“Viva”, Corde

 

viva-una-rivista-in-carne-e-ossa-poesiaVIVA
Una rivista in carne e ossa

12

CORDE

Giovedì 26 febbraio 2015, ore 18.30

Al via il taglio del cordone, poi il desiderio ostinato di legare e legarsi. Fascio di fibre e fili attorcigliati, attraversiamo il vuoto sulla corda del tempo donato, ma l’equilibrio – come Alfeo in cerca di Aretusa evocato da Salvatore Quasimodo – è qualcosa di più della perfezione / […] non un luogo dell’infanzia […] / più annodare la corda / spezzata dell’arrivo.

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La poesia portoghese, Manuel Alegre

 

Manuel_Alegre_©Foto_Luiz_CarvalhoA cura di
Luigia Sorrentino
Traduzione di Chiara De Luca

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Manuel Alegre de Melo Duarte (© Foto Luiz Carvalho) nasce il 12 maggio del 1936 a 
Águeda. Studia a Lisbona, a Porto e alla Facoltà di Diritto dell’Università di Coimbra. È stato campione di nuoto e attore del teatro universitario di Coimbra (TEUC). Nel 1961 è arruolato per l’Angola. Fatto prigioniero dalla PIDE, trascorre sei mesi della Fortezza di S. Paulo, a Luanda, capitale dell’Angola, dove scrive gran parte delle poesie del suo primo libro, Praça da Canção. Nell’ottobre del 1964 è eletto membro del Comitato nazionale del Fronte Patriottico di Liberazione Nazionale e si trasferisce ad Angel, dove lavora per l’emittente Voz da Libertade. Torna in Portogallo dopo il 25 aprile del 1975. Dirigente storico del Partito Socialista dal 1974, è stato vice presidente dell’Assemblea della Repubblica dal 1995 al 2009 ed è membro del Consiglio di Stato. La sua vasta opera letteraria, che comprende romanzi, racconti, saggi, ma soprattutto poesie, è stata ampiamente diffusa e riconosciuta. Manuel Alegre ha ricevuto tutti i più importanti riconoscimenti letterari, tra il quali ricordiamo: il Gran premio della Poesia della APE-CTT, il Premio della Critica Letteraria della AICL. Il Premio Fernando Namora e il Premio Pessoa nel 1999. La sua precedente raccolta poetica, Doze Naus, ha ricevuto il Premio Dom  Dinis. Continua a leggere

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Elena Salibra, quattro poesie

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trittico per il martirio d’Ortigia

 

…in fuga dall’altra terra il martirio

d’Ortigia  s’accomoda

nell’angolo

in ombra della sala dove non

è traccia d’un

amore dietro i pentimenti

del pittore. se tu stemperi

sul tappeto persiano il garbuglio

dei sensi in un pomeriggio

di prima estate

sei nel triangolo della memoria

o è un miscuglio di colori quel

me e te confusi d’umori nuovi…

da: il martirio di ortigia, Manni, 2010

 

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Daniele Campanari & Milo De Angelis

 

millimetri_deangelisUn poeta legge un poeta
a cura di
Luigia Sorrentino
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I versi di Milo De Angelis, non solo quelli che ho scelto in questa occasione, hanno l’abile capacità di raccontare con semplicità i fatti quotidiani. Dagli spunti di una stazione, come accade in ‘Sono ancora loro’, alla dedica per un amore andato o venuto. Tutto si estende nel ritmo giusto della poesia. È così che ‘uno, esile, diventa ruggine / squarciagola… ‘. Leggendo.”

Daniele Campanari

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Carlo Bordini, “I costruttori di vulcani”

 

carlo bordiniL’editore Luca Sossella ha recentemente ristampato il libro di Carlo Bordini “I costruttori di vulcani” che contiene tutte le poesie di Bordini dal 1975 al 2010.

di Filippo La Porta

“Bisognerebbe poi tentare di descrivere la musicalità di Bordini: essa è iterativa… ininterrotta, un po’ ipnotica, come di una melodia familiare, insistente, ascoltata nel dormiveglia, o, per usare un ossimoro, in un dormiveglia vigile, nelle prime ore di un’alba “tenue e dorata”. Si potrebbe parlare di un flusso di semicoscienza, nel senso che i versi assomigliano a un flusso di pensieri, sensazioni, meditazioni, frasi prese di qua e di là, notizie di agenzia, nomenclature da trattato di patologia, etc., un materiale che sembra animato di vita propria e che viene rielaborato in uno stato di semicoscienza, nel quale la mente è appunto non interamente presente e attiva. L’io lirico qui vede “tutta la gente dietro un vetro”, senza riuscire a raggiungerla, rischiando deliberatamente la follia…”

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