Nerina Toci, “L’immagine è l’unico ricordo che ho”

In uscita il 9 novembre 2017 in tutte le librerie “L’immagine è l’unico ricordo che ho“, il primo libro fotografico di Nerina Toci con la prefazione di Letizia Battaglia.
Un intenso libro fotografico in cui la fotografa Nerina Toci esplora la sua immagine che diviene soggetto dei suoi scatti. La fotografia è il pretesto per indagare dentro se stessa, immortalandosi in spazi interni, spesso spogli, e in mezzo alla natura, e mostrando i soggetti con i quali ha un rapporto empatico.


Gli scatti di Nerina mostrano se stessa in una nudità contemplata e in un solitario abbandono. Immagini romantiche e decadenti, drammi dicibili e indicibili, eterni in ogni istante. La donna ride, si dispera e a volte piange, cercando le fattezze di un volto ritrovato e, dissimulando, imbroglia lo sguardo per poi catturarlo, mostrandosi nella sua violata identità. Continua a leggere

Noemi De Lisi, “La stanza vuota”

NOEMI DE LISI

di Maddalena Lotter

Il libro d’esordio di Noemi De Lisi, uscito nel 2016 per Ladolfi con il titolo “La stanza vuota” e finalista al Premio Carducci 2017, è un’opera sinistra, che ci pone di fronte alla stortura che giace tranquilla, e poi inquieta appena arriva alla sua saturazione, in ogni dinamica famigliare (considerato che ogni dinamica famigliare sviluppa nel tempo una dinamica nevrotica); “La stanza vuota” ci riconduce in ogni momento a quel vissuto perturbante che abita nella quotidianità di ogni relazione con l’altro e con il sé; Das Unheimliche nella terminologia freudiana. Chiamo in causa Freud giusto perché è impossibile non riconoscere che la raccolta di De Lisi è intrisa di riferimenti voluti o inconsapevoli ad alcuni topoi della psicanalisi. Basterebbe già dire che le tre sezioni che compongono il libro si intitolano: Io e mia madre, Io e Anna, Noi: una dialettica morbosa che si risolve in un Noi finale non propriamente felice e tantomeno risolutivo. “La stanza vuota” è infatti una storia assolutamente non lineare, quanto piuttosto circolare, concentrica, e che procede per saturazione: ogni lirica sembra montare su se stessa fino a un punto di sfinimento per poi sgonfiarsi. Vengono in mente alcune pagine della musica di Béla Bartók, una per tutte “Musica per archi, percussioni e celesta” (1936) , che non a caso viene definita dalla critica una musica dell’incubo o musica della notte; con questo lavoro, infatti, Bartók indagò le possibilità ‘kafkiane’ del linguaggio musicale, ideando una macchina dell’incubo perfetta (l’orchestra) che, per dipingere l’evento onirico, si riempie fino a un apice di saturazione cromatica di disperazione, in cui tutti gli strumenti – compresa l’inquietantissima celesta – partecipano forsennatamente, e piano piano poi si svuota fino a far risuonare nell’aria pochissime note, come in un’uscita dal sogno. Continua a leggere

Lucio Piccolo & Luigia Sorrentino

Luigia Sorrentino legge da: “Gioco a nascondere” di Lucio Piccolo

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Gioacchino Lanza Tomasi, Lucio Piccolo e suo cugino Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Fu Eugenio Montale, com’è noto, il primo poeta a comprendere l’immenso valore della poesia di Lucio Piccolo di Calanovella. Le liriche gli erano pervenute in un’edizione privata, e divennero nel 1956 “I canti barocchi e altre liriche”, raccolta pubblicata da Mondadori con prefazione di Eugenio Montale.

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Paolo Borsellino, Essendo Stato

PaoloBorsellino_pgAppuntamento

L’8 marzo 2014 arrivano per la prima volta in scena al Teatro Verdi di Salerno, alle 21.30, le parole pronunciate da Paolo Borsellino che gli Italiani non hanno mai ascoltato, raccontate da Ruggero Cappuccio.

Il 31 luglio del 1988 il giudice palermitano denunciava con forza davanti al CSM l’inadeguatezza dei mezzi di contrasto attivati dallo Stato contro la Mafia. Borsellino parla per oltre 4 ore con straordinaria e diretta lucidità.

“Per quanto riguarda la situazione delle forze di Polizia denunciai l’avvicendamento continuo e adoperai anche una frase piuttosto pesante parlando, addirittura di gioco delle tre carte, nel senso che quei pochi uomini che c’erano venivano fatti girare , ma erano sempre gli stessi, solo che uno lo si metteva alla Squadra Mobile, poi lo si spostava al Commissariato di Marsala, poi a Mazzara. Continua a leggere

Marzia Migliora, Giornata del contemporaneo

Appuntamento

Marzia Migliora “Aqua Micans”, 2013. Progetto realizzato per la Nona edizione della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI. Sabato 5 ottobre 2013, ore 18.00, Fondazione GOCA – Palermo, presso l’ex-oratorio della Madonna del Rifugio dei Peccatori Pentiti (via Maqueda 74).

(Marzia Migliora, Aqua Micans, 2013, stampa fotografica a colori, 110 x 180) Continua a leggere