Il “realismo arricchito” nella ricerca letteraria di Giovanni Agnoloni

Giovanni Agnoloni, scrittore

Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976) è scrittore, traduttore e blogger. È autore dei romanzi Sentieri di notte (Galaad Edizioni, 2012; pubblicato anche in spagnolo come Senderos de noche, El Barco Ebrio 2014, e in polacco come Ścieżki nocy, Serenissima 2016), Partita di anime (Galaad, 2014) e La casa degli anonimi (Galaad, 2014) e L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad, 2017), che fanno parte della serie distopico-letteraria “della fine di internet”. Continua a leggere

Giovanni Agnoloni, “L’ultimo angolo di mondo finito”

Lo scrittore Giovanni Agnoloni

di Giorgio Galli

2029. Sono passati quattro anni dalla sera in cui Kristine Klemens, in Sentieri di notte, scopriva d’improvviso che Internet era venuto a mancare, e con esso la rete telefonica. E ne son passati due da quando il professor Kasper van der Maart, teorico dei guasti antropologici della Rete, ha iniziato a cercare Kristine incalzato da un impulso vago e irresistibile. Continua a leggere

Diego Caiazzo, “La Via Lattea”

Diego Caiazzo

Prefazione di Franz Krauspenhaar

La chiarezza e l’altitudine

La poesia di Diego Caiazzo è qualcosa che rimanda a cose estere, alla poesia anglosassone o tedesca. Sia chiaro che un certo filone di poesia narrativa, quella più pacata e sintomatica di un disagio che però non è mai invettiva – raro in Italia, comunque – ha influito sul poeta. Caiazzo, napoletano, è di quella genia di indigeni della metropoli, ideale capitale del Sud, che sta sottotraccia o alto nei cieli. La sua poesia, come potrete notare fin da subito, si sposta su frequenze che sembrano vicine fra loro, e invece compiono tutto il largo giro delle emozioni e delle pulsioni umane. E queste frequenze l’autore le fa diventare suono a volte sibilante, a volte rombante ma mai oltre le righe. C’è la nobile compostezza di una certa Napoli, che un amico giornalista del luogo purtroppo scomparso, Ciro Paglia, mi raccontava come discendente degli Hohenzollern, tra il serio e il faceto di quel suo bel modo di dire e di vivere. Dunque questo esordio davvero tardivo Diego Caiazzo lo fa con questo poemetto, La via lattea, che ebbi modo di leggere già alcuni anni fa. Un vero viaggio tra Paradiso e Inferno, nella coniugazione di un verbo che si fa dolore e passioni piane ma chiare. Ecco quello che può piacere e piace di questo poetare: la sua chiarezza, come se ogni volta sciogliesse il nodo gordiano delle cose ma non facendo un riassunto, bensì facendone una pura sintesi poetica. Ѐ questo che riceviamo da questo libro. Una sintesi di uno spazio vastissimo che diventa anche piccolissimo. Non c’è più limite nell’universo, l’Uomo è sempre lo stesso ma muta sempre, nel cielo della vita e della poesia. Continua a leggere

Presentazione a Roma alla libreria “L’orto dei libri”

Anteprima nazionale a Roma del romanzo “L’ultimo angolo di mondo finito” (Galaad Edizioni) di Giovanni Agnoloni, con Sonia Caporossi e Sandro Battisti all’Orto dei Libri di Giorgio Galli (Via dei Lincei, 31), alle ore 18,00.

Si tratta del volume conclusivo della serie della fine internet, composta dai romanzi Sentieri di notte, Partita di anime e La casa degli anonimi. Continua a leggere

La poetica di Kenneth Krabat

Rosso.Niente. (cover)

È appena uscito Rosso.Niente (VEDI QUI), raccolta di versi del poeta danese Kenneth Krabat edita da Kipple Officina Libraria, tradotta dalla versione inglese (l’autore è bilingue) da Giovanni Agnoloni per la collana “Versi Guasti”, curata da Alex Tonelli.

Vita, Amore e Morte, alla ricerca di una consolazione

“Non smettere mai la propagazione del mondo dietro il velo/ Con rassegnazione la vita e i mondi giungono a conclusione/ Nel sangue e nell’ignoranza o in entrambi.”

Kenneth Krabat – Note per una poesia sul valore di una vita risolta

Le poesie che compongono questa nuova uscita di “Versi Guasti” appaiono a una prima lettura fra loro molto eterogenee; diversi gli stili e le metriche con cui il poeta, Kenneth Krabat, ha composto questi suoi testi. Poliedrico poeta danese, che scrive in lingua madre e contemporaneamente in inglese, Krabat è una figura viva dell’underground di Copenaghen – o, come direbbe lui stesso, di København – un performer e un paroliere. Abbiamo scelto di dedicare un volume di “Versi Guasti” a quest’ autore, perché Krabat s’inserisce perfettamente nella ricerca poetica che questa collana sta portando avanti, scovando là fuori tutti quei poeti che prendono la poesia, la strappano dai banchi del Liceo, la scuotono violentemente e la trasformano, quasi magicamente, in un prodotto della contemporaneità. Parole da leggere e attraverso cui comprendere un po’ di più il reale che ci circonda, questo reale, questo “qui e ora” di un 2016 che volge al termine. Continua a leggere