Opere Inedite, Matteo Bianchi

Opere Inedite
a cura di Luigia Sorrentino

Oggi a Opere Inedite la lettura di alcuni testi a me inviati da un giovane poeta – nato alla fine degli anni Ottanta – Matteo Bianchi.
Matteo mi scrive, a proposito della poesia: “Ho provato sulla pelle che, se ti privi dell’oggetto desiderato, il desiderio in senso lato, qualsiasi esso sia, le parole fanno di tutto per “arrivarlo”: la poesia è, nel suo processo di astrazione soggettiva, una piccola creazione che può essere condivisa tramite occhi e sentimento, e libera dentro tutta l’energia che fuori, tangibile ai cambi di vento, è liberata invece dalla materia modellata con le mani.”

Matteo Bianchi Continua a leggere

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Roberto Raieli, “Poemi muti”

Nello scaffale, Roberto Raieli  “Poemi Muti”, Lietocolle 
a cura di Luigia Sorrentino

Prefazione di Maurizio Cucchi

Il pregio che subito si avverte, nelle poesie di Roberto Raieli (e che era ben presente, del resto, anche nel suo precedente Fuoricampo), è la dolcezza morbida e avvolgente della sua pronuncia. Una dolcezza che rivela, da un lato, una sicurezza espressiva matura e, dall’altro, una autenticità aperta, a volte gioiosa a volte malinconica, del sentimento dell’esistere che il poeta cerca di esprimere con semplicità lodevole in ogni suo passaggio, quasi in ogni suo verso.
Poemi muti è il titolo che corrisponde a un atteggiamento discreto, a un tratto di eleganza naturale che Raieli possiede e coltiva, nell’understatement dei suoi modi, felicemente esenti da accentuazioni enfatiche. Continua a leggere

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

In memoria di te, Mario Pomilio

Riletture, Mario Pomilio
a cura di Luigia Sorrentino

Mario Pomilio, Emblemi. Poesie 1949/1953, Cronopio Edizioni, 2000

IL TESTO

Questo volume raccoglie i versi, in parte inediti, di Mario Pomilio, scritti tra il 1949 e il 1953, prima di intraprendere l’itinerario narrativo che lo avrebbe condotto a scrivere Il quinto evangelio, una delle opere più originali dell’ultimo Novecento.
La produzione poetica di questo scrittore non ebbe seguito se non in sedi disparate, attraverso notevoli varianti, spostamenti, tagli, stesure. Questo progetto poetico, sviluppatosi nel clima post-ermetico, si richiama, sin dal titolo, alla grande discontinua linea “allegorica” della nostra tradizione poetica. Continua a leggere

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

La vostra voce, Elisabetta Orlandi

La vostra voce
a cura di Luigia Sorrentino

“Chi le dice che il vicino è più limitato del lontano? Basta guardare qualcosa con attenzione perché si aprano delle prospettive senza limiti. Anche un bottone può contenere l’universo.”
(I. Calvino)

Ci sono giorni in cui mi chiedo dove sto andando, e se tutto questo ha un senso. Ci sono momenti in cui anche le cose più piccole pesano troppo, mi sembra di non farcela, mi manca il respiro. Continua a leggere

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Enrico De Lea, “Dall’intramata tessitura”

Riletture, Enrico De Lea
a cura di Luigia Sorrentino

dalla Prefazione di Alessandra Pigliaru

Della parola

La poesia è figlia della notte, ricordava Jabès. Dovrà usare la voce per uscire dall’oscurità. Si farà trasparente la parola poetica, e non invisibile; raccoglierà i brandelli di ciò che in altro modo non può essere detto. C’è una necessità nel dire poetico che sovverte l’alba e si fa saldo coro degli opposti. Per poter vedere quell’indistinto che preme alla soglia del giorno si dovrà muovere con cautela verso un lume, oppure lasciarsi vincere dalla caduta in un altrove. C’è un doppio monito nelle parole di Jabès: da una parte si deve stare in guardia da chi canta immobilizzato dalla sorpresa e dall’altra ci si deve far piegare dalla notte come da una confidente a cui tendere le mani. La notte conosce l’intramata tessitura della memoria, del sofferto e cogente desiderio che dalla terra passa al verso. […] Continua a leggere

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •