Wislawa Szymborska & Herbert Zbigniew

Di Fabio Izzo

Le vetrine delle principali librerie di Varsavia e di Cracovia sono invase da un libro non di poesia ma che possiamo tranquillamente definire“poetico”, stiamo parlando di “Jacyś złośliwi bogowie zakpili z nas okrutnie: Korespondencja 1955-1996”, (traducibile con “Alcuni dei malvagi ci hanno disprezzato crudelmente: Corrispondenza 1955-1996”). Wisława Szymborska e Zbigniew Herbert sono stati due grandi poeti, due grandi amici e forse qualcosa in più, come viene svelato in questo epistolario appena pubblicato in Polonia, ma lo vedremo mai pubblicato in Italia?

Le loro missive sono cordiali e intime, ma non è di un improbabile pettegolezzo che vogliamo parlare oggi. Dalle loro lettere possiamo invece ammirare la padronanza del linguaggio che si sviluppa in domande e risposte concise, piene di umorismo. Questo volume “Jacyś złośliwi bogowie zakpili z nas okrutnie”, come già accennato, contiene le lettere di entrambi, ma non solo. Ci sono anche gli immancabili collage della Szymborska e alcuni interessanti disegni di Zbigniew Herbert.

Qui, tutto trova il suo ideale inizio con una lettera della poetessa, premio Nobel per la letteratura, che nel 1955 fa parte della redazione in un periodico cracoviano, dedicato alla poesia, “Życie Literackie”. Da questo ufficio viene quindi inviata a Herbert una richiesta ufficiale di poesie perché il giornale vorrebbe pubblicare i suoi versi. Siamo in pieno disgelo, la redazione vuole presentare poeti giovani, ancora inediti, così il critico Jan Błoński ha individuato tra tutti la capacità poetica di Herbert. Da questa primo rigido messaggio i due cominciano a dialogare, sviluppando man mano un’amicizia epistolare divertente, che diventa con lo scorrere degli anni un gioco sociale. Infatti l’ultima lettera pubblicata è quella del 1996, quando la Szymborska risponde alle congratulazioni ricevute dall’amico, in merito al Nobel, omaggiandolo con l’epiteto di “Grande poeta!” aggiungendo che se tutto fosse dipeso da lei, le cose a Stoccolma sarebbero andate in maniera diversa.

Questo volume si fa leggere in maniera divertente e intelligente, riuscendo spesso a far sorridere. Nelle sue pagine, veloci e leggere, ci vengono mostrati i lati sodali di due grandi autori diversi, maestri di versi, per Herbert poi l’arte stessa di scrivere lettere è più difficile dell’arte di scrivere poesie, e se lo dice lui.. Durante il loro dialogare i due finiscono con il creare a un personaggio fittizio, che diventa protagonista immaginario di un mondo forse meno poetico, Frąckowiak. In questa lunga corrispondenza Herbert assumerà spesso le vesti letterarie di Frąckowiak (ma a volte finirà anche con l’usare il personaggio di “Proconsul”) , molte lettere poi saranno indirizzate non direttamente al destinatario, ma a Frąckowiak stesso, un poeta di partito che ha sempre ragione. Sarcastico, ironico divertente, ma mai gracchiante. Quando Frąckowiak fa la sua comparsa, cambiano i toni, che restano scherzosi, ma questo loro espediente permette di commentare la realtà in modo diverso, un chiaro esempio sono le parole scelte per commentare la legge marziale, Stan wojenny w Polsce. Stiamo parlando dell’arco di tempo compreso tra il 13 dicembre 1981 eil 22 luglio 1983, quando il governo comunista della Repubblica Popolare Polacca volle limitare in maniera drastica la vita quotidiana con l’introduzione della legge marziale. Il chiaro scopo era quello di schiacciare l’opposizione politica, guidata dal movimento di Solidarność. Tocca a Frąckowiak commentare tutto ciò, senza troppa leggerezza, e forse è proprio qui che Frąckowiak sembra quasi prendere vita, assumere forma, vista la gravità della situazione, diventando così un personaggio a se che prende le distanze dai due poeti, e dalla pesantezza dei tempi.

Ryszard Krynicki, curatore del libro, ha voluto sviluppare questa raccolta epistolare, rendendola efficiente e interessante. Lo stesso Krynicki ha affermato che è stata sua chiara intenzione limitarsi ad aggiungere solo le biografie e alcune note esplicative dedicate alle situazioni più importanti.
Pagina dopo pagina si finisce ad avere un appetito insolito, vorace, scorrendo la corrispondenza di questi due poeti, una fame che porta a voler subito conoscere la risposta data dall’uno o dall’altra. Raramente i poeti hanno dialogato in maniera così continua tra loro e possiamo dire di essere davero fortunati a poter leggere questa conversazione lunga quarantuno anni.

Zbigniew Herbert (Leopoli, 29 ottobre 1924 – Varsavia, 28 giugno 1998) è stato un poeta, saggista e drammaturgo polacco. Ha esordito, come poeta, nel 1950, e la sua opera più famosa resta Pan Cogito (Il signor Cogito), opera che ha saputo incarnare lo spirito della nuova e della vecchia Letteratura europea. Dal 1986 al 1992 visse a Parigi, cooperando con il giornale Zeszyty Literackie, poi tornò in Polonia, dalla quale si era allontanato per motivi politici.

Wisława Szymborska (Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1º febbraio 2012) è stata una poetessa polacca premiata con il Nobel nel 1996 e con numerosi altri riconoscimenti.

Ryszard Krynicki è nato nel campo di concentramento austriaco di Sankt Valentin, il 28 giugno 1943. Poeta, editore e traduttore polacco, è attualmente uno dei più importanti intellettuali della Polonia contemporanea. Nel 1988 ha fondato la casa editrice Wydanwnictwo a5, che pubblica poesia contemporanea. Nel 2012 ha ricevuto il premio alla carriera del Festival internazionale di Poesia Civile di Vercelli.

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Commenti

  1. Molto interessante, leggerò il libro senz’altro. Mi vorrei permettere però di proporre una traduzione un pochino più aderente del titolo. Penso che sia meglio:”Dispettosi dei si son presi crudelmente gioco di noi”?
    Un saluto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *