“Nonostante la fine del mondo”
Ciò che Stefano Serri sa fare – e lo sa fare bene – è non cadere nel lirismo troppo acceso, pur non rinunciando a puntare verso la vetta. In questo, un grande pregio della sua poesia – e un pregio che rende Nonostante la fine del mondo un raro esempio di libro “a tema” ben riuscito in forma e sostanza – è quello di evitare una troppo scoperta poesia del quotidiano, come un ciclista evita le buche. In questo esperimento si poteva fallire in diversi modi, due su tutti a parere di chi scrive: esagerare nel compianto, o abbandonarsi alla retorica dei piccoli gesti che salvano. Le due cose, in realtà, coesistono nei componimenti di questo volumetto, ma le dosi sono ottimali, e l’amalgama garantito da una lingua pulita e accessibile – nonostante le dolorose e spesso suggestive inarcature della sintassi – restituisce un elaborato di grande effetto e sicuro piacere della lettura.
Dalla prefazione di Marco Bini
Luciano Benini Sforza, “Dopo questo inverno”
“La frontiera è un canale di nebbia, di suono, di assenza di peso, di quasi niente, di niente visibile, riconoscibile. È stanza buia, la cui uscita è un andare in porto, un tornare a casa. Terra che è mare. Vastità che è piccolezza. Non uno scomparire, un dileguarsi di ogni cosa nell’indistinto, anche se è vero che poco importano un petalo o una galassia, un anno o un giorno (Nel respiro più lungo). Ciò che conta è altro. È il dopo, la riva da vedere ancora, la possibilità di un’altra scelta, la speranza «anche solo / di un minimo gesto», «aprire una porta / nel vento con le nubi e il sole / che vanno e vengono». Dopo, riva, scelta, speranza, aprire una porta nel vento, fare del vento, del respiro una casa.
Che cosa c’è dietro la riva, dietro la spiaggia, la banchina, dietro Ravenna o più ancora Marina di Ravenna, il canale, la pineta come «una preghiera scura che vacilla» (Troppo)? C’è ancora terra? Anche in questo caso l’interrogativo non è quello giusto. Forse dovrebbe essere quello a cui Luciano Benini Sforza stesso risponde. Che cos’è Ravenna o una città simile a Ravenna? Una città che «è una sintesi in bilico, / aperta, / un pavimento che riaffiora dal terreno, / dove scorre la pioggia / e ristagna, / dove il muschio / cova l’arsura e viceversa» (Prospettive umane). In sintesi e in bilico, precisione millimetrica e andare a tentoni, il muschio che cova l’arsura e l’arsura che cova il muschio là dove ci si aspetterebbe fango. (…)
Jean Soldini, estratto dalla Prefazione a Dopo questo inverno Continua a leggere
Il tempo delle ombre di Giancarlo Pontiggia
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La poesia italiana ha molte varianti percorribili da unire alle preferenze singole della critica militante, che non potrebbero essere seguite con cognizione di causa, se non adottando mappe orientative tali da consentire un discernimento razionale, calcolato, per segnalare il tempo in fuga che il poeta tenta di salvare con l’uso di una parola identificativa o certamente significativa nel lavoro di composizione degli autori spesso eterogenei tra loro, come dimostrano i vari repertori critici e antologici. Ci sembra che la poesia degli ultimi anni non presenti la necessità di essere incanalata in una considerazione di valori assoluti e schematici, perché il tentativo fallirebbe di per sé nella formula. Il secondo Novecento e il primo decennio del terzo millennio non si sono risolti in un panorama formale, linguistico e organico avviato verso un canone come in un cursus scolastico che stabilisca scale di valori, poeti non scalfibili nell’ipotetica scala gerarchica. Continua a leggere
Premio Strega 2015
Con la chiusura delle candidature prende il via il LXIX Premio Strega, promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Liquore Strega con il patrocinio di Roma Capitale e il sostegno di Unindustria – Unione delle Imprese e degli Industriali di Roma Frosinone Latina Rieti Viterbo. Sono 26 le opere presentate dagli Amici della domenica, lo storico corpo votante che dal 1947 attribuisce il riconoscimento a un libro di narrativa italiana pubblicato tra il 1° aprile dell’anno precedente e il 31 marzo dell’anno in corso.
Questi i libri presentati: Continua a leggere
![cartolina ABRIL2[1]](http://poesia.blog.rainews.it/files/2015/04/cartolina-ABRIL21-683x1024.jpg)
