Alice Munro Premio Nobel per la Letteratura 2013

E’ la canadese Alice Munro il Premio Nobel per la Letteratura 2013. L’annuncio è arrivato alle 13.00 di giovedì 10 ottobre.

Alice Munro è nata nel 1931 nella città di Wingham, nell’Ontario occidentale, in una famiglia di allevatori e agricoltori.

La prima raccolta di racconti di Alice Munro, La danza delle ombre felici (Dance of the Happy Shades) (1968) ebbe un gran favore di critica e vinse in quello stesso anno il Governor General’s Award. A questo successo seguì Lives of Girls and Women (1971), una raccolta di storie interconnesse tra loro che fu pubblicato come romanzo. E’ la prima volta che viene premiata una donna che scrive racconti brevi. La sua capacità di scrittrice è quella di rappresentare  un mondo domestico, in apparenza normale, quotidiano, nel quale matura il contrasto, il conflitto, con una scrittura di grande intensità e misura, mai melodrammatica.

A giugno del 2013 Mondadori ha pubblicato i “Racconti” di Alice Munro nella storica collana de “I Meridiani” con un saggio introduttivo di Marisa Caramella, nella traduzione di Susanna Basso, (pagg. 1840, euro 65).  

Ma che cosa hanno di particolare i racconti della scrittrice canadese? 

Alice Munro privilegia, pressoché esclusivamente, la forma del racconto e riserva un’attenzione particolare all’universo femminile. I suoi racconti sono ambientati nella realtà canadese moderna o descrivono vicende recuperate dalla memoria dei suoi personaggi. È importante, nella sua narrativa, la componente autobiografica. Il mondo descritto dalla Munro è, per lo più, quello di una piccola società gretta e arretrata, situata in una regione rurale dell’Ontario occidentale, con qualche incursione nelle più moderne e vivide realtà urbane di Vancouver o di Toronto. La scrittura si contraddistingue per affilata secchezza, assenza di retorica, raffinata tecnica dialogica che mette in evidenza una straordinaria empatia coi personaggi, nonché la capacità di descrivere in modo catturante e geniale i sentimenti e le esperienze più intime e segrete. Ciò che affascina l’autrice è la “complessità delle cose: niente è facile, niente è semplice”. E infatti il mondo che fa da sfondo alle sue storie è pieno di insidie e di minacce, talora crudele e violento: spesso i suoi racconti non descrivono le vicende di successo dei suoi personaggi, bensì le amarezze, i momenti di azione fatale, le fratture irrevocabili, le minime e inaspettate pieghe del dramma. Questa antologia propone cinquantacinque racconti dell’autrice.

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Commenti (5)

  1. Mi piace la “materia” dei suoi racconti, il suo restare all’interno di un ambito familiare e ristretto con riferimento a storie reali del luogo, attuali o recuperate dalla memoria, autobiografica o meno. Ha ragione quando afferma che “niente è facile, niente è semplice”, poiché, nei piccoli personaggi e nelle piccole vicende, a saperli esplorare dal di dentro, e con sincera empatia, si trovano vicende complesse e drammatiche e personaggi di forte personalità. Cercherò di leggere “Racconti” della Mondadori.

  2. E’ una buona notizia che il Nobel sia andato a un’autrice di racconti, “l’arte più difficile” (Citati). L’America ci ha già dato una grandissima autrice di racconti con Flannery O’Connor: anche lei usava una scrittura secca e arrovellata per scavare in una realtà che non era mai quale si presentava.

  3. Mi piace la filosofia delle persone semplici. Se poi si esprime attraverso la scrittura…ne viene fuori qualcosa di grandioso! Pi picerebbe leggere i suoi racconti in lingua originale.

  4. Si! Maria Grazia, non c’e nulla di meglio che leggere nella lingua originale…all’inizio sembra quasi impossibile, ma poi la lingua straniera ti diventa amica…ti consiglio di leggere d’un ratto fino alla fine ogni racconto e poi rileggerlo finche’parole e significati ti saranno vicini. Il dizionario e’ di grande aiuto per i lettori solitari. Scoprirai tanto, sara’ una grande avventura!

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