In memoria di te, Edoardo Cacciatore

Appuntamento

In occasione del centenario della nascita di Edoardo Cacciatore domenica 18 novembre 2012 dalle 10:30 alla casa di Keats a Roma,  (Keats-Shelley House) di Piazza di Spagna, 25, testimonianze di: Giorgio Patrizi, Olga Recchia, Ruggero Savinio.

Intervengono: Annelisa Alleva, Luca Archibugi, Carlo Bordini, Silvia Bre, Maria Grazia Calandrone, Marco Caporali, Francesco Dalessandro, Tommaso Ottonieri, Stefania Portaccio, Luigia Sorrentino.

Seguirà una visita del museo e rinfresco.

 

Edoardo Cacciatore (Palermo, 1912 – Roma, settembre 1996) è stato un poeta e saggista italiano. Nato a Palermo da genitori agrigentini, sin dalla prima infanzia Cacciatore si trasferì a Roma dove visse fino alla morte. Ha sempre condotto una ricerca solitaria: cominciò la sua attività letteraria come saggista, ma negli anni Cinquanta si rivelò poeta pubblicando le sue prima poesie (dal titolo Graduali, poi raccolte e nuovamente edite nel 1986) sulla rivista Botteghe Oscure diretta da Giorgio Bassani e patrocinata da Marguerite Caetani. Nel 2003 Florinda Fusco ha curato l’edizione dell’opera completa di Edoardo Cacciatore (manni editore). 

« La poesia è intensificazione della realtà, introduce in essa una vibrazione intellettuale, è come un frammento di realtà di cui vuole rendere l’esperienza e il calore, che il poeta assorbe ed emana attraverso il testo. Non c’è una prospettiva “ortodromica” nella mia ricerca, ma una sorta di processo pluridinamico che potrei ricondurre, con il linguaggio della fisica, al principio di indeterminazione di Heisenberg. »

(Edoardo Cacciatore: La rivoluzione poetica del Novecento, a cura di Quaderni di critica, Lithos, Roma, 1997)

(Fonte Wikipedia)

– 

Due poesie di Edoardo Cacciatore

Con labbra aperte ad un grido
Un viso all’altro si impone
Trofeo di capelli ambito
Involucro di ogni nome
Rassomiglianza evidente
Bianco di calce che offende
Estirpa gli occhi alle immagini
Sangue violato da un embolo
Commenti dopo uno scempio
Non farne rapporto – tàcine.

Edoardo Cacciatore, da Il discorso a meraviglia, Einaudi, Milano, 1996

Tra schiavo e schiavo non sta più una luna sfatta
Veronica bifronte su bonacce infide
Batte a gong un’inflessione in estrema ratio
Contraffà osanna e belve è che recide
Foschia in trecce e lo iato in realtà riscatta.
Milioni e milioni di semplici siamo
Taglio fu prima poi sutura del potere
Trapezio poi non antropocentrico spazio
Quante mattine scorsero e parvero sere?
Lumi ebbe il mondo e l’homuncio parve più gramo.
Perfino il ferro spinato però non dura
Finirà la guerra è finita e grida Pace
Sequestro è si la vita ma va giù lo strazio
Pregio sempre ha di meno e chi più si compiace
Di dire all’uomo soffri mostro di natura.

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Edoardo Cacciatore, Tutti i poteri, Empìria, Roma, 2007, p. 60 da Libra

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Commenti (3)

  1. E con il suo straordinario ”Graduali” che Cacciatore fu finalista al ‘Camaiore’ nell’anno (’86) della ripubblicazione del libro. E’ una grande gioia vederlo così caramente ricordato, in particolare per un occasione così significativa come la ricorrenza del centenario dalla sua nascita. Un evento così speciale a cui anche noi ci uniamo idealmente. Rosanna Lupi segr. Premio Camaiore

  2. Quel “tàcine” è una sorta di pugnalata a zittire una tensione di guerra tra contendenti che alla fine determina un embolo che viola il sangue e completa lo scempio…Immagini dure (grido, trofeo di capelli, bianco di calce che acceca e, infine, l’embolo che viola il sangue…) L’assenza di punteggiatura accelera il ritmo dello scempio. E, infine, quel tàcine, a chiudere le bocche.E a lasciare un aspro turbamento.

  3. Edoardo è stato un poeta di una profondità immensa e di una cultura sconfinata che spaziava dall’osservazione scientifica della realtà alla scoperta meravigliosa del linguaggio, io dunque mi chiedo quando la cultura ufficiale riconoscerà pienamente la magnificenza del suo dire e del suo sentire. Questo evento riconosce la sua grandezza ma ancora abbiamo tutti noi che amiamo la POESIA un debito intellettuale con questo grande poeta

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