
Gili Haimovich
Today even the buses turn their behinds to me.
I am limping on my heart.
The drive changes the way things seem to be.
And from so much driving, the face of the biker that passes here
turns into yours.
I wear pants that are definitely black.
Definite like the way everything you do
is in the cute zone.
Between us stands a theoretical lure.
We are speaking jazz improvisations.
Every offer from you, it’s another stage in a striptease
that’s not being done.
I know
to touch you
will be like moving my hand on a blank page.
Meanwhile it’s like a definite darkness
only out of instinct, I know where we are standing.
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Oggi anche gli autobus mi mostrano il sedere
Zoppico sul mio cuore.
La guida cambia l’apparenza delle cose.
A forza di guidare, il volto del motociclista in sorpasso
diventa il tuo.
Indosso pantaloni sicuramente neri.
Come sicuro il modo in cui tutto ciò che fai
è in zona fascino.
Tra noi incombe un’attrazione teoretica
Parliamo come s’improvvisa jazz
Ogni tua offerta, è il passo successivo in uno striptease
che non sta accadendo.
So
che toccarti
sarà come passare la mano su una pagina bianca.
Nel frattempo un’oscurità definita
solo per istinto, so dove siamo. Continua a leggere


La Biennale di Venezia / Biennale College – Teatro
Già il titolo che l’autrice ha voluto dare a questo poemetto, Sulla soglia della trasparenza, indica il senso della sua ricerca e del suo operare nel campo della poesia e dell’arte per cogliere nella bellezza della natura, percepita ed ammirata «sulle foglie bagnate», in «ogni apice d’erba», sul «fremito dell’ala», nei «moti d’aria lievi», in «ogni angolo di muraglia» i segni di una «sacralità naturale», cosciente di «stare sempre tra sacro e profano, in lotta per non essere intera, nell’uno e nell’altro», perché la poesia ci avvicina all’Assoluto, ma lo coglie solo in trasparenza, perché Dio ci parla attraverso le cose, ma è oltre le cose, che pure lo significano nella poesia, che rimane sulla soglia della religione.