sono la pietas, la solidarietà nel dolore, la strenua resistenza all’ ottuso invasore economicista-guerrafondaio. e insieme, la libertà delle “parole senza gabbia”( la poesia, lo sappiamo, è l’unico territorio di assoluta libertà,quell0 dello stupore e dell’est-etica, che l’invasore non potrà mai raggiungere), che sempre richiamano alla vigilanza per tenere a distanza ogni “razza dei lupi”.
    sono con te su questo fronte, Loredana,
    annamaria

  4. Anche Loredana lo sa, che la poesia non salverà il mondo, ma lei non può fare a meno di sporgersi oltre il balcone per guardare meglio e per farsi sentire più lontano.
    Le sue parole non cantano in questo caso – altrove, in altre situazioni sì – ma forzano con determinazione l’apatia di chi accetta l’esistente per non farsi del male.
    Loredana non ha paura di farsi del male, di chiamare le cose con il loro nome, di ostinarsi nel resistere.

  5. Mi piace questo abitare con noncuranza e libertà le parole poetiche in Loredana, poeta e e amica da una vita: e questo avvicinarsi al idre asciutto epigrammatico –
    Anch’io anni fa, in estranea canzone scrissi contro “voci affittate e “canzoni ammobiliate”. Dunque comune è la fierezza politica di sguardo e la dolcezza della materia trattata, poi.
    Maria Pia Quintavalla

  6. Le 13 terzine mi hanno emozionata. Trovo che le poesie di Loredana Magazzeni sono poesie che colpiscono cuore e pancia, senza mezze misure, le parole sono dette forte e chiaro “urlano senza rumore”…
    “Perché dove è il dolore lì tu sei,/lì pulsi di una bellezza trasparente, vita” sono versi molto belli e molto veri.
    monica martinelli

  7. Le poesie di Loredana partono da un ascolto ‘allenato’. Dall’esigenza di ‘darsi parola’, ‘parola civile’ e ‘parola poetica’. Troppo spesso si pensa che la parola della poesia sia ‘astratta’, incapace di tracciare il pensiero.
    Così non è, la poesia di Loredana ne è prova.

    A Beppe Sebaste dico, anche, che ‘questo spazio’ è di tutti. Queste parole sono ‘senza gabbia’, sono di tutti noi. Anzi, Beppe, ti dico, ti prego di entrare… di ‘farti parola’…

  8. Grazie Loredana per le emozioni che mi hai fatto provare.

    Le terzine mi hanno graffiato e contemporaneamente medicato.

    “Oggi Amir ha imparato a cantare e Fatima sa l’italiano” mi trasmettono speranza verso un futuro sano che dovremmo trasmettere ai nostri figli. E’ di insegnanti come te che ha bisogno la nostra scuola.

    Grazie ancora

    Daniela

  9. Grazie, amici, mi avete commosso e grazie a questo spazio di libertà di luigia sorrentino, amici mandate le poesie, facciamole correre fra noi le nostre “parole necessarie”. Un abbraccio, Loredana

  10. Cara Loredana,
    i tuoi versi sono come un passo felpato che poi si fa sonoro e ti accompagna nei fatti-immagini della vita, e lì si apre una finestra sul mondo, quello vero che respira, sorride o patisce. Leggerti fa compagnia!
    Benedetta

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