Fabio Ciriachi, “Uomini che si voltano”

 

uominiA Roma, sabato 13 dicembre 2014, presentazione del romanzo di Fabio CiriachiUomini che si voltano” (Coazinzola Press, 2014). Intervengono all’appuntamento presso Empiria (Via Baccina, 79), Massimo Barone e l’autore.

SINOSSI
Un lungo viaggio nella storia degli ultimi decenni attraverso le avventure di Diego, Harry, Silvia, il Maestro, Paola,  Ivan, la regina, che furono giovani sul finire degli anni Sessanta e scelsero modi non convenzionali per affrontare una realtà che sempre più si mostrava contraria alle utopie. Sfumati i confini tra fallimento e riuscita le loro esistenze, come fossero le “risultanti” di forze contrapposte e nemiche, incedono nella Storia eccentriche e sofferte declinando amore, figli, lavori improbabili dove ciò che resta della “fantasia al potere” assume le caratteristiche di una capacità di sopravvivenza cui non fanno difetto lati tragicomici. L’uso abile del registro meta-letterario e la continua alternanza dei punti di vista – per cui i testimoni a volte raccontano dicendo “io”, a volte attraverso le più ampie possibilità del “narratore onnisciente” –  danno alla formula insolita del “romanzo a racconti” un carattere polifonico che trova sempre, sia nel picaresco che nel drammatico, la voce più giusta per arrivare alle orecchie e all’intelligenza emotiva del lettore.

 

UNO STRALCIO DAL LIBRO
Branchi di qualcosa che non sa neanche definirsi, in realtà ce ne andiamo in ordine sparso da una nascita oscura a una morte inspiegabile, avanti e indietro sulla solita altalena di euforie e depressioni. Chi s’era voltato allo stupore ha fatto in tempo a tornare indifferente, di spalle. Intorno a noi, che siamo rimasti a guardare, incombe un rumore di ghiaccio in cui tutte le voci perdono suono, una rottura del punto d’ascolto, un’afasia dell’aria. Alla disperazione abbiamo opposto danze dai ritmi travolgenti che per un po’ ci hanno orientato; ma erano stratagemmi di corto respiro, e di nuovo ci tocca andare avanti a tentoni, nudi e ghignanti in questo clima pieno di inverni.”

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Fabio Ciriachi, romano, ha pubblicato tre raccolte di poesia, tutte con Empiria: L’arte di chiamare con un filo di voce (1999), Il giardino urbano (2003), Pastorizia (2011). Una raccolta di racconti: Azzurro-cielo e verde-pistacchio (Edimond, 2008). Tre romanzi: Soprassotto (Palomar, 2008), L’eroe del giorno (Gaffi, 2010), Le condizioni della luce (Gaffi, 2013). Un “romanzo a racconti”: Uomini che si voltano (Coazinzola Press, 2014). Ha tradotto dal francese l’opera di David Mus Qu’alors on ne se souviendra plus de la Mer Rouge (Ragage/Empiria, 2005). Ha recensito libri per “la Repubblica”, “il Manifesto”, “l’Unità”. Oltre che con “Kasparhauser” collabora con “Poliscritture” (di cui è redattore), “Critica Impura”, “Succede oggi”.

 

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