Jan Fabre, Stigmata. Actions & Performances 1976-2013

Appuntamento

Continua la collaborazione tra MAXXI e Fondazione Romaeuropa. Dopo l’omaggio a William Kentridge dello scorso anno, ancora un genio della scena artistica contemporanea sarà protagonista del progetto condiviso dalle due istituzioni. A partire dal 16 ottobre 2013 infatti una mostra al MAXXI (una grande retrospettiva dedicata all’artista) e due spettacoli teatrali all’Eliseo, nell’ambito di Romaeuropa Festival 2013, porteranno a Roma la fantasia, le ossessioni e le visioni di Jan Fabre.

Artista visivo e autore teatrale, noto per la sua opera innovativa e poliedrica, in una mostra curata da Germano Celant, storico e critico d’arte, Fabre presenterà per la prima volta le azioni e le performance dagli anni Settanta ad oggi.

Disegni, “thinking models”, collages, film, foto e documenti costituiranno la base per ripercorrere le decine di performance e di azioni, sia private che pubbliche, che ha realizzato in Belgio e all’estero. Fin da giovane Jan Fabre è stato affascinato dall’idea di osservare, analizzare e sfidare il corpo. Quando all’età di diciotto anni vede le opere dei pittori primitivi fiamminghi e le loro rappresentazioni del corpo sofferente di Cristo, ha una rivelazione: per l’artista si trattava di Body Art.

Fabre, già all’età di vent’anni, disegna utilizzando il proprio sangue, trascorre ore percorrendo da Nord a Sud la linea tranviaria di Anversa con il naso nelle rotaie, brucia i soldi degli spettatori nella “Money Performance”, si chiude nella sua Bic-Art Room di Leiden per tre giorni e tre notti, invita vari critici d’arte a sparargli nel Franklin Furnace di New York, prende in ostaggio il filosofo Lars Aagaard Mogensen a St. Louis e viene arrestato, trascorre quattro ore con Marina Abramovic in una gabbia di vetro al Palais de Tokyo di Parigi e recentemente si mette alla gogna nel Museo di Arte Contemporanea di Tokyo, esponendosi al lancio di centinaia di pomodori. Fabre pensa alla performance art come una ‘per-for-azione’ del corpo in relazione al mondo esterno, per esplorarne i limiti, le azioni e le reazioni, sia interne che esterne.

Per-for-mance significa una persona
che per-fo-ra se stessa e il suo ambiente
New York, 20 febbraio 1982


In contemporanea al Teatro Eliseo, nell’ambito di Romaeuropa Festival 2013, Jan Fabre riporterà sulla scena due titoli storici del suo repertorio a trent’anni dalla loro creazione: 16 e 17 ottobre 2013, ore 20.00: The Power Of Theatrical Madness; 20 ottobre 2013, ore 16.00:  This Is Theatre Like It Was Be Expected And Foreseen.

Oltre 4 ore di spettacolo, The Power Of Theatrical Madness, che affronta temi come la contrapposizione dialettica di vero/falso, azione scenica/recitazione teatrale, inossidabili dicotomie delle dinamiche di potere. Una miscela esplosiva ambientata in una scenografia/installazione in cui sono proiettati dipinti di pittura classica e manierista da Michelangelo e Raffaello a Fragonard, rende esplicito il corto circuito tra arti visive e teatro. La decantata immagine del corpo consegnata dalla pittura si confronta con il movimento e la fisicità degli interpreti di Troubleyn, la compagnia fondata da Jan Fabre, che spremono gesti quotidiani fino a farne uscire il succo. Il teatro diviene strategia e può trasformarsi addirittura in un quiz crudele finalizzato a disegnare un Pantheon degli autori teatrali dove tra Brecht, Čhechov, Bejart e Brook, un posto privilegiato spetta a Wagner e alla sua idea d’opera d’arte totale.

Uno spettacolo di 8 ore che sconvolse il pubblico all’epoca del suo debutto This Is Theatre Like It Was Be Expected And Foreseen costringendo gli interpreti a una estrema prova fisica.

Sulla scena i performer di Fabre sudano e si fanno male, solidificano stereotipi alla maniera di Duchamp, gioiscono e vivono quello che a tutti gli effetti supera la finzione della “messa in scena” e diventa una “performance”. Un modo di fare teatro che al sua apparire rivoluzionò molte delle idee sulla drammaturgia e in cui, ancora una volta, è centrale il ruolo della scenografia-installazione, immaginifica e ispirata alle arti contemporanee. This is theatre… oggi rivela la deliberata incisività, la narrazione destrutturata e molteplice, l’intreccio infido di simboli visivi e testuali, la calcolata sequenza delle immagini, le pericolose oscillazioni tra Eros e Thanatos, che saranno la cifra delle future opere di Fabre e di tanto teatro contemporaneo.

INFO MOSTRA – MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo

info@fondazionemaxxi.it | www.fondazionemaxxi.it

orario di apertura: 11.00 – 19.00 (martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, domenica) |11.00 – 22.00 (sabato) giorni di chiusura: chiuso il lunedì, il 1° maggio e il 25 dicembre | biglietto: €11,00 intero, € 8,00 ridotto.

Ufficio stampa MAXXI  press@fondazionemaxxi.it

INFO SPETTACOLI ROMAEUROPA

info: promozione@romaeuropa.net | www.romaeuropa.net

Ufficio stampa, ufficiostampa@romaeuropa.net
Orari spettacolo: tutti i giorni 21, sabato 19, domenica 17 | biglietto: da €35,00 intero a € 14,00 ridotto

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Commenti

  1. Lentamente sgretoliamo la nostra lingua e siamo i primi filologi e linguisti ad assistere al processo. Non dobbiamo scervellarci per immaginare trasformazioni, vediamo ogni giorno gli abbandoni e i cambiamenti.
    Ad esempio perche’scrivere “thinking models” quando abbiamo “modelli pensanti” e tutte le altre parole possibili in italiano. Anche i politici storpiano ,pronunciandole, le parole inglesi quando potrebbero usare l’equivalente italiano capito fra l’altro da tutti, tutti gli italiani.
    Per quanto riguarda la scelta di Jan Fabre… ma!Esiste anche lui…un artista che viaggia con le casse di pomodori, che vuole provocare chi? Che gioca un gioco pericoloso con se stesso. Chissa’ se prima di morire capira’ che i flagellanti e gli autoflagellanti sono sempre esistiti…Potrebbe fare qualcosa di utile, il mondo ne ha tanto bisogno.

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