Calabrò, ‘Premio Cetonaverde in memoria di Luigi e Tere Cerutti’

I Vincitori della V Edizione del prestigioso Premio Cetonaverde 2011, sono stati annunciati dalla Presidentessa del Premio Mariella Cerutti Marocco, selezionati dalla giuria presieduta da Maurizio Cucchi. I vincitori sono: Corrado Calabrò (nella foto) Premio Cetonaverde in memoria di  Luigi e Tere Cerutti; Premio Poesia Edita a Milo De Angelis con il libro Quell’andarsene nel buio dei cortili edizioni Mondadori 2010; Premio internazionale alla carriera a Micael Kruger.

Corrado Calabrò: biografia e pubblicazioni
Corrado Calabrò (Reggio Calabria, 1935) è un giurista e scrittore italiano.
“Mi fa molto piacere ricevere il CetonaVerde Poesia, questo premio prestigioso che Mariella Cerutti Marocco ha istituito per onorare la memoria dei genitori, riservandolo a un poeta che abbia contribuito alla diffusione della poesia italiana nel mondo.
Il poeta affida il suo messaggio alle onde in una bottiglia sigillata e poi non ne sa più nulla.
Ma, come dice Hölderlin, il poeta ha bisogno di sapere se quella bottiglia è stata raccolta da qualcuno, se questo qualcuno ha letto il suo messaggio, se lo ha inteso ed è entrato in sintonia con esso.
Ho la fortuna di avere traduzioni delle mie poesie in molte lingue; e sono anzi conosciuto come poeta meglio all’estero che in Italia, dove la mia figura professionale ha lasciato un po’ in ombra la figura del poeta.
Siamo tutti travolti dal nostro pressing quotidiano, ma la poesia è la lente 3D dell’anima; è come un commutatore di banda che faccia apparire sul nostro schermo interiore qualcosa che guardavamo con gli occhi di ogni giorno senza vedere.
Senza la poesia saremmo miopi e pedestri, come chi, per stare attento a dove mette i piedi, non alzasse mai gli occhi al cielo stellato.”

di Corrado Calabrò

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Dopo una laurea in giurisprudenza conseguita nel giugno 1957 all’università di Messina, Calabrò ha fatto carriera prima nella Corte dei Conti e poi, dal 1968, nel Consiglio di Stato, del quale nel 1982 è diventato presidente di sezione. Nell’organismo di secondo grado della giustizia amministrativa si è occupato sia delle sezioni giurisdizionali che di quelle consultive ed è stato anche addetto al Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana, l’organismo di secondo grado della giustizia amministrativa nell’ordinamento a statuto speciale dell’isola. Dal 1990 è stato presidente aggiunto della Terza sezione del Consiglio di Stato, passando alla Quinta nel 1996. L’anno successivo è diventato presidente titolare della III sezione, incarico mantenuto fino al 31 dicembre 2000. Nel mese di luglio del 1999 è stato eletto presidente dell’Associazione magistrati del Consiglio di Stato, incarico che ha conservato fino al mese di settembre del 2001. Il 1º gennaio 2001 è diventato presidente titolare della sezione per gli atti normativi. Il 1º ottobre dello stesso anno è diventato presidente del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, presiedendo anche la I sezione, quella dedicata alla funzione pubblica nell’economia con particolare attenzione all’Antitrust, alla Consob e alla Banca d’Italia. Nella sua carriera è stato anche presidente del Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore. Accanto agli incarichi in magistratura, Calabrò ha ricevuto numerosi incarichi nella pubblica amministrazione. Dal 1963 al 1968 ha seguito Aldo Moro alla presidenza del Consiglio dei ministri, guidando la segreteria tecnico-giuridica di Palazzo Chigi. Negli anni successivi è stato capo di gabinetto dei ministeri del Bilancio, del Mezzogiorno, della Sanità, dell’Industria, dell’Agricoltura, della Marina mercantile, delle Poste e telecomunicazioni (1978), della Pubblica istruzione e dell’università, delle Politiche comunitarie e delle Riforme istituzionali. Dal 2002 al 2005 è stato Presidente del Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore. Il 9 maggio 2005 è stato nominato, con decreto del presidente della Repubblica e su indicazione del Consiglio dei ministri, presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

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Il primo volume di poesie di Calabrò, scritto tra i diciotto e i vent’anni, venne pubblicato nel 1960 dall’editore Guanda di Parma col titolo ‘Prima attesa’.

Sono venuti poi numerosi altri volumi, tra cui:
‘Agavi in fiore’ (1976), ed. SEN;
‘Vuoto d’aria’ (1979 e 1980, tre edizioni), ed. Guanda;
‘Presente anteriore’ (1981), ed. Vanni Scheiwiller;
‘Mittente sconosciuta’ (1984), ed. Franco Maria Ricci;
‘Rosso d’Alicudi’, pubblicato nel 1992 (tre edizioni) da Mondadori, raccolta completa (all’epoca) delle poesie di Calabrò;
‘Lo stesso rischio’ (Le même risque) (2000), ed. Crocetti.

Nel 2002 ancora Mondadori ha pubblicato una vasta raccolta dell’ultraquarantennale produzione poetica di Calabrò, in un Oscar dal titolo ‘Una vita per il suo verso’ (due edizioni).
Del 2004 è la raccolta ‘Poesie d’amore’, edita da Newton & Compton.
Sono uscite infine nel 2009 i più recenti volumi di poesie di Calabrò:
‘La stella promessa’, nella collezione “Lo Specchio” di Mondadori;
‘ T’amo di due amori’, raccolta tematica delle sue poesie d’amore (con un CD che contiene 19 poesie lette da Giancarlo Giannini), Vallardi;
‘Un cuchillo en la miel’, Sial / Contrapunto, Madrid.

Numerose sono le traduzioni delle sue poesie: quattro in spagnolo; due in francese, inglese, ungherese, svedese, ucraino; una in rumeno, russo, serbo, portoghese, greco, polacco, danese (e, in frammenti, in altre tre lingue).

Delle poesie di Calabrò sono stati fatti vari compact disks con le voci di alcuni dei più apprezzati interpreti: Achille Millo, Riccardo Cucciolla, Giancarlo Giannini, Walter Maestosi,
Paola Pitagora, Alberto Rossatti, Daniela Barra. Il suo poemetto Il vento di Myconos (tradotto in greco) è stato trasposto in musica classica: la prima rappresentazione è avvenuta a Roma, nell’Auditorium Santa Cecilia, il 6 dicembre 2005.

I testi di Calabrò sono stati più volte presentati in teatro, in recitals-spettacoli, in varie città in Italia e all’estero (Roma -al Teatro Argentina e all’Auditorium Conciliazione-, Torino -al Teatro Regio e al Teatro Gobetti-, Milano -al “Piccolo”-, Genova -al Teatro Govi-, Bari, Cagliari, Orvieto, Foggia, Arezzo, Perugia, Pesaro, Lodi, Vicenza, Vercelli, Cosenza, Pavia, Reggio Calabria, Messina, Verona, Sidney, Melbourne, Varsavia, Parigi, Montecarlo).

Calabrò è autore anche di un romanzo, Ricorda di dimenticarla (Newton & Compton, 1999), finalista al premio Strega del 1999. Ad esso è ispirato il film Il mercante di pietre, regista Renzo Martinelli. Per la sua opera letteraria l’Università Mechnikov di Odessa, nel 1997, e l’Università Vest Din di Timişoara, nel 2000, hanno conferito a Calabrò la laurea honoris causa.

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T’AMO DI DUE AMORI

T’amo di due amori
eppure è a senso unico la freccia
che oscuramente segna la mia via.
T’amo di due amori:
mi sono accorto che c’era un crocevia
solo dopo averlo oltrepassato.
Vengo a te come l’acqua in pendio
ma ancora mi fai andare in extrasistole
quando più credo di sentirti mia
e poi mi ritrovo in stand by.
T’amo di due amori
e amo dunque due donne, anche se
non ho altra donna all’infuori di te.
T’amo di due amori – è vero –
e se ne sovrappongono le impronte
come due rette possono passare
per uno stesso punto se a tracciarle
è la mano incosciente d’un dio.
Ma c’è nell’amore un doppio senso
per decifrare il quale manca il tempo
finché il dolore non fornisce la chiave.

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