Riccardo Canaletti

riccardo

Riccardo Canaletti

ho provato l’amore
in un angolo di strada.
stringevo con le dita
la corteccia della notte
aperta sul mio smarrimento.

la cortesia nuda dei tuoi occhi
sul vetro freddo le scapole
le ali.
l’esitazione febbrile
al passare di un’auto, poi un sorriso
come sollevati. t’insegno il tempo
ho detto, ed era vero.

consumammo le ore in un equilibrio
equivoco, giocato sulla tua malizia e
la mia vergogna. era rosso
il nero , il silenzio
una luce di faro sorda sul mare.

la prima volta, come la creazione
fu un gioco da bambini.

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Lorella Serni, “Le mani addosso”


le-mani-addossoLe mani addosso
, è un monologo scritto da Paola Nepi interpretato da Lorella Serni per la regia di Tiziano Trevisiol.

Lo spettacolo andrà in scena  venerdì 11 settembre nella Piazza del Duomo di Pontassieve
(Assistente alla regia – elaborazione foto-video Massimo Carroccia, disegno luci: Lorenzo Castagnoli).

“Immagino che quando avrete assistito alla rappresentazione teatrale ricavata da questo testo, e l’ultima parola sarà stata detta, vi scoprirete a non sapere dove mettere le mani, a nasconderle da qualche parte, come le ragazzine timide che si mangiano le unghie e si allungano le maniche sulle dita. Solo un momento, poi batterete le mani. Tutto ricomincia sempre.”

Adriano Sofri

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La messa in scena restituisce la condizione fisica di immobilità contrapposta al movimento agile della mente e delle parole di Paola, il mondo attorno a un letto, suoni e immagini che si fondono e si confondono in esso. “In un passaggio dello spettacolo, sulle note della Passione secondo Matteo di Bach s’imprime a fuoco la voce dell’attrice, Lorella Serni, più che mai autentica nella sua forzata staticità fisica. Suoni potenti immersi in una scena-simbolo: l’immagine corporea fissa e pulsante…mentre intorno ruotano schegge di mondo. Un set-visuale che emana sacralità e pudore.” Continua a leggere

Cinzia Demi, “Incontri e Incantamenti”

Letture
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“Incontri e Incantamenti” di Cinzia Demi (Raffaelli, Rimini, 2012), Prefazione di Gianfranco Lauretano.

Per comporre la sua nuova raccolta, “Incontri e Incantamenti”, Cinzia Demi ha dovuto affrontare l’annosa questione, ma definitivamente risolvibile, che ogni poeta di ogni tradizione deve porsi, cioè quella della lingua in cui scrivere. La risposta è stata trovata ascoltando la poesia di Giorgio Caproni e attingendo al suo percorso di scoperta di una nuova lingua, percorso che sembra essere sempre più centrale e decisivo nelle vicende della poesia italiana del Novecento: l’avvertita inadeguatezza della tradizione, diciamo per semplificare, “petrarchesca”, è stata risolta da una parte con lo sperimentalismo del le (neo)avanguardie, dall’altra con una ricerca più intima, profonda, fatta di scarti apparentemente minori, il cui risultato è però assai più incisivo nella direzione di una modernizzazione dell’italiano poetico. Esemplarità di Caproni, appunto. Continua a leggere