Patricia Cornwell a ‘Libri come’

Oggi, 29 gennaio alle 18:00 alla Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica anticipazione del Festival Libri Come con la scrittrice statunitense Patricia Cornwell.

Nata a Miami nel 1956, trasferitasi in North Carolina fin da bambina, la scrittrice esordisce come cronista di nera per il quotidiano The Charlotte Observer. Nel 1984 inizia a collaborare con l’ufficio di medicina legale della Virginia, occupandosi prima della stesura di documentazioni tecniche, quindi di analisi informatiche: un’esperienza decisiva per la futura carriera di giallista. Il suo debutto letterario arriva nel 1990, con il romanzo Postmortem, ed è subito un successo di pubblico e critica (il libro si aggiudica diversi premi riservati alle opere prime, tra cui l’Edgar Award assegnato dalla Mystery Writers of America e il New Blood Dagger della britannica Crime Writers’ Association). Continua a leggere

Hans Kung premiato al Nonino, lancia un monito…

Non c’è futuro nell’epoca della globalizzazione se non si sviluppa un “ethos globale”. Pacato ma perentorio, questo è il messaggio del teologo Hans Kung, sacerdote polemico con la Chiesa e da tempo sospeso dalla “missio canonica”, vincitore del cosiddetto “premio dei ribelli”, il Nonino organizzato dalla omonima famiglia di distillatori friulani nella loro tenuta e giunto alla 37/a edizione.

Il Nonino 2012 internazionale è stato assegnato al poeta cinese Yang Lian, che ha lasciato la sua terra nel 1989 per affrontare le “tenebre del mondo”. Rivoluzionario a suo modo, Yang Lian oggi riflette su poesia e visione intellettuale concludendo che “ogni artista cinese contemporaneo deve essere un grande pensatore”. Con lui, premio “ad un maestro del nostro tempo”, è salito sul palco anche lo storico inglese Michael Burleigh che studia le ragioni per cui “le persone hanno il potere reale di prendere decisioni”. Modestamente, Burleigh ha definito il suo compito “ricreare le ombre lasciando al lettore chiedersi cosa ci sia all’interno”. Continua a leggere

A Saviano e Cacho l’Olof Palme Prize & Video

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Roberto Saviano e la giornalista e scrittrice messicana Lydia Cacho sono i vincitori dell’Olof Palme Prize 2012, ”per la loro instancabile, altruista e spesso solitaria battaglia per i loro ideali e per i diritti umani”.

Il Premio Olof Palme è il più grande e prestigioso del movimento operaio svedese, fondato il 6 febbraio 1987. E’ destinato a chi lotta per la libertà, la democrazia e i diritti umani.

Lungo colloquio oggi a Stoccolma tra Roberto Saviano e Kofi Annan prima della cerimonia di conferimento allo scrittore italiano del premio Olof Palme, assegnato cinque anni fa allo stesso ex segretario generale delle Nazioni Unite. Continua a leggere

Hans Kung incontra Antonio R. Damasio

Oggi 28 gennaio, come vi avevamo anticipato dieci giorni fa su questo blog, si terrà a Udine il secondo appuntamento di “I Dialoghi del Premio Nonino”.

L’ETICA sarà al centro del dibattito tra il teologo tedesco Hans Kueng, (premio Nonino 2012), e il neuroscienziato statunitense Antonio R. Damasio (nella foto).

L’appuntamento è al Teatro Nuovo di Udine alle 18:30.
  
Il Premio Nonino 2012, sarà consegnato oggi stesso a Percoto (Udine) ad Hans Kung, al poeta cinese Yang Lian (Premio Internazionale Nonino), allo storico britannico Michael Burleigh (Premio Nonino ad un Maestro del nostro tempo) e ai fattori dei “Giardini di Gorizia” (Premio Nonino Risit d’Aur).

(Per leggere l’anticipazione della notizia del premio Nonino vai qui)

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In memoria di te, Paul Celan – Volkstrauertag –

In memoria di te, Paul Celan
a cura di Luigia Sorrentino

Le vittime della Shoah furono circa 6 milioni. Fra esse, dovremmo includere un nome, o un non-nome, se preferite: Paul Celan.

Tutta la sua esistenza, incarnò strenuamente l’immane tragedia dello sterminio che  transfuse in sé  e nella poesia al punto da  annullarsi totalmente come persona. L’epilogo di Celan fu il suicidio.  Con quell’atto finale il poeta testimoniò la sua personale vergogna: l’aver  scritto da esule, (viveva in Francia) nella sua lingua-madre, il tedesco, (la lingua-madre degli aguzzini nazisti.)

La sua vita quotidiana si svolse in francese,  “a fronte” dei propri testi scritti in tedesco. Lo sguardo di Paul Celan non si distolse mai dal “Gegenuber” (qualcosa a fronte), che Celan identificò nella Memoria. 

Epilogo. La traduzione del dolore
di Camilla Miglio

Paul Celan ha tradotto, o meglio traslitterato il proprio nome dal tedesco al rumeno. Da Antschel a Ancel. Lo ha poi ripetuto a testa in giù. Cel-An: può suonare rumeno, francese, comunque straniero a orecchie tedesche. La ripetizione del nome, lo pseudo-nome diventa la sua persona nell’interessante accezione latina ricordata da MarKo Pajevic: da per-sonare, risuonare attraverso. Continua a leggere