Premio Internazionale di Poesia “Isabella Morra” 2019

Sibilla Aleramo, foto di archivio

La Casa della Poesia di Monza bandisce la IX edizione del Premio Internazionale di Poesia Isabella Morra, il mio mal superbo.

Il premio, fondato da Antonetta Carrabs, presidente de La Casa della Poesia di Monza, nasce per celebrare Isabella Morra, una delle voci più autentiche della poesia italiana del XVI secolo, pioniera della poesia romantica.

Il Premio viene dedicato, ogni anno, a una poetessa italiana non contemporanea.

La scorsa edizione 2018 è stato dedicato ad AMELIA ROSSELLI, quest’anno va a celebrare SIBILLA ALERAMO (1876 – 1960) poetessa e scrittrice.

Nelle scorse edizioni Il premio è stato dedicato a:

2011 ISABELLA MORRA
2012 GRAZIA DELEDDA
2013 ALDA MERINI
2014 VITTORIA COLONNA
2015 ANTONIA POZZI
2016 ASSUNTA FINIGUERRA
2017 GOLIARDA SAPIENZA.

La giuria della IX edizione:

GUIDO OLDANI presidente di giuria
DONATELLA BISUTTI poeta, scrittrice
MASSIMO MORASSO poeta, scrittore, critico letterario
ANDREA GALGANO poeta, scrittore, critico letterario
ANTONETTA CARRABS poeta, scrittrice, drammaturga
ELISABETTA MOTTA critica letteraria, scrittrice
IRIDE ENZA FUNARI poeta, scrittrice

Inviate i vostri testi all’indirizzo email premiomorra@gmail.com.

Termine ultimo di consegna 30 aprile 2019.

REGOLAMENTO

Il Premio per poesia inedita, a tema libero, si articola in tre sezioni:

Sezione 1 Adulti (dai 20 anni di età)
Sezione 2 Detenuti (senza limite di età)
Sezione 3 Studenti (dai 13 ai 19 anni)

Si concorre inviando un massimo di tre poesie inedite in lingua italiana. Ciascun testo non dovrà avere una lunghezza superiore a 50 versi.
Nell’invio dei testi occorre specificare il titolo della silloge, in assenza di esso occorre specificare i titoli dei singoli componimenti.

Termine ultimo di consegna 30 aprile 2019.

La partecipazione al premio implica la totale accettazione del regolamento.
Gli elaborati non verranno restituiti.

La partecipazione al premio non dà diritto ad alcun rimborso spese, né a compensi per diritti d’autore relativi a qualsiasi pubblicazione. Il non rispetto di una qualsiasi delle indicazioni contenute nel regolamento comporta l’esclusione degli elaborati inviati. Per la privacy i dati personali dei concorrenti saranno tutelati a norma della legge 196/2003

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

Per la sola sezione 1-Adulti la partecipazione è subordinata al pagamento di una quota di 15.00 euro.

Il versamento va effettuato tramite bonifico bancario, specificando il nome dell’autore e intestando a La Casa della Poesia di Monza- Premio Morra 2019 – Banca Prossima piazza Paolo Ferrari 10-Milano IBAN IT63 G033 5901 6001 0000 0139 920 oppure accedendo a Paypal trasferimento denaro a luigi@lacasadellapoesiadimonza.it.

Per la sezione 2-Detenuti e la sezione 3- Studenti la partecipazione è senza alcun onere di pagamento.

MODALITA’ DI INVIO

I testi vanno inviati in un unico documento formato word a: premiomorra@gmail.com

Nella mail di accompagnamento va specificato il seguente oggetto: Premio Letterario Isabella Morra 2019 e va allegata la scheda di partecipazione debitamente compilata.

Per la sezione 1 Adulti occorre allegare anche la fotocopia del versamento effettuato.

PREMI

Sezione 1 – Adulti
Primo classificato: premio in denaro di 200,00 euro, medaglia luna rossa, antico simbolo della città di Monza e attestato di merito.
Secondo e terzo classificato: medaglia luna rossa, antico simbolo della città di Monza e attestato di merito.

Sezione 2 – detenuti
Ai primi tre classificati targa e attestato di merito.

Sezione 3 – Studenti
Primo classificato: viaggio per due persone in una capitale europea, targa e attestato di merito.
Secondo e terzo classificato: targa e attestato di merito e pubblicazione sulla Villa Reale di Monza

I risultati saranno pubblicati sul sito www.lacasadellapoesiadimonza.it.

La cerimonia di premiazione si svolgerà venerdì 31 maggio 2019 ore 17,00 REGGIA di Monza (viale Brianza).

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SIBILLA ALERAMO (1876 – 1960)Figlia di Ambrogio Faccio, professore di scienze, e di Ernesta Cottino, casalinga. Era la maggiore di quattro fratelli. Trascorse l’infanzia a Milano fino all’età di dodici anni, quando interruppe gli studi per il trasferimento della famiglia a Civitanova Marche, dove il marchese Sesto Ciccolini aveva offerto al padre la direzione della propria azienda industriale. Nel 1891, a quindici anni, fu violentata da un impiegato della fabbrica, Ulderico Pierangeli: rimase incinta ma perse il bambino. Nel 1893 fu costretta dalla famiglia a un matrimonio riparatore. Trasferitasi nel 1899 a Milano le fu affidata la direzione del settimanale socialista «L’Italia femminile» fondato da Emilia Mariani. Dal 1901 al 1905 collaborò con la rivista Unione femminile di cui diventò socia nel 1906. I difficili rapporti familiari la convinsero ad abbandonare marito e figlio trasferendosi a Roma nel febbraio del 1902. Si legò a Giovanni Cena, direttore della rivista «Nuova Antologia», alla quale collaborò e iniziò a scrivere il romanzo Una donna, edito nel 1906. Pubblicato sotto lo pseudonimo di Sibilla Aleramo, è la vicenda della sua stessa vita. Il libro ottenne subito un grande successo e fu presto tradotto in quasi tutti i paesi europei e negli Stati Uniti. Fece parte del comitato promotore della sezione romana dell’Unione femminile nazionale. Terminata la relazione con Cena, condusse una vita piuttosto errabonda. Nel 1913, a Milano, si avvicinò ai Futuristi. A Parigi (1913-1914) conobbe Guillaume Apollinaire e Verhaeren, a Roma Grazia Deledda. Durante la prima guerra mondiale conobbe Dino Campana: lei estremamente mondana e frequentatrice di salotti, lui schivo e appartato. Il rapporto fu quindi estremamente tormentato. Nel 1919 pubblicò Il passaggio e nel 1921 la sua prima raccolta di poesie, Momenti. Nel 1920 è a Napoli, dove scrive Endimione, dedicato a D’Annunzio. Femminista, pacifista, fascista, dopo il 1945 convinta comunista. La scrittura diventa esplicitamente il luogo in cui versare gran parte di sé: il “flusso irrefrenabile di vita” attraverso cui passa la ricerca di identità come costruzione dell’autonomia dell’essere femminile e come “sforzo incessante autocreativo”. Vera profetessa della riscoperta che il femminismo farà del suo singolare percorso di vita e di scrittura, Sibilla così annota nelle ultime pagine del suo Diario: «Io non so se i nomi di cui mi servo per tutte le cose di cui parlo sono i veri. Sono stati creati da altri, tutti i nomi, per sempre. Ma quel che importa non è nominare, è mostrare le cose.»ISABELLA MORRA (1520 – 1546)ISABELLA MORRA nacque a Favale, l’odierna Valsinni nel 1520. Lontana da corti e salotti letterari, visse sotto la prepotenza dei fratelli e segregata nel proprio castello, dove si occupò della sua produzione letteraria. La sua breve vita, contrassegnata da isolamento e tristezza, si concluse nel 1546 con il suo assassinio da parte degli stessi fratelli a causa di una presunta relazione clandestina con il barone Diego Sandoval de Castro, che subì la medesima sorte. Sconosciuta in vita, Isabella Morra acquistò una certa fama dopo la morte, grazie agli studi di Benedetto Croce, e divenne nota per la sua tragica biografia ma anche per la sua poetica, tanto da essere considerata una delle voci più autentiche della poesia italiana del XVI secolo, nonché una pioniera della poesia romantica. Non si conoscevano notizie documentate inerenti alla sua vita fino a quando Marcantonio, figlio del fratello minore Camillo, non pubblicò una biografia della famiglia Morra dal titolo Familiae nobilissimae de Morra historia, nel 1629.

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