Il maggio dei libri 2018

Lunedì 23 aprile, è la Giornata mondiale UNESCO del libro e del diritto d’autore e con essa prende il via l’ottava edizione del Maggio dei Libri, la campagna nazionale di promozione della lettura che fino al 31 maggio colorerà l’Italia di iniziative nel nome della passione per i libri. Fra gli oltre 1.000 eventi già inseriti nella banca dati della campagna (consultabile sul sito ufficiale www.ilmaggiodeilibri.it), dei quali circa 200 in programma proprio il 23 aprile, ve ne segnaliamo alcuni di particolare rilievo.

IL PRIMO PATTO PER LA LETTURA MUNICIPALE

Tanti gli appuntamenti in programma per celebrare la Giornata mondiale del libro, a cominciare dalla firma del primo Patto per la lettura a livello municipale. Accadrà a Roma presso la Biblioteca Collina della Pace, luogo ricco di significato sociale e civile: un casale confiscato alla Banda della Magliana, circondato da un parco intitolato alla memoria di Peppino Impastato. Uno stabile sottratto alla mafia diventato, due anni fa, biblioteca comunale e centro culturale polivalente, simbolo di aggregazione e spirito di legalità: è in questo contesto che lunedì 23 aprile sarà firmato il primo “Patto locale per la lettura”, promosso dal Municipio VI Le Torri, dalle Biblioteche di Roma, dal Centro per il libro e la lettura e dal Forum del libro. Appuntamento alle 16 nella Sala Proiezioni (e poi alle 19 per un brindisi comune nel Giardino Sala Ragazzi) con gli interventi di Paolo Fallai (Presidente Biblioteche di Roma), Roberto Romanella (Presidente Municipio Roma VI), Alessandro Marco Gisonda (Assessore alla cultura Municipio VI), Maurizio Caminito (Presidente Forum del libro) e Flavia Cristiano (Direttrice Centro per il libro e la lettura), che spiegheranno lo spirito di questo accordo e illustreranno il progetto. L’obiettivo? Coinvolgere scuole, librerie, biblioteche, associazioni culturali, editori, di una delle aree più “difficili” a Est della Capitale, con oltre 250.000 abitanti, tassi di dispersione scolastica e abbandoni assai elevati, ma anche una significativa ricchezza di iniziative ad alto impegno sociale e culturale. Il “Patto per la lettura” è infatti uno strumento di innovazione e sviluppo economico e sociale, che punta a fare rete, a costruire una sinergia fra i soggetti pubblici e privati più diversi, uniti dall’idea che la lettura, declinata in tutte le sue forme, sia un bene comune su cui investire per la crescita culturale dell’individuo e della società.

IL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA PER IL MAGGIO DEI LIBRI

Il Consiglio Superiore della Magistratura ha aderito al Maggio dei Libri con un’iniziativa particolarmente significativa proprio il 23 aprile: una mattinata di dibattiti e riflessioni su Educare alla legalità. Letture per i cittadini di domani. Presso la sede del CSM (Piazza dell’Indipendenza 6, Roma), dalle 9.45 dialogheranno sul significato e il valore della legalità, della Costituzione e del rapporto fra legge, leggere e vita: Paola Balducci (Presidente della Sesta Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura), Romano Montroni (Presidente del Centro per il libro e la lettura), Giovanna Boda (Direttore Generale per lo Studente, l’integrazione e la Partecipazione presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), Giovanni Legnini (Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura), Giuseppe Fanfani e Renato Balduzzi (rispettivamente Presidente della Nona e della Decima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura), Maria Rosaria San Giorgio (Vice Presidente della Sesta Commissione) e Vito Mancuso, insieme a diversi studenti delle scuole medie e superiori di Roma che leggeranno passi scelti dedicati al tema.

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Nerina Toci, “L’immagine è l’unico ricordo che ho”

In uscita il 9 novembre 2017 in tutte le librerie “L’immagine è l’unico ricordo che ho“, il primo libro fotografico di Nerina Toci con la prefazione di Letizia Battaglia.
Un intenso libro fotografico in cui la fotografa Nerina Toci esplora la sua immagine che diviene soggetto dei suoi scatti. La fotografia è il pretesto per indagare dentro se stessa, immortalandosi in spazi interni, spesso spogli, e in mezzo alla natura, e mostrando i soggetti con i quali ha un rapporto empatico.


Gli scatti di Nerina mostrano se stessa in una nudità contemplata e in un solitario abbandono. Immagini romantiche e decadenti, drammi dicibili e indicibili, eterni in ogni istante. La donna ride, si dispera e a volte piange, cercando le fattezze di un volto ritrovato e, dissimulando, imbroglia lo sguardo per poi catturarlo, mostrandosi nella sua violata identità. Continua a leggere

Noemi De Lisi, “La stanza vuota”

NOEMI DE LISI

di Maddalena Lotter

Il libro d’esordio di Noemi De Lisi, uscito nel 2016 per Ladolfi con il titolo “La stanza vuota” e finalista al Premio Carducci 2017, è un’opera sinistra, che ci pone di fronte alla stortura che giace tranquilla, e poi inquieta appena arriva alla sua saturazione, in ogni dinamica famigliare (considerato che ogni dinamica famigliare sviluppa nel tempo una dinamica nevrotica); “La stanza vuota” ci riconduce in ogni momento a quel vissuto perturbante che abita nella quotidianità di ogni relazione con l’altro e con il sé; Das Unheimliche nella terminologia freudiana. Chiamo in causa Freud giusto perché è impossibile non riconoscere che la raccolta di De Lisi è intrisa di riferimenti voluti o inconsapevoli ad alcuni topoi della psicanalisi. Basterebbe già dire che le tre sezioni che compongono il libro si intitolano: Io e mia madre, Io e Anna, Noi: una dialettica morbosa che si risolve in un Noi finale non propriamente felice e tantomeno risolutivo. “La stanza vuota” è infatti una storia assolutamente non lineare, quanto piuttosto circolare, concentrica, e che procede per saturazione: ogni lirica sembra montare su se stessa fino a un punto di sfinimento per poi sgonfiarsi. Vengono in mente alcune pagine della musica di Béla Bartók, una per tutte “Musica per archi, percussioni e celesta” (1936) , che non a caso viene definita dalla critica una musica dell’incubo o musica della notte; con questo lavoro, infatti, Bartók indagò le possibilità ‘kafkiane’ del linguaggio musicale, ideando una macchina dell’incubo perfetta (l’orchestra) che, per dipingere l’evento onirico, si riempie fino a un apice di saturazione cromatica di disperazione, in cui tutti gli strumenti – compresa l’inquietantissima celesta – partecipano forsennatamente, e piano piano poi si svuota fino a far risuonare nell’aria pochissime note, come in un’uscita dal sogno. Continua a leggere

Lucio Piccolo & Luigia Sorrentino

Luigia Sorrentino legge da: “Gioco a nascondere” di Lucio Piccolo

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Gioacchino Lanza Tomasi, Lucio Piccolo e suo cugino Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Fu Eugenio Montale, com’è noto, il primo poeta a comprendere l’immenso valore della poesia di Lucio Piccolo di Calanovella. Le liriche gli erano pervenute in un’edizione privata, e divennero nel 1956 “I canti barocchi e altre liriche”, raccolta pubblicata da Mondadori con prefazione di Eugenio Montale.

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Paolo Borsellino, Essendo Stato

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L’8 marzo 2014 arrivano per la prima volta in scena al Teatro Verdi di Salerno, alle 21.30, le parole pronunciate da Paolo Borsellino che gli Italiani non hanno mai ascoltato, raccontate da Ruggero Cappuccio.

Il 31 luglio del 1988 il giudice palermitano denunciava con forza davanti al CSM l’inadeguatezza dei mezzi di contrasto attivati dallo Stato contro la Mafia. Borsellino parla per oltre 4 ore con straordinaria e diretta lucidità.

“Per quanto riguarda la situazione delle forze di Polizia denunciai l’avvicendamento continuo e adoperai anche una frase piuttosto pesante parlando, addirittura di gioco delle tre carte, nel senso che quei pochi uomini che c’erano venivano fatti girare , ma erano sempre gli stessi, solo che uno lo si metteva alla Squadra Mobile, poi lo si spostava al Commissariato di Marsala, poi a Mazzara. Continua a leggere