“Satura, da Montale alla lirica contemporanea”

Novità editoriale

Il volume che vi proponiamo oggi per un’attenta e più completa lettura di Eugenio Montale è la monografia di Maria Borio dal titolo Satura, Da Montale alla lirica contemporanea, Biblioteca di Studi Novecenteschi, Pisa-Roma, Fabrizio Serra Editore, MMXIII.
_
Introduzione
di Maria Borio

Tra i libri più significativi della storia della poesia si riconoscono alcune raccolte rivoluzionarie per le intuizioni e il messaggio che contengono e per il valore di classico che hanno assunto nel tempo. Queste raccolte sono i testimoni di una storia di forme che senza la loro presenza spesso non potrebbe svilupparsi. Non rappresentano solo chiavi di lettura importanti per il percorso poetico dei singoli autori, ma anche per analizzare l’evoluzione dei testi letterari. Satura è un libro fondamentale per la poesia italiana: può essere studiato non solo secondo gli aspetti intrinseci che caratterizzano la fisionomia dello stile tardo di Montale, ma anche come lente diacritica attraverso cui osservare, da una prospettiva di straniamento, il mutare delle forme nella lirica del secondo Novecento. Uso la formula poesia-ponte per descrivere l’aspetto di Satura che ritengo più significativo, ossia la possibilità di analizzare la raccolta in virtù della sua condizione interstiziale, legata al ruolo che il libro ricopre in relazione a tre aspetti chiave : a) lo sviluppo dell’opera montaliana da una prima stagione a una seconda ; b) il cammino di distanziamento della poesia moderna dalla poesia pura; c) il sistema di rapporti e di influssi che intercorrono tra la raccolta, le tendenze affermatesi progressivamente negli anni successivi alla Bufera e quelle che si sviluppano dopo l’uscita di Satura.

Le prime raccolte di Montale sono un esempio determinante per il superamento
del simbolismo alogico. I poeti della terza generazione ne seguono il modello e lo interpretano criticamente secondo due direzioni principali : un riuso dello stile alto e delle forme del classicismo moderno (Sereni, Luzi, Fortini) ; un recupero delle suggestioni ironiche della vena crepuscolare presente nella prima fase montaliana (Risi, Giudici, Orelli). Anche la Neoavanguardia può essere inserita nel solco di poesia concreta ed esperienziale aperto dagli Ossi, dalle Occasioni e dalla Bufera. Dal 1956 in avanti si sviluppano, infatti, attitudini compositive che, su una scia aperta dal primo Montale, danno vita a una poesia con i seguenti elementi strutturali, comuni sia al lirismo tragico, sia al Neocrepuscolarismo, sia alla Neoavanguardia : 1) un’attenzione per la visibilità e la comunicabilità del contenuto, con cui il soggetto poetico si mostra in un rapporto di tangenza concreta ; 2) uno stile coerente e omogeneo, che sviluppa il contenuto in modo consapevole e problematico. Questa poesia si contraddistingue per la capacità di usare uno stile che fa sistema per rappresentare contenuti concreti e comunicare un messaggio.

Satura segna uno scarto rispetto alla poesia che la precede : il dettato poetico è articolato in una pluralità di fisionomie stilistiche e trasposto su un piano di straniamento ironico e critico, perché la maggior parte dei testi non possiede più uno sviluppo lirico-narrativo vero e proprio. Satura rappresenta un sistema poetico in cui le caratteristiche della poesia degli anni Sessanta iniziano a sfaldarsi, ma in cui resta saldo il principio di voler portare il lettore a conoscenza di un messaggio. E, se è vero che nel quarto libro di Montale assistiamo a una rottura dell’omogeneità stilistica, si nota anche che ogni testo presenta una forma aderente al modello di una delle tendenze poetiche degli anni Sessanta. Inoltre, anche se le poesie non possiedono più uno sviluppo lirico-narrativo che veicola un messaggio, quest’ultimo è comunicato da un’impalcatura razionale ironica e straniante. Questa impalcatura è il mezzo per mantenere un confronto con la storia, con la tradizione, e assicura la priorità della resa del contenuto rappresentato sul soggetto poetico che ne fa esperienza.

Satura preserva, dunque, l’impostazione della poesia che la precede (questo vale anche per Diario del ’71 e del ’72 e per Quaderno di quattro anni), ma accenna anche alla sua rottura e alla trasformazione che la lirica attraverserà negli anni successivi. A partire dagli anni Settanta, infatti, la poesia si evolve secondo una funzionalità mutata che riflette le caratteristiche dell’espressivismo contemporaneo (1). Il campo percettivo e riflessivo del soggetto si dilata : 1) l’importanza della resa del contenuto è trasferita alla resa dell’esperienza del contenuto e il piano semantico dell’oggetto perde autonomia in sé per sé, acquistandola in relazione a quello del soggetto ; 2) lo stile perde omogeneità, si riduce a mezzo per far mostra degli stati d’animo soggettivi e si caratterizza per l’espressione di un rapporto simbiotico tra dato fisico corporale e dato psichico. Satura è un nodo catalizzatore : a posteriori, mostra la compagine dello stile della poesia italiana negli anni Sessanta ; a priori, attraverso il suo assetto aperto e pluridimensionale, consente di osservare, come attraverso una lente diacritica, il modo in cui la poesia abbia dismesso la priorità di sistemi e tendenze poetiche a favore di una resa più diretta dell’esperienza, in cui l’espressione conti più della comunicazione.

La poesia a funzionalità espressiva spesso infrange il principio compositivo semantico, articolato secondo un bilanciamento tra emozione e ragione, suono e senso. Montale elabora il principio dell’« arte semantica » (2) nella poetica metafisica delle prime raccolte : dà vita a una linea alta di poesia di pensiero, interpretabile alla luce della cultura internazionale e discendente soprattutto dai modelli poetici di Browning, Baudelaire, T. S. Eliot, Valéry. A livello testuale, l’arte semantica dei primi libri corrisponde soprattutto a sequenze liriche basate su passaggi logici nella sintassi e nell’uso delle figure retoriche. In Satura è mantenuto il principio semantico, ma viene adattato a un’argomentazione rizomatica, modellata sull’immaginario della postmodernità. A proposito, si nota una connessione particolare tra i caratteri dello stile tardo montaliano e quelli dell’immaginario postmoderno, e si può anche affermare che l’arte semantica di Satura coincide con quello stile tardo che riesce a rappresentare le caratteristiche storiche, sociali, culturali del tempo in cui la raccolta viene scritta. Il quarto libro di Montale, infatti, è composto a partire dal riuso di una letteratura che si fa inclusiva (3) nei confronti della realtà (ingloba il materiale poetico senza distinzioni qualitative), che supera il principio di classicità e fa propria la struttura dell’informazione. Montale ha alle spalle l’esercizio in prosa narrativa e giornalistica e i modelli della poesia neocrepuscolare e satirica degli anni Cinquanta-Sessanta. Tuttavia, credo che una parte rilevante delle suggestioni provenga dalla poesia nordamericana, in cui l’arte semantica ereditata dalla tradizione metafisica anglosassone era riuscita a creare rappresentazioni inclusive della realtà aderenti all’immaginario postmoderno. Hardy e T. S. Eliot, ad esempio, rappresentano già un modello importante per gli Xenia, ma si possono trovare filiazioni anche tra Lowell, Auden, W. C. Williams, Elisabeth Bishop, Marianne Moore e la poesia di Satura I e II.

La poetica semantica di Satura è una chiave immobile, non ha veri e propri continuatori. Tuttavia, rappresenta una sorta di schermo critico in opposizione a quello sbrigliamento del sentire che caratterizza la poesia degli anni successivi. La poesia contemporanea ha, però, progressivamente recuperato il principio semantico della composizione. Lo stile è passato attraverso molte ricerche, ma credo che, nei casi migliori, sia riuscito a raggiungere un principio di bilanciamento tra emozione e ragione in conformità con un’aderenza alle logiche dell’epoca in cui viviamo. L’eco di alcune intuizioni montaliane sembra aver aperto una strada che possiamo riconoscere nel retroterra, spesso inconsapevole, di molta poesia contemporanea. Perciò, Satura appare uno strumento di interpretazione decisivo non solo del percorso poetico di Montale, ma anche del cammino della poesia nel secondo Novecento.


NOTE:
1 Cfr. Charles Taylor, The Sources of the Self. The Making of the Modern Identity, Harvard University Press, Cambridge (Mass.) 1989 ; trad. it. Radici dell’io. La costruzione dell’identità moderna, Milano, Feltrinelli, 1993.
2 Eugenio Montale, Il giudizio estetico, « Corriere della Sera », 22 novembre 1958, ora in Id., Il secondo mestiere. Arte, musica, società, a cura di G. Zampa, Milano, Mondadori, 1996, p. 148.
3 Id., Poesia inclusiva, « Corriere della Sera », 21 giugno 1964, ora in Id., Secondo mestiere. Prose 1920-1979, a cura di Giorgio Zampa, vol. II, pp. 146-148.

Maria Borio (nella foto) è nata a Perugia e si è laureata in lettere moderne. Sue poesie sono apparse sull’ “Almanacco dello specchio” (Mondadori, 2009), su “Poesia” (Crocetti, 2012), sul sito “Le parole e le cose” (www.leparoleelecose.it). Ha scritto su Vittorio Sereni e Eugenio Montale e ha pubblicato la monografia “Satura. Da Montale alla lirica contemporanea”. Attualmente svolge un dottorato di ricerca in letteratura italiana.

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *