All’asta i versi di Pablo Neruda che ispirarono “Il postino”

Va all’asta il libro del poeta cileno Pablo Neruda, “Los versos del Capitan”, che ispirò “Il Postino”, il romanzo di Antonio Skarmeta pubblicato nel 1986 e divenuto celebre per la trasposizione cinematografica realizzata da Massimo Troisi nel 1994. E’ un libro di mitica rarità di cui non si registrano copie vendute in asta nei decenni scorsi.

Sarà messo in vendita dalla casa Bloomsbury a Roma (Palazzo Odelscalchi) martedì 27 marzo con una stima che oscilla tra 15 mila e 20 mila euro. Continua a leggere

Giorgio Galli, ‘Paesaggi pasoliniani’

Nuova critica
a cura di Luigia Sorrentino


Vi invito a leggere i Paesaggi pasoliniani di Giorgio Galli, saggista e studioso di letteratura italiana. Sono infallibili e colpiscono per la lucidità dell’interpretazione. Giorgio Galli, che è nato negli anni Ottanta, nella sua analisi illumina il fallimento (o il tramonto) di una generazione all’interno della quale inscrive l’intera opera di Pier Paolo Pasolini. Galli infatti scrive: “L’avvento del consumismo ha segnato, per la sua etica e la sua ideologia, la definitiva irruzione della Storia e del tempo desacralizzato. Alla dinamica realtà dell’oro-decadenza, tipica dell’escatologia alla rovescia del pensiero europeo più conservatore, Pasolini arriva in seguito allo scacco della sua escatologia positiva, del suo millenarismo di cattolico marxista.”

A voi, nei commenti.


Paesaggi pasoliniani
di Giorgio Galli

Un grandioso fallimento – Citati ha sintetizzato così il senso dell’opera di Pasolini. Non credo avrebbe potuto dire meglio: la grandezza di Pasolini è soprattutto nella passionale coerenza con cui è riuscito a vivisezionare con la scrittura le sue lacerazioni (marxista e borghese, marxista e innamorato del Sacro, Continua a leggere

L’effigie della cavalla storna sarà su un francobollo

Il manoscritto della ‘Cavalla storna’, la famosissima poesia con la quale Giovanni Pascoli ricorda il drammatico episodio dell’uccisione di suo padre, compare – insieme all’effigie del poeta – sul francobollo che sarà emesso il 6 aprile prossimo per ricordare i cento anni dalla morte di quello che è stato uno dei protagonisti della vita letteraria italiana di fine ottocento.

Il francobollo – rileva un comunicato diffuso oggi dalle Poste Italiane – sarà autoadesivo e avrà un valore di 60 centesimi. A commento dell’emissione sarà messo in vendita un bollettino illustrativo con articoli di Alessandro Adami, Presidente della Fondazione Giovanni Pascoli, e di Gianfranco Miro Gori, sindaco di San Mauro Pascoli (Forlì).

A San Mauro di Romagna Giovanni Pascoli nacque infatti l’ultimo giorno dell’anno 1855; il padre, amministratore di una tenuta dei principi Torlonia, venne ucciso in circostanze mai chiarite quando il poeta aveva solo 11 anni. La famiglia Pascoli subì altre traversie e numerosi lutti ma Pascoli riuscì a completare gli studi liceali e poi i corsi universitari a Bologna, nonostante la revoca di una borsa di studio in seguito alla sua partecipazione a manifestazioni “sovversive” (che gli costarono anche un arresto). Continua a leggere

La segreteria letteraria del Premio Viareggio-Repaci

Simona Costa, neo-presidente del Premio Viareggio-Repaci, ha ufficializzato, come primo atto della sua presidenza, le nomine annuali delle segreterie letteraria e organizzativa e dell’ufficio stampa. La segreteria letteraria è stata affidata a Costanza Geddes da Filicaia, ricercatore di Letteratura italiana all’Università di Macerata, segretario organizzativo è stato nominato l’architetto Lucio Trizzino, mentre dell’ufficio stampa si occuperà il giornalista Enrico Gatta.

In tal modo, spiega una nota, si avvia pienamente la macchina organizzativa di questa ottantatreesima edizione del Premio, per la quale resta confermato, a norma di statuto, che i libri segnalati dai giurati, nelle tre sezioni di Narrativa, Poesia e Saggistica, dovranno essere compresi tra le date di pubblicazione del 1 giugno 2011 e 30 maggio 2012.

Claudio Magris, nel giornalismo c’è ‘la mania delle opinioni’

Nel giornalismo “c’è un po’ la mania delle opinioni, c’è un’ inflazione delle opinioni”. Ne è convinto Claudio Magris, germanista e scrittore, che oggi, giovedì 22 marzo riceve a Milano il premio E’ Giornalismo, dopo cinquant’anni di collaborazione con la carta stampata, dei quali 45 con Il Corriere della Sera.

Stando a quanto riporta l’Ansa due sono le cose che sottolineano il pensiero dello scrittore: da un lato la ‘mania del chiedere (n.d.r. o elargire) opinioni’, dall’altra la convinzione che il desk, i mezzi tecnologici di una redazione, non possono sostituirsi al vedere le cose (n.d.r. vederle come sono davvero).

Vale a dire – ma interpreto il pensiero di Magris – lo stare seduti a una scrivania, davanti a un computer con le agenzie che scorrono veloci (veloci anche le immagini che arrivano dalle agenzie e dai circuiti internazionali) al desk appunto, non può diventare l’unica nostra realtà . Perché – interpreto il pensiero di Magris – le cose, forse, vanno viste anche al di là delle notizie preconfezionate.  Fa parte del nostro mestiere di giornalisti. “Si può sostituire una macchina fotografica con un’altra – ha spiegato Magris – Continua a leggere