Giovanna Cristina Vivinetto

Giovanna Cristina Vivinetto

di Daniele Campanari

Giovanna Cristina Vivinetto ha soltanto ventitré anni. Ma a leggere le sue poesie – a leggerle da dentro – pare che a parlare sia una veterana della parola, non una ragazzina che ha fatto del corpo il cambiamento di una vita (non lascia intendere che si tratti di transessualità; transessuale è una parola terribile seppure spesso nominata). È del corpo che parla, appunto, parla il corpo così forte da tracciare una strada chiara, la stessa della sua autrice. ​
Dolore minimo è la raccolta di poesie fin qui inedite (ma ad aprile Interlinea si occuperà della pubblicazione) della giovanissima siracusana che ha fatto di Roma la sua seconda casa, della storica bellezza della Capitale un’ispirazione per i suoi versi. I versi di Giovanna non ammettono errori di interpretazione, sono la conseguenza di un pugno allo stomaco: lo stomaco si restringe, si ritira all’indietro per la sofferenza del colpo, si anima per distanziarsi dal corpo che non è giusto. Se ne è accorta Giovanna, se ne sono accorti i produttori di poesia, e presto se ne accorgeranno i lettori. Quest’ultimi comprenderanno il Dolore minimo ma anche il massimo, il massimo dolore di una ventitreenne rara che ha svuotato il cassetto della scrittura sostituendo l’interno con la pelle mai appartenuta. Con la nuova epidermide, invece, scrive versi potenti che sono una ferita che si apre in verticale, esattamente dal punto dello stomaco. Continua a leggere

Carol Ann Duffy , “Le api”

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A cura di Giorgia Sensi e Andrea Sirotti

Con The Bees, Carol Ann Duffy si allinea alla prestigiosa compagnia di poeti che, da Virgilio a Sylvia Plath, hanno tratto ispirazione dalle api, elogiandone la forza e le straordinarie attività, metafore di un ideale modello di creatività e laboriosa coesistenza. Le api, umili e valorose, operaie rassicuranti ma pungenti, fanno da intermittente filo conduttore di questa raccolta che tratta e approfondisce, in toni che vanno dal lirico al sarcastico, dall’intimistico al civile, i temi cari da sempre a Duffy: l’amore, il dolore, la perdita, l’impegno sociale, la guerra, il paesaggio, il ruolo della letteratura come testimonianza e resistenza. Un libro allo stesso tempo orgogliosamente “britannico”, ma anche cosmopolita e disincantato.

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La poesia è ovunque, dovunque c’è poesia

Appuntamento

Il 27 settembre 2012 alle 18:00 al Giardino di S. Alessio si svolgerà la manifestazione “La poesia è ovunque, dovunque c’è poesia“, da un’idea di  Luisa Mazza in collaborazione con Nicola Bultrini.

L’iniziativa si inserisce nel percorso già tracciato dalle contaminazioni e dai dialoghi fra i diversi linguaggi espressivi, di cui molte manifestazioni, oramai, ne sono l’emblema.

L’idea sulla quale ruota questo primo incontro è quella di un saluto collettivo, insieme ai poeti romani ed agli altri artisti partecipanti, all’estate e un benvenuto alla nuova stagione degli eventi, l’autunno, nella splendida cornice del Giardino di S. Alessio (Aventino) che si affaccia sulla capitale, all’insegna di poeticità e bellezza. Continua a leggere

Antonella Anedda, “Salva con nome”

Nello scaffale “Salva con nome”, di Antonella Anedda
a cura (e di) Luigia Sorrentino
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Le poesie contenute nella nuova raccolta di versi di Antonella Anedda “Salva con nome” Mondadori 2012, (euro 16,00) provocano un’abrasione, una scottatura che brucia sulla pelle viva. Una materia umana – troppo umana – è contenuta nello spazio di questo libro, uno dei più intensi e maturi della sua produzione poetica.
Se qualcuno chiedesse a chi scrive di dare una definizione lapidaria a “Salva con nome” direi “questo è un libro sulla morte”, ma sarebbe una definizione sommaria, sbrigativa, detta per spaventare e togliermi di torno l’interlocutore e per rimanere sola con il segreto di questo libro. Perché quando la poesia raggiunge un livello di consapevolezza così alto, diventa materia pericolosa da gestire per i non addetti ai lavori. E allora provocherei volontariamente l’allontanamento del lettore comune dalla poesia di Antonella Anedda. Continua a leggere

Ennio Cavalli, “Poesie con qualcuno dentro”

Nello scaffale
“Poesie con qualcuno dentro” di Ennio Cavalli
a cura di Luigia Sorrentino

“Chi si sarà dentro queste poesie, da doverlo annunciare apertamente, in copertina, quasi a titolo cautelativo? Chi si nasconderà dietro questa catasta di versi, messi a stagionare come d’abitudine, per ricavarne assi da costruzione? L’assenza di un’anima velata o un me stesso disunito, disarmato, diminuito? Ci sarà lui, il daimon dei convincimenti appassionati o lei che non è più, l’intatta, l’indifesa, l’inseguita? Quale altro ostaggio, personaggio, depistaggio? Quale impronta colonizzatrice sulla sabbia dei giorni? Il nulla coi suoi intagli, l’amore irragionevole, una favola per cauzione?
Qualcuno o più cose la fanno da padrone. Vedo un sentiero, una stradina bianca in fondo alla campagna. La cipria del nuovo itinerario brilla al sole. Il pifferaio magico regala spartiti laceri a chi lo segue. E chi lo segue imita i suoi silenzi…”

(Dall’introduzione dell’Autore) Continua a leggere