Silvio Raffo, “La vita irreale”

 
silvio_raffoIl teatro del mondo qualche volta
mi commuove – m’incanta la sua scena

“I poeti della generazione di Silvio Raffo hanno scritto molto in questi anni, si sono mostrati intelligenti, “aggiornati”, (forse troppo), colti. Ma si contano sulle dita di una mano […] quelli che ci rimangono impressi, che ci stampano a forza qualche verso nella memoria […] Metterei Silvio Raffo tra questi pochissimi.”
Maria Luisa Spaziani

“Ciò che specialmente mi attrae è quella pienezza di adesione ai momenti, ai particolari della circostanza quasi con un eccesso d’ansia… un discorso teso e carico, che profitta di tutti i segni che il visibile, il sensibile, il causale mettono sulla sua strada, con un totale affidamento al senso di ciò che accade e si manifesta.”
Mario Luzi Continua a leggere

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Giovanni Fierro, “Il riparo che non ho”

 

il-riparo-che-non-ho-giovanni-fierroDalla Prefazione di Claudio Damiani

Imparare le cose

Scrivere poesie vuol dire trascrivere, elaborare una propria visione del mondo. Questa visione non è mai data, ma è sempre nell’atto del suo farsi (altrimenti sarebbe ideologia, e non poesia). Autore e lettore assistono allo stesso atto, contemporaneamente, che è la visione poetica. E’ come aprire una finestra. Giovanni Fierro vorrebbe essere una finestra, avere la sua trasparenza. Come la trasparenza di una partita di calcio, dove nessuno può mentire. La finestra “divide il dentro dal fuori”, mi fa vedere le cose e mi protegge nello stesso tempo dal fuori. Ecco, una finestra insegna molto.
Una cosa molto bella nella poesia di Giovanni Fierro è il desiderio continuo, necessario come il respiro, di imparare. La cosa vista, la visione poetica, è sempre maestra. Ed è vista con tanta attenzione, e nettezza, e interezza, perché insegna. Parla a noi e ci dice: fai anche tu così.

 

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Romano Benini, “Destini e Declini”

romano_beniniIl declino non è un semplice dato economico: è un
fenomeno allo stesso tempo politico, sociale e
culturale che produce effetti devastanti sulle
condizioni di vita e sull’economia. Il nuovo libro di
Romano Benini, giornalista economico e docente di politiche del lavoro, riflette su cosa sia e come si
manifesti la crisi di una nazione e di un territorio e
come possa diventare prima declino e poi decadenza.
Quella che sta attraversando oggi l’Europa è una
semplice crisi, o si tratta di un vero e proprio declino?

Per rispondere a questa domanda, l’osservatorio
privilegiato probabilmente è proprio l’Italia, e in
particolare Roma. Nella capitale, infatti, i segni che fanno pensare al declino ci sono tutti: clientelismo, corruzione, mancato rispetto delle regole, aumento del carico fiscale e conseguente evasione, perdita di credibilità da parte del ceto politico, rifiuto del bene comune e fuga verso gli interessi particolari e privati. Continua a leggere

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Pordenonelegge 2015

una-piazza-piena-di-libri-pordenonelegge-2014-1C’è una parola che abbiamo incontrato spesso, in quest’ultimo anno, nei libri che abbiamo incrociato o che ci sono stati proposti. Non è difficile indovinare: è la parola “crisi”. Una parola declinata in tutti gli accostamenti possibili, dall’economia alle istituzioni, dalla famiglia all’impresa, e poi fin dentro lo specifico di cui ci occupiamo: crisi dell’editoria, crisi del libro. Crisi, ovvero, necessariamente: cambiamento. Il momento della crisi è quello di un passaggio, di cui avvertiamo gli effetti, e di solito generano segnali di disagio, peggioramento, allarme. E’ necessario cercare di capire che cosa sta accadendo, durante una crisi. E oggi più di sempre è proprio nei libri che si trovano, se non le risposte, le domande giuste. Continua a leggere

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Paola Ballerini, “dentro l’iride radici”

 

dentro-liride-radicila coltivazione delle parole
è questa terra che si spacca
quando la notte
crepita fino al bordo dell’alba
e ci assale
piegando i girasoli
durante la sepoltura dei semi
___

Paola Ballerini vive e lavora a Firenze. Laureata in filosofia, ha compiuto studi anche in campo psicologico. Suoi testi sono apparsi nel 2008 sulla rivista Semicerchio. La raccolta Nell’arcipelago cresce l’isola ha vinto il premio ClanDestino 2009 per l’opera prima ed è stato pubblicata dall’editore Raffaelli. È coautrice insieme ad altri poeti del libro Varianti Urbane – mappa poetica di Firenze e dintorni che ha ottenuto il marchio microeditoria di qualità 2011, ed. Damocle. Alcuni suoi testi sono stati tradotti e pubblicati nel 2012 sulla rivista digitale serba Agon e nel 2013 sulla rivista digitale messicana Círculo de Poesía.

 

 

 

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