Marco Bini, da New Jersey

Marco Bini

Un racconto, impossibile. La provincia è così: non si afferra, non ne prendi esattamente tutti i contorni. E lo sai, l’insicurezza è l’approdo che la poesia t’insegna. Sono queste le due colonne d’ingresso al libro, parole di Luigi Ghirri e di Iosif Brodskij. Ci salutano, ci dicono: forza, entrate, ecco il nostro–vostro New Jersey. Sa di Terra promessa, questo libro di Marco Bini, anzi di terra e di promessa, «mattone–memoria della terra» e promessa di vita, avvertita tanto da volere, un tempo e forse ancora, «che smettesse tutto quanto» e allo stesso tempo che davvero non finisse. Sentirete, tocca ognuno di voi questo bilico, voi che state per entrare. Vedrete, vi riguarda, se tentati come credo tutti lo siamo di narrare la nostra storia, la nostra benedetta terra.

Dalla prefazione di Cristiano Poletti

Da New Jersey, Interno Poesia, 2020

Dovremmo credere ai cartelli quando come costole
spalancano al cuore spazio per pulsare,
se l’alluminio rifrange in cifre la misura
del divario fossile che basta a sentirci persi

o vederli come sfregi verticali al modo che abbiamo
di sbirciare l’orizzonte del nostro New Jersey
ma senza ponti per il centro dove agglomerarsi
nel nucleo vulcanico dove fabbricano la luce?

*

Forse più la prima, specie quando le statali
affondano, si fanno radici, vengono a prenderci.
Le aspettiamo, si facciano avanti:
ci tengono a distanza.

Al capo estremo del tracciato siamo
dove ai giorni non si attaccano aggettivi,
siamo deposito e sedimento,

siamo i pezzi che nell’esplosione volano lontano. Continua a leggere

Una poesia di Marco Bini

marco_biniA cura di
Luigia Sorrentino

MARCO BINI, nato nel 1984, vive a Vignola (Mo). Si è laureato in Lettere moderne all’Università di Bologna. Oltre a scrivere poesie e traduzioni, collabora con l’organizzazione di Poesia Festival in provincia di Modena. Suoi testi sono apparsi nell’antologia La generazione entrante (Ladolfi editore, 2011). Nel 2011 è uscito il suo primo volume di poesie dal titolo Conoscenza del vento (Ladolfi editore), con il quale ha conseguito diversi riconoscimenti, mentre del 2013 è la plaquette autoprodotta Posto unico. È redattore della rivista “Atelier”, e collaboratore anche della versione online per la quale traduce dall’inglese poeti stranieri.

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“Nonostante la fine del mondo”

 

serriCiò che Stefano Serri sa fare – e lo sa fare bene – è non cadere nel lirismo troppo acceso, pur non rinunciando a puntare verso la vetta. In questo, un grande pregio della sua poesia – e un pregio che rende Nonostante la fine del mondo un raro esempio di libro “a tema” ben riuscito in forma e sostanza – è quello di evitare una troppo scoperta poesia del quotidiano, come un ciclista evita le buche. In questo esperimento si poteva fallire in diversi modi, due su tutti a parere di chi scrive: esagerare nel compianto, o abbandonarsi alla retorica dei piccoli gesti che salvano. Le due cose, in realtà, coesistono nei componimenti di questo volumetto, ma le dosi sono ottimali, e l’amalgama garantito da una lingua pulita e accessibile – nonostante le dolorose e spesso suggestive inarcature della sintassi – restituisce un elaborato di grande effetto e sicuro piacere della lettura.

 

Dalla prefazione di Marco Bini

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La generazione dei nati negli anni ’80

 

conoscenza-del-ventoMarco Bini, Conoscenza del vento, introduzione di Emilio Rentocchini, Borgomanero, Ladolfi, 2011; Francesco Iannone, Poesie della fame e della sete, introduzione di Gabriella Sica, ivi, 2011; Matteo Fantuzzi (a cura di), La generazione entrante. Poeti nati negli anni Ottanta, ivi, 2011.

di Matteo Mario Vecchio

Ciò che accomuna i tre volumi – agili, editorialmente spartani (e per questo soprattutto, per la non esibita cura editoriale, positivamente degni di nota), ben curati – di Marco Bini, di Francesco Iannone e di Matteo Fantuzzi (i primi due, florilegi poetici; il terzo, antologia di poeti italiani nati negli anni Ottanta) è, oltre a quanto già accennato, il fatto che siano stati pubblicati da un editore, Giuliano Ladolfi, di tenace e ampia esperienza nel campo dell’educazione e della formazione dei giovani, e, parallelamente, in circolarità di istanze pedagogiche, critico e poeta egli stesso. Continua a leggere