Ko Un, “Cos’è?”

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Ko Un

Ko Un, ospite quest’anno di “Ritratti di Poesia” riconosciuto come il più importante poeta vivente della Corea del Sud, scrive poesie minime, ispirate alla filosofia son, lo zen coreano.  E’ autore di oltre centocinquanta opere, poesie, saggi critici, romanzi. Nei suoi versi, rarefatti come l’aria che si respira su montagne altissime, le parole di Ko Un sono illuminazioni improvvise, bagliori, frecce che folgorano. Una volta rivelata la realtà del mondo nella sua profondità, le parole di Ko Un potrebbero anche dissolversi nel silenzio. Ma la necessità di rispondere alla domanda permane: il senso dell’esperienza, l’intensità della vita del cosmo, in ogni suo più piccolo dettaglio, cos’è? Continua a leggere

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Andrea De Alberti, “Dall’interno della specie”

978880622102GRAAndrea De Alberti è sostanzialmente un poeta lirico. Scrive di sé, delle sue esperienze, della morte del padre, del rapporto con il figlio… Però lo fa con un taglio disassato rispetto ai canoni della poesia lirica. Questi temi entrano come di straforo in discorsi di altro tipo. Da quello paleoantropologico ed etologico che dà il titolo al libro, a quello che guarda ai fenomeni sociali della contemporaneità, siano l’Ikea o gli eroi della Marvel. Ne esce un viaggio antropologico-sentimentale lungo un percorso di poesie stranianti che catturano subito l’attenzione del lettore e lo coinvolgono in fecondi cortocircuiti mentali. È una poesia che provoca stupore perché nasce da una condizione di stupore e da quel po’ di confusione mentale necessaria per cogliere i legami fra le cose.
Dall’altro lato quella di De Alberti è anche poesia saldamente legata alla tradizione novecentesca, quella piú profondamente colloquiale, quella di Sereni e di Raboni. E con i due maestri lombardi De Alberti condivide il tema della comunità tra morti e viventi, che diventa soprattutto comunità di padri e figli dai ruoli intercambiabili: «quel che saremo o che diventeremo, | forse ero io, forse eri tu prima di nascere, | un’andata e un ritorno, un arrivare nel silenzio».

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A Jacopo, che parlava per formule magiche

9788873262992_0_0_750_80Nota di Luigia Sorrentino

“Il collaudatore d’altalene” è una riflessione sull’autismo scritta da Roberto Marconi, educatore sociale. Nel libro la vita di Roberto interseca quella di Jacopo, figlio unico di Annie Seri e Umberto Piersanti, un “ragazzo cresciuto” affetto da diverse problematiche annesse all’autismo. Ne nasce un’opera aperta alla poesia che non racconta né descrive la malattia, ma la “storia” fra due persone in carne ed ossa,  che comunicano e si osservano reciprocamente, affettivamente, una storia d’amore che contiene lo stupore e la meraviglia degli incontri che ti cambiano la vita.

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Antonio Nazzaro

Antonio Nazzaro

 

 

di te so poco
la lunghezza delle tue braccia
il tempo dei tuoi baci
quelli umidi dell’amore vorace
e quelli lenti dell’amore quotidiano
il taglio degli occhi
e l’incedere scalza
il movimento dei seni
a cui accordo il respiro
quel gesto tuo
di spostare i capelli
quello che so
è che quando arrivi
e ti siedi in un sorriso
sogno Continua a leggere

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L’origine è a Olimpia

 

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Disegno di Luigia Sorrentino


Il viaggio poetico di Luigia Sorrentino verso le radici dell’umanità

di Sacha Piersanti

Ha la forza degli abissi, la voce che Luigia Sorrentino, una fra le poetesse più raffinate del panorama letterario contemporaneo, intona e ricama nel suo Olimpia (Interlinea, 2013, pp.104, € 14), opera non prima ma primordiale in cui poesia e prosa convivono all’insegna della lirica. Il viaggio fisico, in Grecia, nella città che dà titolo e ambienti (nonché, antica com’è, l’aggancio stilistico di una scrittura che raggiunge l’unicità e la compattezza grazie a un calibrato eppure potente ‘frammentismo’), è il pretesto narrativo per sostanziare il viaggio mentale, non metafisico né mistico, non spirituale ma biologico, alla ricerca di quell’origine che da sempre sfianca la scienza e la poesia. Continua a leggere

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